A R T I S T I


Oggi vorrei parlarvi di un artista che seguo da un paio d’anni e che è impegnato in così tante attività che faccio fatica a rimanere aggiornata su tutti i progetti che lo coinvolgono.
Il suo nome è Matteo Mucavero, in arte Loqi, classe 1985, di origini bolognesi, ma residente in terra bergamasca da circa 4 anni.
Conosciuto principalmente come artista di strada ci ha abituati alle sonorità della musica elettronica, dall’ambient alla trance psichedelica, che suona e produce attraverso un progetto denominato “Teqnobusker” e che prevede la realizzazione di musiche e suoni improvvisati con l’ausilio di strumenti elettronici.

Contemporaneamente al mondo elettronico diffonde musica anche attraverso l’handpan, un particolarissimo strumento da lui denominato “astropentola” capace di emanare suoni che sembrano trasportarti in luoghi magici. Con l’astropentola ha prodotto Audere del 2015 e A pan to believe del 2017, attraverso questo link è possibile ascoltarli entrambi:

Spotify

Loqi è artista di strada a tutti gli effetti, si esibisce nei centri storici di tante belle città italiane ed europee, ha partecipato ai festival di strada come il Buskers Festival di Ferrara e di Vernasca.
E’ sua abitudine esibirsi “on the road” anche nei freddi giorni invernali, in condizioni climatiche assai meno invitanti delle lunghe e soleggiate giornate estive.
Da Loqi ho appreso che “suonare per strada” non è nemmeno così semplice e scontato come si potrebbe pensare, ci sono permessi da richiedere, una precisa regolamentazione che va rispettata, definizioni di spazi, tempi e modalità di esecuzione che purtroppo sono soggetti anche a frequenti variazioni a seconda delle città nelle quali ci si vuole esibire.
E a volte per strada ci si mettono anche gli umani a rendere le cose un po’ complicate, tant’è che praticando busker può succedere di avere a che fare con individui dal pensiero o dal comportamento piuttosto discutibili e che necessitano di una massiccia dose di fair play per riuscire a mantenere la calma. Ma Loqi anche in questo è un vero professionista: ha pensato di creare una pagina Facebook chiamata “La cacca per strada” in cui descrive quella parte di società e del nostro vivere quotidiano che semmai meritassero un premio potrebbe essere l’Oscar dell’ignoranza, o della maleducazione, o dell’arroganza, o dell’ipocrisia, o di chi più ne ha, più ne metta…

Questo ragazzo è sì musicista, ma è anche e soprattutto cantautore, si autoproduce la propria musica ed è riuscito nel difficile intento di trasformare le sue passioni in un mestiere.
Ad oggi vive orgogliosamente di musica e di tutto ciò che da essa viene abbracciato e contaminato.
Il suo essere un artista così completo lo ha chiaramente dimostrato anche domenica 16 dicembre in occasione della data 0 di un suo nuovo progetto, un “concerto in casa” organizzato in collaborazione con www.guestar.com che si occupa di portare gli artisti nelle abitazioni di chi sceglie di ospitare un concerto.

Non avevo mai partecipato ad un house concert e nei giorni precedenti l’evento, ho iniziato a temere quell’imbarazzo di trovarmi in casa di sconosciuti in un contesto per me assolutamente nuovo e inusuale.
Paolo e la sua compagna hanno scelto di ospitare la data zero di Loqi, tra loro si conoscono bene, anche Paolo è musicista, la cosa buffa che ho vissuto dopo aver suonato il campanello della loro casa è che mi sono ritrovata in un ambiente carino, accogliente, arredato con gusto, proprio come me l’ero immaginato giorni prima pensando a questo evento.

Altrettanto bello (soprattutto perché non concordato) è stato il fatto che ognuno degli ospiti presenti abbia pensato di portare qualcosa da offrire ai padroni di casa o da condividere: bottiglie di vino, pasticcini, birre e biscotti ci hanno portato allegria ancora prima che la musica protagonista della serata iniziasse a farci girare la testa.
Il disagio di ritrovarmi nel salotto di casa De Feudis con una ventina di persone mai viste prima, è stato poi definitivamente dissipato da Loqi che si è ufficialmente presentato al pubblico ed ha iniziato a suonare.
Il musico ci ha regalato otto sue bellissime storie, due delle quali scritte appositamente per dichiarare il suo amore e la sua gratitudine verso una persona e verso una città: la canzone Eterni è stata scritta per la splendida Valeria, sua compagna di vita che appena può lo accompagna ovunque insieme alla loro dolcissima cagnolina Baghera, mentre il brano Bologna rovente è un omaggio alla sua città d’origine e verso la quale Loqi continua a mantenere un fortissimo e speciale legame.

