The Mirror – visioni allo specchio di Christian Di Martino

Ottimo debutto alla regia per il comico americano Bo Burnham, che racconta gli ultimi giorni prima della fine della terza media della teenager Kayla. E poi fare il grande passo, quello della grande crescita, entrare al liceo.
L’adolescenza è un periodo molto complicato e ricco di sfumature e tanti sono i film che ne trattano proprio perché offre un sacco di spunti anche a livello cinematografico.

Essere tredicenne oggi, in questo mondo tecnologico e di realtà virtuale, non dev’essere proprio facile e non so neanche se noi adulti lo possiamo capire appieno.
Qui però ci troviamo davanti a qualcosa che trovo veramente unico. Un film onesto raccontato con semplicità ma nello stesso tempo ricco di colori, da quello più scuro a quello più vivace.
Kayla, interpretata da una meravigliosa Elsie Fisher, è una ragazza che vive sola con il padre, molto goffo ma molto fiero di lei e che passa le sue giornate davanti al cellulare alla ricerca di contatto virtuale. È una ragazza per certi versi avanti rispetto ai suoi coetanei, anche se ingabbiata nella sua solitudine e nell’ansia di affrontare certe situazioni nella vita reale.

Kayla è un’introversa, vive in continua lotta tra quello che sa che dovrebbe essere e quello che invece non riesce ad essere nella vita. Così gira video su youtube in cui è bravissima e sciolta a dare consigli a ragazzi come lei ma poi quegli stessi consigli non riesce a metterli in pratica.
Bo Burnham racconta la sua storia con una sensibilità fuori dal comune, riesce a farti empatizzare con Kayla in modo impetuoso e così ti ritrovi nel giro di pochi minuti li con lei, nella sua vita, a sorridere, a piangere, ad agitarti, a sperare che vada tutto bene. A gioire per aver incontrato uno strambo come lei con cui poter essere se stessi o per essersi buttata nella mischia con tutto il coraggio che serve.
A tratti vorresti poterla consolare, abbracciare e dirle che quel momento passerà più in fretta di quello che pensa.
Ci vuole un’attenzione particolare, uno sguardo profondo e nello stesso tempo ironico sul mondo di oggi, per fare un film come Eighth Grade.

voto 8/10