R E C E N S I O N I


Articolo di Giovanni Carfì

Note di merito per album passati distrattamente in secondo piano, ma meritevoli di un loro piccolo spazio. Nell’impossibilità di raccontare tutto ciò che viene prodotto, una selezione di dischi con confronti senza vincitori, né punteggi; ma con la presunzione di restituire una sensazione il più immediata possibile, attraverso un’analisi che va oltre le solite stellette.

Perfume Genius

Caos ed equilibrio, in una ricerca che parte da una zona cupa, e cerca di sollevarsi al di sopra delle parti, per poter descrivere nuovamente, sensazioni e confini. Un lavoro ricercato e dalle sfumature avvolgenti, brani che inglobano l’ascoltatore e lo stupiscono, grazie alla creatività compositiva e le sonorità che si rincorrono tra loro, determinandone il filo conduttore.

Austra

Una rigenerazione, un nuovo slancio creativo ritrovato grazie alla separazione da situazioni che le stavano lentamente offuscando la sua strada. Un taglio netto, nuovi musicisti, una produzione in prima persona, ed ecco linfa che se ne aggiunge ad altra. Il risultato, è indiscutibile, capacità compositive, uso vocale, gusto e personalità, per affinare il proprio stile.

Dead Lakes

Una release forse non troppo originale, ma con un discreto potenziale. Influenze post 2000, dove anche le chitarre più grosse sembrano suonare perfette per una radiolina, e brani ideali per poter essere cantati con i cori dei fan. Tutto questo non è negativo, bisogna avere qualcosa da dire per potersi distinguere e le cinque tracce di questo ep, sono ben costruite.

Flowdumal

Facile storcere il naso, specie al primo ascolto; ma poi qualcosa ti entra in testa e vi si radica. Non è solo qualche trucchetto sonoro che ci indirizza a brani già conosciuti, ma le parti strumentali regalano la loro orecchiabilità e si sposano con dei testi crudi e diretti; non c’è spocchiosità, ma più un realismo dal sapore oscuro un po’ distaccato dal solito mainstream.