Articolo di Corrado Budelli immagini sonore di Roberto Bianchi

Rassegna Folk & Blues

Al Teatro del Popolo, avvolgente gioiellino sapientemente recuperato all’inizio del nuovo secolo, va in scena il gruppo camuno dei Lùf con Davide Van De Sfroos quale ospite d’onore.

La serata è organizzata dalla Fondazione Exodus e da 4 Exodus. Il ricavato sarà devoluto al comune di Gallarate per contrastare le fragilità abitative.

Senza perderci in ulteriori preamboli, devo dire che i Lùf hanno una lunga storia musicale alle spalle con canzoni prettamente folk che mirano a mettere principalmente in luce problematiche sociali, cantate in massima parte in lingua camuna. Il gruppo ha peraltro anche inciso un disco di cover di Guccini, aiutato in questo dalla voce piuttosto simile del loro leader Dario Canossi, da sempre adepto del cantautore modenese.

Il concerto è stato l’ultimo di un lungo tour con moltissime tappe tra la Lombardia e il Veneto; per l’occasione la band ha invitato il buon Davide, che si è esibito nella parte centrale del concerto, accompagnato dagli stessi Lùf.

La cosa che è apparsa subito evidente è la linea musicale, volutamente concordata al fine di collegare i brani dei Lùf a quelli scelti per l’occasione da Davide Van De Sfroos. Tempo addietro Neil Young aveva inciso un disco accompagnato dai Pearl Jam e qualcuno disse che i Pearl Jam suonavano come i Crazy Horse, ma con i muscoli. Questo si potrebbe secondo me applicare al concerto di questa sera. Infatti, per seguire il filo logico musicale dettato dai Lùf, De Sfroos ha scelto accuratamente le canzoni maggiormente affini, nel ritmo e nello spirito, a quelle del gruppo camuno, andando a ripescare in maggior misura le sue più antiche songs, così da non allentare la tensione del concerto, ma conferendo in tal modo una certa continuità musicale. Ritengo che per certi brani, l’accompagnamento di ben otto musicisti, sia stato rivitalizzante, riportandoli ai fasti di un tempo; da anni, infatti, non li ascoltavo tanto vivi e pulsanti, dai tempi cioè in cui il gruppo di Davide Bernasconi era composto da musicisti del calibro di Parrilli, Scaffidi e Beccaceci, oltre ovviamente ad Anga al violino e arrangiamenti.

Personalmente preferisco i concerti in cui Davide alterna brani ritmati e allegri alle sue proverbiali ballate ed alle spesso lunghe e immaginifiche digressioni oratorie.

Il concerto di stasera, certamente apprezzabile, ha dato l’impressione di non voler uscire da un binario ben definito e un po’ monocorde. Le caramelle saranno anche buone, ma alla lunga stancano e prevale il desiderio di qualcosa di salato.

Detto questo aggiungo che la finalità nobile dell’evento è stata ottimamente sostenuta dalla numerosa presenza del pubblico, arricchita dagli immancabili fan del gruppo, provenienti persino da Roma.