V I D E O


Articolo curato da Luci

Nel 2020 un virus sconosciuto costringe ogni singolo individuo del pianeta terra ad autoconfinarsi nella prigione salvifica delle sue mura domestiche. Molti artisti scelgono di dare sfogo alla propria creatività utilizzando mezzi di fortuna che possiedono all’interno delle proprie abitazioni.
È con queste premesse che Alberto Debenedetti, noto come Bobby Soul, chiuso nella sua “cameretta”, si proietta in un futuro diverso, che lo trasporta più in là di dieci anni, nel 2030. Da lì, in compagnia di un avvistatore di Ufo, racconta storie e pensieri, sogni, romantiche avventure estive di un’umanità che, sopravvissuta al virus, arriva fino ad incontrare non solo Dio, ma anche gli alieni e le loro rivelazioni.

Nasce così un disco 20/30, che in realtà parte dal recupero di produzioni precedenti, incisioni vintage, brani ripresi dalla rete e diventa la cronaca il più genuina possibile di una condizione di vita del tutto anomala in cui presente e futuro si influenzano senza soluzione di continuità. Sulla base di questo materiale Bobby Soul, con la preziosa complicità di Alessio Caorsi alle chitarre e Matteo Minchillo al piano, ha costruito otto “caricature di canzoni”, come lui stesso le definisce, dando vita ad uno psichedelico mix di soul, funky e blues.
La nuova pubblicazione verrà presentata al pubblico martedì 28 luglio, con un concerto alle ore 22 in Piazza delle Feste al Porto Antico di Genova, all’interno della prestigiosa rassegna Palco Sul Mare Festival. L’evento prevede la partecipazione straordinaria di Roy Paci ed una formidabile band formata da sei musicisti, per l’occasione ribattezzata “banda ventitrenta”.

Nel frattempo, il 15 luglio, per la regia di Marco Bernini, è uscito il quarto video tratto dall’album, relativo al singolo che dà il titolo allo stesso. Giocando con suoni funkadelici, immaginazione, fantascienza e realtà, (possiamo infatti ascoltare estratti di una testimonianza del 1968 in cui Marino Rizzi racconta con dovizia di particolari il suo incontro ravvicinato con un Ufo) il tutto ci immerge in un futuro distopico. Ne risulta una satira godereccia ma allo stesso tempo lucida e pungente dei sentimenti provati in un tempo a venire ma che somiglia clamorosamente al nostro presente.
Un provocatorio periodo ipotetico in cui “la paura fa novanta, chiusi dentro ad un cunicolo l’apparenza è un’esigenza, facciamo festa nelle videocamerette, ci divertiamo molto nelle videocamerette…“