Esegue Sorridere con l’amico Paolo De Feudis che ne è coautore e dà spazio ad alcuni brani ai quali è molto affezionato come Mimosa di Niccolò Fabi, o Time of your life dei Green Day che ci si ritrova a cantare tutti insieme, un unico coro magicamente a tempo e poetico, bicchieri posati, luci soffuse, che se non fosse stato per una certa forma di pudore ci saremmo ritrovati tutti stretti in un amorevole abbraccio.
Con il suo Guardarsi dentro uscito lo scorso mese di Ottobre accompagnato da questo video  https://goo.gl/Zu1fwK ci ha catapultato nella musica degli anni 80 per poi riportarci con Sono un orso ad una canzone sì autobiografica, ma anche tema di riflessione verso quelle forme di esclusione o isolamento, cercato o forzato che ognuno di noi potrebbe volere o subire nella vita.
In Sono un orso è accompagnato da un altro amico musicista, Giorgio Santangelo, insieme a lui veniamo trasportati anche nella musica dei Red Hot Chili Peppers con Under the Bridge.

Nel salotto di Paolo e Manu si sta ancora meglio di un locale dove si suona musica live, con un pubblico che si fa piacevolmente coinvolgere con molta spontaneità. Di tanto in tanto, anche senza un angolo bar vero e proprio, tutti sorseggiamo liquidi di vari colori e gradazioni.
La musica non si ferma, Per illudermi l’avrei ascoltata anche tre o quattro volte, ma ho sopperito a questa impossibilità rimanendo pienamente appagata dal finale a sorpresa di questa data 0: Loqi ha eseguito una personalissima versione della gucciniana La fiera di San Lazzaro e ovviamente tutti i presenti sono stati sopraffatti da un grande momento di ilarità, soprattutto i fans più giovani ai quali è stata tradotta passo-passo dal dialetto bolognese all’italiano.
Da amante di Guccini credo si sarebbe divertito anche lui se fosse stato seduto sul divano dei De Feudis in quel momento.
Alla fine della serata, quando tutto il ghiaccio si era ormai sciolto, è stato bello scambiare due chiacchiere con tutti, bere ancora qualcosa insieme e raccontarsi un pochino gli uni degli altri.

L’esperienza dell’house concert è sicuramente un modo molto piacevole di vivere la musica, oserei dire un privilegio, la possibilità di godersi un artista e la sua arte in un ambiente famigliare, buoni amici e nuovi incontri senza muoversi di casa, persino rimanendo in pigiama e ciabatte se lo riterreste utile a farvi stare totalmente bene…
Direi che in questo periodo le possibilità di conoscere Loqi ce le giochiamo tra qualche centro storico cittadino e un comodo divano di casa… voi cosa scegliereste?

Curiosità

Attraverso Officine Buone Loqi ha partecipato a Special Stage, il primo contest musicale per giovani artisti che valorizzano il proprio talento mediante un progetto sociale e grazie al quale Loqi si è esibito per i pazienti ricoverati all’ospedale Niguarda di Milano, maggiori info qui https://www.officinebuone.it/special-stage/

Recentemente è arrivato tra i 12 finalisti del contest FIAT MUSIC attraverso il quale Red Ronnie accoglie gli artisti su un grosso caravan allestito a salotto/studio, li conosce, li intervista, chiacchierano… Ha preso parte alla nota trasmissione “Barone rosso” dello stesso Red, ed ha avuto la grossa opportunità di esibirsi sul palco del teatro Ariston di Sanremo per le fasi finali del contest.

Con il brano “Sorridere” nel 2017 è stato finalista del Capitalent di Radio Capital e quest’anno con “Sono un’orso” ha raggiunto le semifinali nazionali del premio Pierangelo Bertoli, qui il video dell’esibizione: https://goo.gl/AHxdvV

Loqi è anche pittore, nel 2017 ha tenuto la mostra “Suoni su tela” presso il centro “Le torri dell’acqua” di Budrio BO, ha la straordinaria capacità di trasformare in immagini e colori ciò che la sua mente vive attraverso esperienze in ambito musicale, o tramite stati d’animo, o sensazioni ed episodi del suo vissuto.

Articolo e immagini di Monica Alabianca Sala