L I V E – R E P O R T


Live report ed immagini sonore di Elisabeth Petrone

Il calare del giorno, le luci artificiali dei negozi chiusi e dei ristoranti pronti ad accogliere nuovi ed abitudinari clienti, il vociare e le risate della gente fuori dai locali in attesa di amici che ancora devono arrivare donano a questa città un’atmosfera romantica, rilassata, un’isola felice. L’attesa di questa serata al Blue Note con Paolo Fresu & Lars Danielsson non delude le aspettative, rendendo questa atmosfera ancor più nostalgica ed evocativa. L’estro di Paolo Fresu lo si percepisce già prima dal suo abbigliamento, un pantalone scuro, a quadri, abbinato ad una camicia bianca con stampe di fiori da un tono vivace di rosso, il suo corpo ha la potenza di un albero secolare, un fusto forte e risonante e una chioma allegra ed estesa, rigore e creatività.

Con Lars Danielsson arriva la sua semplicità e discrezione in abito blu accompagnato da una sciarpa dal fondo blu appoggiata delicatamente sul collo che si estende fino al bacino con stampe di fiori grandi e bianchi, profondità e purezza, distensione e armonia. E’ incredibile come l’abbigliamento rappresenti la propria personalità senza conoscere direttamente la persona in questione, arriva come un vento d’estate in questa serata primaverile.

“Summerwind” è in effetti il titolo del progetto discografico di Paolo Fresu e Lars Danielsson presentato questa sera. Brani che come le scaglie di un platano, si staccano dalla corteccia per arrivare dritto alla pelle, portandoti a sentire un nuovo respiro, calmo, disatteso, che crea quella voglia di abbandono ai propri sensi a volte dimenticati dalla fretta di vivere o sopravvivere.

Fresu alla tromba e e flicorno si è divertito a giocare con un rack multieffetto, registrando gli arpeggi pizzicati di Lars Danielsson sul contrabasso, per poi rievocarli e suonare sopra nuove note creando un’atmosfera surreale, in cui a volte ti sembrava di essere in uno di quei film francesi anni ’50, e si passava da sentirsi immersi in una coltre di nebbia a sentirsi improvvisamente in mezzo a un bosco circondati da suoni che solo la natura pensi possa produrre.

Un dialogo poetico, amoroso, dove la melodia della tromba o flicorno si incontra con gli arpeggi delicati ma decisi del contrabbasso. Il tutto è vivo, sperimentale, vivace, pieno di piacevoli contrasti si va dal brano pieno di luce come “Saluto Dardamente” al nostalgico “Le Matin” a una rivisitazione jazz di un brano classico di Bach “Wachet auf, ruft uns die Stimme” al romantico “Un vestido y Un Amor” di Fito Pàez. Ma il brano, a cui io rimango più legata è “My Way” di Frank Sinatra, un po’ perchè è la canzone preferita di mio padre, un po’ perchè rappresenta il mio spirito ribelle, ogni scelta giusta o sbagliata sono e saranno a modo mio, come per Paolo Fresu e Lars Danielsson hanno portato questo progetto a modo loro, con la loro profondità, umanità, leggerezza ed entusiasmo.

Ritorno a casa con l’autografo di Fresu, con il suo sorriso e con quelle note espanse e pizzicate.