I N T E R V I S T A


Articolo di Cristiano Carenzi

I Leader Negativo sono un progetto che nasce da Luca Urbani, ma che, come ci sottolinea lui stesso, non vuole risultare suo ma deve appartenere a tutti i membri della band allo stesso modo. Hanno recentemente pubblicato il primo singolo “Comunque”: un brano che tratta l’argomento dei soldi senza scadere nel banale e con una musicalità coinvolgente. Canzone che abbiamo inoltre avuto il piacere di pubblicare in anteprima qui su Off Topic. Quando ho saputo che stavano lavorando ad un disco, ho deciso di raggiungerli per fare quattro chiacchiere su di loro, sul singolo, sull’album a cui stanno lavorando e soprattutto per approfondire il concetto di “TransPunk” con il quale si sono definiti.

I nomi all’interno del progetto Leader Negativo sono stati coinvolti casualmente da Luca o in maniera pensata diciamo “a tavolino”? Nel senso, ti sei ritrovato a lavorare con loro per vari motivi e ti è venuta l’idea del progetto o viceversa? Raccontaci come nascete.

Come tante volte accade non è totalmente né l’una, né l’altra cosa, così come il progetto non ha una paternità precisa. Luca stava già lavorando con Alessandro, Matteo e Andrea da due o tre anni come band di Renato Garbo. Per dare un’idea, la buona parte di “FINE” e il live doppio “Living 2016” sono stati registrati con questa formazione. Con la stessa formazione Garbo ha girato l’Italia per tre anni circa. È stata un’esperienza davvero molto positiva che ha creato un forte sodalizio artistico e umano. È nell’estate del 2016 che Ale, Andrea e Matteo si rivolgono a Luca e sentono maturi i tempi per passare a qualcosa di nuovo e costruito insieme. Probabilmente è quello il momento in cui è nato Leader Negativo, perché quasi in contemporanea è arrivato Fabio. E siamo partiti per il viaggio.

Comunque è un brano davvero senza recinti, ascoltandolo si sente la sincerità che c’è dietro, com’è nato il brano?

Tutto il progetto nasce con l’idea di non avere recinti, e se Comunque regala questa esperienza e questa sensazione probabilmente vuol dire che ci abbiamo azzeccato. Il modo in cui è nato rispecchia con fedeltà la nostra modalità di lavoro. Luca ha posto una sola ma precisa condizione alla nascita di tutto: Leader Negativo doveva essere un progetto di tutti e non di Luca Urbani con una band. Ecco così che Comunque, come tutte le altre tracce che sentirete, sono firmate da tutti. Chi ha un’idea più o meno sviluppata la getta in pasto agli altri 4 fino a che non prende una forma che merita secondo il volere insindacabile di tutti. A volte ci vuole molto tempo; in altri casi, come per Comunque, la cosa è più veloce ma soprattutto non è soggetta a revisioni con il passare del tempo. Non è un caso che sia il primo singolo con cui ci siamo mostrati al mondo, sebbene non sia la nostra prima creazione in ordine cronologico… Quindi si, sincero, perché ne siamo tutti più che convinti e non perché ci abbiamo messo meno di venti minuti dall’idea alla confezione definitiva.

Nel testo si dice che i soldi comprano tutto, eppure nel ritornello (come ci dimostra la vita reale) ci viene detto che il denaro non compra la felicità. È possibile combinare questo oggettivo bisogno di soldi della società contemporanea con il discorso morale sulla falsità della felicità a cui essi portano?

Più di uno di noi è buyer compulsivo e non solo per quello che riguarda tutto ciò che è musica. Quindi siamo convinti che davvero i soldi comprano tutto e che altrettanto davvero non diano la felicità. Ma soprattutto se li tieni in tasca! Scherzi a parte, noi non facciamo prediche a nessuno, quello che diciamo è frutto del nostro sentire e della nostra esperienza totalmente soggettiva. Infatti siamo tra quelli che ancora pensano che riuscire a scrivere un pezzo di cui essere pienamente soddisfatti possa regalare una felicità senza confronti. Basta vedere le nostre facce quando suoniamo…

Il brano è accompagnato da un video, mi spiegate l’idea che c’è dietro ad esso?

Volevamo creare un contrasto tra il contenuto, il tema dei soldi, la critica all’atteggiamento delle persone prevenute, e un impatto visivo semplice e lineare, che riportasse alla musicalità e al beat del pezzo, tutto qui. Abbiamo pensato anche che Fabio, insieme a Beppe Molinari, sarebbe stato il miglior interprete di questa impostazione, anche perché era una linea ampiamente condivisa che nessun altro di noi dovesse essere visibile, almeno fino ad ora, e che non ci attirava l’idea di uno storytelling. Fabio ha quindi avuto carta bianca, lui è il nostro grande performer: una combinazione che per noi funziona tantissimo.

Vi siete definiti un gruppo che ha caratteristiche Transpunk, come spieghereste questo concetto a chi non sa di cosa si tratti?

Il transpunk più che un genere musicale è uno stile di vita caratterizzato da una disobbedienza civile basata sull’espressione sincera e intransigente di non conformità di genere. Ascoltandoci con buona probabilità avrete la possibilità di recuperare migliaia di riferimenti. Tutti ci appartengono, nessuno ci condiziona. Cadiamo in contraddizione e va bene così, siamo vasti, conteniamo moltitudini! Ora siamo qua, tra un minuto altrove, o forse non ci siamo mai spostati.

So che state lavorando ad un disco, cosa dobbiamo aspettarci? Come ci state lavorando? Quanto dovremo aspettare ancora più o meno?

Quasi inutile dire che siamo molto fieri e soddisfatti di quello che sta nascendo. Il metodo di lavoro in ogni singola fase è come quello che abbiamo descritto prima per la scrittura. Sempre tutti e cinque in ogni fase, tranne che nel momento vero e proprio dei takes, dove ognuno è stato lasciato in pace dagli altri. Il nostro amico Matteo Agosti ha condotto il tutto con magistrale sapienza in fase di registrazione-produzione. È sempre una grande soddisfazione vedere il tuo fonico e produttore convinto quanto te della bontà di tutto, a partire dal materiale grezzo. Certo va detto che quando siamo arrivati in studio avevamo già fatto un lavoro di preproduzione per noi molto soddisfacente, al punto da avere un’idea abbastanza precisa di cosa volevamo ottenere. Il disco quindi rappresenta quello che siamo, ed ora non vediamo l’ora di riprendere tutto on the road, dove raccogliamo sempre delle grandi soddisfazioni. Siamo proprio ora nel momento del mastering, quindi non manca molto. Con la primavera avrete sicuramente nostre notizie, ma intanto riprendiamo con i live già da fine febbraio.