R E C E N S I O N I


Note di merito per album passati distrattamente in secondo piano, ma meritevoli di un loro piccolo spazio. Nell’impossibilità di raccontare tutto ciò che viene prodotto, una selezione di dischi con confronti senza vincitori, né punteggi; ma con la presunzione di restituire una sensazione il più immediata possibile, attraverso un’analisi che va oltre le solite stellette.

Esterina

La band italiana è attiva fin dal 2008, dopo tre dischi in studio ed uno live, presentano il loro quarto lavoro. Canzoni dal sapore malinconico, un uso dell’elettronica molto personale, e testi attenti alle piccole cose, alle sensazioni interiori e senza il timore di raccontarle. Un disco molto equilibrato, nei suoni e nella voce, un gruppo che riveste una posizione particolare nell’ambiente musicale italiano.

Riccardo Onori

Chitarrista rinomato nel panorama italiano, numerosissime le collaborazioni, tra cui spicca quella per Lorenzo Cherubini. Per il suo primo disco solista, ha pensato bene non di concentrarsi su se stesso, ma bensì, sui suoni e le persone conosciute durante le molteplici collaborazioni. Il risultato è un lavoro senza confini, ricco di sfumature e sonorità appartenenti a tutto il mondo.

Amos Lee

Nel 2003 il suo Ep omonimo d’esordio, non passa inosservato; tra questi attenti osservatori, si dà il caso ci fosse Norah Jones; un po’ di fortuna senz’altro serve all’inizio, ma poi bisogna saper giocarsi le proprie carte. Settimo album, desideroso di un nuovo inizio, sia dal punto di vista personale, sia da un punto di vista collettivo/politico, tutto attraverso tracce dalla matrice folk, ma dal sound molto moderno.

Ólafur Arnalds

Le capacità di scrivere e comporre melodie ed armonie delicate ed emozionali, vengono mantenute, aggiungendo in alcuni casi, sperimentazioni elettroniche che potrebbero risultare un pochino fuorvianti, mettendo in secondo piano il lavoro dell’autore. Ciò non snatura tutto il resto, dove si percepisce quel respiro cinematico/neoclassico tipico del suo stile.

Articolo di Giovanni Carfì