A P P U N T I  D A  N O V A R A J A Z Z


Articolo di Mario Grella

Ci sono luoghi che determinano la musica? Ci sono. Ci sono composizioni che si adattano ai luoghi? Pure. Basta che la capacità “rabdomantica” dei musicisti ne individui la particolarità, ne interpreti lo spirito, ne colga l’aura. Ed è successo proprio questo nella “Sala della musica” di Villa Picchetta, bellissimo edificio tardo quattrocentesco di forma ottagonale, affrescato con motivi che fanno rifermento alla musica, per il secondo concerto della intensissima prima domenica di NovaraJazz.

A fare i rabdomanti sono stati Ronan Prual al contrabbasso e il fratello Matthieu Prual al sax e clarinetto basso, già ascoltati sabato scorso in ensemble con il gruppo No Tongues. Suoni puri, prolungati, ripetitivi con piccole variazioni, musica che concede poco alla distrazione ma molto alla meditazione, un po’ come questo luogo una sala di raffinati ozi sorto tra coltivazioni e boschetti nell’ultimo brandello di questa terra di pianura, protetto e conservato. Forse di qui non è passato il Bembo degli “Asolani” invitato da Caterina Cornaro regina di Cipro, ma sempre luogo di magnifici ozi, resta e i due musicisti francesi che di ozi e meditazioni se ne intendono lo hanno capito alla perfezione.

Crediti immagini: Emanuele Meschini (1,2) e Mario Grella (3)