Articolo di Cristiano Carenzi

La prima volta che ho sentito parlare di Axos fu un paio di anni fa. Il rapper aveva pubblicato da poco “Mitridate” e in giro se ne diceva molto bene. Decisi di ascoltarlo e rimasi piacevolmente sorpreso dalle doti del ragazzo. La mia vera fissazione per lui iniziò dopo l’ospitata a Real Talk, nella quale confermò le sue doti. Da lì Axos ha pubblicato un altro EP (“Anima mea”) e una manciata di singoli. Poi in una fredda sera di novembre ha annunciato questo progetto di quattro brani che sarebbe uscito il giorno seguente. Questa notizia ha lasciato un po’ tutti sorpresi , dato che da quasi un anno si vocifera di un nuovo disco intitolato “Anima Mundi” del quale però non si sa ancora nulla. Ci troviamo invece di fronte a “Corpus: l’Amore sopra ” un progetto essenziale quanto necessario per riconfermare le immense abilità di Axos.

Il primo di questi nuovi  pezzi è “Herekè” che sembra la più classica intro di un disco Rap: strofa abbastanza presa male su una strumentale molto semplice, se non fosse che alla fine ci aggiunge un ritornello che contiene il succo della canzone, del disco e della musica di Axos in generale, ovvero: “Scalderai i piedi su un tappeto musicale ed io tra tutto ‘sto banale ho scelto un Herekè”. Lui può affermarlo, perché non ha mai fatto nulla di scontato e banale. Considerando anche solo dall’inizio dell’estate in poi, sono usciti due singoli unici quanto belli (“Iron Maiden” e “Moonchild”) dopo i quali era difficile mantenere lo stesso livello; Axos invece grazie a questo progetto ci riesce di nuovo. Alla intro segue la Title track “l’amore sopra”  traccia  nella  quale viene ribadito il concetto che sta portando avanti ultimamente anche sui social: l’unico metodo per riuscire a risanare una ferita è quello di “metterci l’amore sopra”, quindi compiendo azioni di bene, poiché, invece, mettendoci altre pietre (sempre citando il brano) non si risolve nulla. Il terzo pezzo è “Dry” assieme John Lui, un singolo che unisce le due personalità dalle quali esce un ottimo risultato. L’argomento trattato è canonico nel genere: l’erba; in questo caso però non è soltanto un racconto di quanto sia bello e divertente fumare insieme agli amici, come siamo soliti ascoltare. Al contrario, Axos afferma come vorrebbe riuscire a parlare di sé stesso (riferendosi ad un’ ipotetica ragazza) senza dover prima fumare per abbattere le paranoie. Inoltre il flow che decide di usare il rapper nelle sue strofe è, a mio parere, il migliore dell’EP. L’ultima canzone è “5 minuti”, quella che ho trovato più interessante. La strumentale iniziale con chiare influenze vapor che si sposano perfettamente con la voce di Axos mentre ci racconta quanto sia bello stare nel letto a fumare ma, come allo stesso tempo ciò lo faccia morire internamente. Il motivo per cui ho apprezzato particolarmente il brano è l’utilizzo che fa Axos della sua voce: alterna infatti tra ritornello e strofe diverse tonalità che rendono l’insieme uno spettacolo.

Questo progetto è l’ennesima conferma che Axos è uno dei migliori rapper che abbiamo in Italia. Non affermo ciò a caso, anche questa volta ci da prova della sua versatilità. I testi non trattano mai gli argomenti affrontati in modo banale, le strumentali variano molto e ha una voce molto  interessante che è anche bravo ad usare (capacità non scontata nel Rap). Un altro fattore vincente è che nonostante sperimenti stili spesso molto differenti tra loro riesce a mantenere un marchio di fabbrica tutto suo; quando parte un suo brano capiamo subito che lo ha realizzato lui. Ecco perché non mi faccio problemi a dire che, secondo me, è uno dei ragazzi più talentuosi e capaci di usare le proprie abilità che abbiamo in Italia.

Tracklist:
01. Herekè
02. L’amore sopra
03. Dry
04. 5 minuti