Articolo di Roberto Bianchi

Luca Rovini, pisano con l’America nel cuore, ha pubblicato lo scorso settembre il suo quarto album, Cuori Fuorilegge, regalando agli ascoltatori un sorprendente prodotto, capace di coniugare la poetica nazionale con i trascinanti suoni texani. Non parlo di suoni banali, commerciali, risaputi, ma di suoni profondi, coinvolgenti, caldi, che riportano alla mente personaggi come Tom Petty, Joe Ely, The Blaster, Willy DeVille e i loro discepoli.

Insieme a Luca Rovini (chitarra acustica e voce) nel disco suonano Peter Bonta (chitarra elettrica, acustica, mandolino, organo hammond e piano) e Andrea Pavani al basso. Il quarto compañero Stefano Costagli li guarda dall’alto, con grande ammirazione, con l’orgoglio di essere stato parte di questo stupendo progetto, con la rabbia e il dolore di essere andato via all’improvviso, troppo presto. Con loro ospiti di altissimo livello: Chiara Giacobbe al violino, Paolo Ercoli alla pedal steel, Flaco Segals alla fisarmonica e Gary A. Crockett alla batteria.

Stefano Costagli

L’impronta del disco è prevalentemente elettrica: country rock carico di sudore e sangue, chitarre che si rincorrono intersecando riff taglienti con assoli cristallini; hammond e piano che tessono tappeti di pregiata fattura; sezione ritmica incisiva e penetrante, un treno a vapore! I testi sono rigorosamente in Italiano. Mi permetto di definire le parole delle canzoni affreschi impressionisti: Luca Rovini non racconta storie lineari, ma stimola l’ascoltatore ad elevare la propria immaginazione, permettendo di visualizzare realtà personali. Siamo al cospetto di un intelligente esempio d’umiltà creativa.

I brani ti entrano nel cervello e il livello è subito stellare: Senza Gambe Né Parole e Fuorilegge lasciano senza fiato, grazie a suoni potenti e di grande presa; la ruvida voce di Rovini è un abito su misura. Honky Tonk Señorita ricorda le belle sonorità del primo Massimo Bubola, quello più elettrico. La concentrazione sale, il ritmo lascia spazio alla melodia, ed ecco che le dolci note di Al Tavolo Di Un Altro rendono omaggio all’amico che guarda da lassù: un’emozionante ballata dall’andamento tex-mex arricchita dal violino di Chiara GiacobbeSei Giorni Sulla Via, unica cover del disco, è puro rock chitarristico, elevato dal piano elettrico, dalla pedal steel di Paolo Ercoli e dalla precisa sezione ritmica; Non Mi Avranno Mai richiama i migliori Clash, ribadendo “nero su bianco” l’integrità morale dell’autore. Parole In Regalo, delicata ballata, introduce la splendida Vite di Contrabbando, caratterizzata da un riff penetrante e da un’accattivante armonia. Viaggiatore Stanco, pubblicata nel cd La Barca Degli Stolti, è qui riproposta in chiave elettrica: personalmente preferisco la versione originale, che ritengo maggiormente coinvolgente, più evocativa. Tutti i Tuoi Giorni è intima, personale, dolcissima; un meritato attimo di respiro, che introduce Nuda Sull’Aurelia: incalzante, cruda, epica, unica; un gioiello incastonato in un ottimo disco.

Luca Rovini ha solcato una traccia indelebile, regalandoci un lavoro di qualità superiore, ulteriormente abbellito dalla grande produzione di Peter Bonta. Non vi resta che ascoltarlo!