I N T E R V I S T A


Articolo di Eleonora Montesanti

Mattia Donna & La Femme Piège, al secolo Mattia Donna e Andrea Toso, sono coloro che hanno lavorato alla colonna sonora del film biografico su Mia Martini, Io sono Mia, di cui vi abbiamo parlato qui. Oltre alla scrittura di pezzi inediti per accompagnare la vicenda narrata nel film, il duo ha lavorato anche al riadattamento ex-novo delle canzoni di Mia Martini, interpretate poi meravigliosamente da Serena Rossi. Abbiamo voluto fare una chiacchierata con loro per saperne di più su chi sono e su come funziona lavorare a un progetto tanto ambizioso e delicato.

Iniziamo con una domanda semplice: chi sono Mattia Donna & La Femme Piège? Vi ricordate se c’è stato un momento preciso in cui avete capito che la musica avrebbe avuto un ruolo così importante nella vostra vita, tanto da diventare un lavoro?

Siamo due compositori che lavorano insieme ormai da 20 anni. Andrea Toso ed io, Mattia Donna. Il progetto nasce nel sud della Francia nel 2010 dalle ceneri di una band e di un disco di canzoni in cui io avevo il ruolo di cantautore. Con il termine “La Femme Piège” oltre al nome del progetto, intendiamo tutti quelli che lavorano insieme a noi. Come ad esempio Gianluca Gadda il nostro insostituibile ingegnere del suono.

Quali sono le tappe più significative del percorso che vi ha portati a lavorare alla colonna sonora di Io sono Mia?

Sono molte. Sicuramente non posso dimenticare la prima volta che entrai in uno studio per registrare una mia canzone. Avevo 26 anni. Lo studio era incredibile, era come rimasto congelato negli anni 70, un posto magico, fuori dal tempo. Temo purtroppo che ora non esista più. Un’altra tappa fondamentale fu proprio quando nacque “La Femme Piège”. Me lo ricordo perfettamente Andrea ed io eravamo su una delle immense spiagge della Camargue. Ci proposero la composizione delle musiche della prima stagione di Fuoriclasse. In quel momento nacque tutto. Chiudemmo, almeno temporaneamente con le canzoni d’autore, abbandonammo i concerti e ci lanciammo in questa nuova avventura. Negli anni poi sono arrivati moltissimi lavori importanti fino ad arrivare ad Io sono Mia.

E qual’è stata la vostra prima reazione quando vi è arrivata la proposta di partecipazione a un progetto tanto ambizioso e delicato?

Quando ci hanno proposto il progetto, la prima reazione è stata quella di rifiutare. L’idea di affrontare Mia Martini mi terrorizzava. Poi ci hanno mandato un vecchio provino di Serena Rossi dove interpretava e cantava solo voce un brano di Mimì, e lì ho pensato … incredibile!! L’hanno trovata!! Serena era Mia. Il minuto dopo stavamo già tirando giù le partiture dei brani originali. Serena Rossi ha avuto la forza di convincerci tutti, non parlo solo di noi compositori.

Per questo film avete lavorato sia al riadattamento ex novo delle canzoni originali di Mia Martini, sia alla composizione della colonna sonora. Qual è stato il processo più difficile?

Sicuramente la ricostruzione dei brani di Mia Martini. E’ stato un lavoro enorme che ha richiesto un grande dispiegamento di forze. Le canzoni che riproduciamo vanno dal 1970 al 1989. Anni in cui il suono e le tecniche di registrazione sono cambiate radicalmente. Da produttore artistico ho voluto ricreare il loro sound originale. Abbiamo fatto tutto il possibile per rendere giustizia a Mimì e alle sue canzoni. E’ stato un lavoro guidato dall’amore e dalla passione. Invece per quanto riguarda le musiche originali abbiamo cercato di comporre delle musiche non troppo invadenti, che restassero sempre un passo indietro alle canzoni. Le canzoni dovevano essere le vere protagoniste.

Per quel che riguarda la composizione, vi va di spiegarci come avete lavorato?

Abbiamo lavorato suonando direttamente sulle immagini. E’ stato un processo abbastanza lungo che ha seguito ovviamente le esigenze del montaggio. Molte musiche originali servono ad accompagnare Mia nei suoi ricordi, seguendola nelle varie epoche della sua vita. La musica aiuta a ridare l’atmosfera del periodo in cui ci ritroviamo nelle scene: inizio anni 70, fine anni 70, anni 80 ecc…

A tal proposito, com’è creare una colonna sonora per un film rispetto al creare le canzoni per un disco?

Bella domanda. Non saprei risponderti con esattezza. Noi arriviamo dalle canzoni. In fondo continuiamo a ragionare nello stesso modo: certamente abbiamo il dovere di adeguarci ai vari progetti. Studiamo molto, cerchiamo continuamente strumentazione particolare, lavoriamo molto sul sound. In questo siamo cresciuti parecchio negli ultimi  anni. Per noi quello che conta è raggiungere il nostro stile, cerchiamo uno spazio che sia artisticamente unico, non condivisibile con altri. La vera principale  differenza è che sei parte di una squadra. Devi seguire ciò che il regista sta immaginando, devi adattarti a tutte le esigenze del film, del montaggio e dei produttori. Noi siamo completamente a servizio del film. Quindi credo che non sia importante a cosa lavori ma quanto riuscirai ad essere fedele all’idea che hai di te stesso in qualunque situazione tu possa trovarti. Una soluzione per l’originalità si trova sempre, se la cerchi.

Qual è stato, invece, il brano di Mia Martini su cui più vi è piaciuto lavorare?

Padre Davvero e Piccolo uomo.

Oltre alla musica, alla narrazione e all’interpretazione di Serena Rossi, il valore aggiunto del film è senza dubbio la fedeltà nelle ricostruzioni di tutto ciò che apparteneva a quell’epoca: vestiti, acconciature, copertine di dischi, studi di registrazione… Com’è stato lavorare con gli strumenti analogici degli anni Settanta e Ottanta?

Molto complesso. Se non altro per la difficile reperibilità di certe macchine e il loro costo. Abbiamo fatto tutto il possibile. Il nostro studio (La Femme Piège Studio Recording) è già impostato sull’utilizzo di macchine vintage, ma ci mancava parecchia strumentazione fondamentale. Abbiamo comprato quasi tutto in Inghilterra da un nostro fornitore di fiducia. Ovviamente siamo stati costretti ad usare anche la tecnologia moderna, altrimenti sarebbe stato davvero impossibile. E’ stato un insieme di cose a condurci al risultato.

Quali sono i vostri prossimi progetti?

Al momento stiamo componendo le musiche per “La strada di casa 2”, la seconda stagione della serie tv di Rai Uno con Alessio Boni e Sergio Rubini, prodotta da Rai Fiction e Casanova Multimedia. Poi c’è la volontà di creare un’etichetta nostra e la pubblicazione di un album di canzoni inedite.