Articolo curato da ElleBi

Vi avevamo già presentato qui Emanuele Durante e il suo progetto musicale Circlelight. Ad inizio mese è uscito il secondo singolo Sense of Unrest del quale, sempre insieme a  lui, abbiamo approfondito i contenuti:

“la canzone  ha in sé un doppio tema, essendo stata composta in due momenti distinti e separati. Parla di un lutto, di un messaggio intimo indirizzato ad un amico che non c’è più, ma anche dell’inquietudine  che provi nel momento in cui realizzi di essere  stato fermo per troppo tempo. Le due tematiche sono in effetti collegate, come un’azione che scatena una reazione a scoppio ritardato. Ti rendi conto che attorno tutto è cambiato e allo stesso tempo tutto sembra tremendamente uguale. Comprendi di essere alla fine di un ciclo, e anche se non ti senti nemmeno lontanamente pronto, non hai altra scelta che quella di lasciare il porto sicuro e cominciare a remare…”

“Sicuramente si tratta di un pezzo molto personale, che comunque lascia all’ascoltatore la libertà di fare sue le parole del testo. Una versione acustica di Sense of Unrest, registrata a Londra e poi masterizzata organicamente con le altre tracce, andrà a chiudere la tracklist dell’album Ties and Struts, in uscita il 22 Marzo. Assieme al produttore artistico, Antonio Prugno Siniscalchi, si è deciso di inserire entrambe le versioni, perché rappresentano due momenti diversi, due sensibilità differenti. La prima, lanciata come singolo e track iniziale del disco, riporta un cantato sicuramente più consapevole, che racconta di emozioni che hanno avuto il tempo di maturare. La seconda chiude il tutto ed essendo stata registrata immediatamente dopo la composizione del brano, testimonia un passaggio che non era possibile riprodurre e che era bello condividere. Ci è sembrato anche interessante aprire e chiudere con due versioni diverse della stessa canzone, per dare un senso di circolarità all’intero lavoro, oltre che alle singole tracce”.

Sense of Unrest è accompagnato da un video diretto da Francesco Durante. Soggetto del corto è il percorso di elaborazione di un lutto, evento durante il quale è inevitabile restare in balia dell’alternarsi di diverse emozioni; il loro susseguirsi viene rappresentato tramite delle proiezioni del cielo in diverse condizioni metereologiche. Sereno, nuvole, tempesta prendono forma nella stanza in cui è presente il protagonista. Queste inquadrature più oniriche si intervallano con l’antefatto in cui si vede che una scatola, sulla quale campeggia la scritta fragile, prende vita propria, si agita e finisce col cadere a terra. L’uomo la raccoglie, con cura la porta con sé a casa e quando la apre si rivela essere una sorta di vaso di Pandora.

La voce dai toni eterei, delicati e confidenziali, una melodia di base acustica in cui si mettono in evidenza i fiati, le immagini suggestive, ci  danno l’opportunità di apprezzare al meglio un contenuto che parte trasmettendo calma e pace, per arrivare a condividere intensamente le sfumature di un’anima che sente di aver perso sicurezza e serenità. Una sensazione di “mancanza” che credo sia sempre salutare prendere il coraggio di fermarsi ad ascoltare, magari anche grazie ad una canzone come questa…

The sun shines so bright outside my window
Brand new cars in a row
And a green and clean park but
Inside I feel something’s wrong
A sense of unrest, it moves along oh no
The sun shines, so bright outside my window
A warm cicada’s sound echoes all around
But here something keeps pushing on
A storm here is coming, and you just don’t know
How could I’ve ever known such a
Change was coming along
My friend, now that you’re gone
I’m gonna miss you and I’m sorry
Regret’s gonna haunt me cause
The sun was shining bright outside my window
A fine breeze swaying leaves of fresh cut trees
Oh but something keeps pushing on
A storm here is coming, and you just don’t know
I was coming back home,
I was coming back home,
I was coming back home,
Oh but you’ll never know that