A P P U N T I  D A  S U O N I  M O B I L I


Appunti di James Cook, approfonditi da Luci

La seconda tappa di “Suona Estonia”, che coincide anche con il primo appuntamento nell’ambito di “tramonto in villa” ci attende il 30 giugno alle 18 nel cortile di Villa de Capitani ad Osnago.
Siamo in un piccolo comune nella provincia di Lecco, che, come altre località brianzole, ospita costruzioni di notevole pregio architettonico. Nello specifico, Villa de Capitani, in stile neoclassico, deve la struttura attuale al barone Paolo de Capitani da Vimercate che ne iniziò la costruzione nel 1828 inglobando strutture preesistenti.
E’ piacevole passeggiare, osservare gli eleganti portici con colonne doriche e visitare l’ampio parco. Ottima l’iniziativa da parte dei proprietari di ospitare Suoni Mobili, per un concerto che si integra perfettamente con l’edificio.

Anche oggi pomeriggio ci attende una novità assoluta per l’Italia: si tratta del Duo Telluur composto da Kirill Ogorodnikov ed Heli Ernits. Il primo è un giovane chitarrista classico attivo in concerti di musica da camera e da solista. Ha partecipato sia a festival che a numerosi concorsi internazionali ricevendo diversi riconoscimenti. La seconda suona sia l’oboe che il corno inglese (tecnicamente un oboe contralto) e si muove ugualmente nell’ambito della musica da camera. Heli si è laureata presso l’Accademia Estone di Musica e Teatro, dal 2009 è membro dell’Estonian National Symphony Orchestra e ha vinto premi importanti.
Nel 2015, quando i due musicisti si sono incontrati per la prima volta, c’era un unico pezzo che conoscevano con chitarra classica e corno inglese. Il primo concerto è arrivato nel maggio 2016 quando si sono presentati al pubblico come il “Duo Telluur”. Il nome scelto deriva dall’elemento chimico Tellurio, un semimetallo fragile, di colore bianco-argenteo simile allo stagno, raro e delicato proprio come il suono acustico che insieme propongono.


Nel corso di questi anni hanno eseguito molte trascrizioni e collaborazioni con compositori contemporanei, arrivando a costruire un repertorio densamente variegato che comprende opere di importanti autori estoni e dei paesi nordici, ma si estende anche all’ambiente spagnolo e latino americano. Propone altresì uno salto temporale, dalle canzoni del rinascimento fino alla contemporaneità della world music. Il duo non si limita a reinterpretare brani del passato preferiti da entrambi; sempre alla ricerca di una grande armonia fra i timbri miti dei loro strumenti, trova anche l’ispirazione per creare composizioni inedite.
La performance di oggi inizia abbinando allo strumento a corde l’oboe (che verrà utilizzato solo per il primo pezzo). I musicisti propongono il riarrangiamento di una composizione di Napoléon Coste, considerato fra gli autori per chitarra più significativi del romanticismo.
Con vero piacere mi rendo subito conto di quanto le sonorità neoclassiche trovino nel giardino della villa il luogo perfetto per l’ascolto.


Il concerto procede con un omaggio all’insegna della tradizione, un blocco di brani scritti da Ester Mägi, la” First Lady” della musica estone (classe 1922, ancora vivente).
Heli racconta di come l’Estonia sia un piccolo stato, in cui i musicisti dello stesso ambito si conoscono tutti. Così sono entrati in contatto con René Eespere (autore con una spiccata dimensione spirituale), che ha composto una serie di brani per questo ensemble unico, tra cui la splendida “Respectus”: sette minuti abbondanti di interplay perfetto fra gli strumenti, una danza struggente di note si diffonde nell’aria e colpisce per quanto riesce ad emozionare. Le note procedono ora a piccoli passi, incerti, per poi rallentare, ripartire briose, sempre in grado di trasmettere sensazioni intense. E’ davvero riposante chiudere gli occhi e abbandonarsi ad un suono così particolare, mentre il sole cala e una leggera brezza abbassa la temperatura.


Il programma prosegue con musica russa, tre movimenti della celeberrima “Pictures at an exhibition” di Modest Petrovič Musorgskij, anche lui appartenente al periodo romantico e le sue opere si focalizzano sulle inquietudini dell’uomo. Heli spiega che molti giovani estoni studiano al conservatorio di San Pietroburgo. Lo stesso Kirill, come tanti estoni, ha radici russe a riprova che moltissime le connessioni tra i due popoli.
Nell’ultima parte dell’esibizione ci si muove in ambito latino, con alcune melodie scritte per il duo dal compositore cubano di musica da camera Jose Lezcano, ispirandosi a Piazzola e ai suoni accattivanti del nuevo tango.
Il finale arriva con un brano brioso ma delicato composto da Enrique Granados, esponente nel suo paese del nazionalismo musicale, che è improntato su uno stile tipicamente spagnolo. L’immancabile bis è affidato a “Clouds in Buenos Aires,” pezzo altrettanto vivace che genera un’immediata corrente di simpatia.
Il concerto, inserito nell’ambiente ideale, si è rivelato raffinato e rilassante. La nuova proposta di Suoni Mobili ci ha consentito di scoprire un duo inusuale, con un grande potenziale di crescita, ma già vincente.

Crediti immagini: Maurizio Anderlini.