Le contiamo sulla punta delle dita: 5 domande ai nostri artisti, il tempo di batter 5 et voilà, in 5 minuti le risposte.

I N T E R V I S T A


Intervista di E. Joshin Galani

Oggi incontriamo il cantautore torinese Riccardo D’Avino. Il suo primo album è del 2015, seguito nel 2018 dall’EP Presa d’incoscienza. Le sue esibizioni live sono state anche all’interno di importanti festival nazionali, come Premio Augusto Daolio, Festival di Castrocaro, Arezzo Wave, Premio Senza Etichetta, Musica Contro le Mafie, Premio Buscaglione. Ha condiviso palchi con gruppi come Perturbazione, KuTso ed Endrigo.

Ciao Riccardo, è in uscita Zanardi, il tuo nuovo singolo. È una canzone che arriva in un momento storico particolare, il suo messaggio è forte, d’impatto, coltivare sempre i propri sogni e superare le avversità con coraggio come il pilota Alex. Qual è stato il tuo impeto per comporre questa canzone?
Ciao Joshin! Allora, vorrei subito precisare che non ho scritto questa canzone sfruttando il periodo difficile ed il grave infortunio di Zanardi avvenuto quest’anno. Il pezzo l’ho scritto tre anni fa, in un momento particolare della mia vita, in cui ero molto scoraggiato e deluso rispetto al mio presente ed al mio futuro. E’ stato allora che ho pensato alla vicenda di Alex nel 2001, quando un grave incidente sul circuito di Lausitzring gli costò l’amputazione di entrambe le gambe. Ma dopo questo episodio, il suo amore per la vita l’ha fatto tornare a gareggiare e a vincere come atleta paralimpico, come tutti sappiamo. E non si è mai perso d’animo, ha continuato a fare ciò che ama, al massimo delle sue possibilità. Ecco, io in questa canzone ho voluto paragonare metaforicamente la mia vita alla sua vicenda. Nella vita possono esserci tanti ostacoli, tante situazioni, cose e persone che possono buttarti giù, farti perdere tutta la speranza, ma se si crede davvero in ciò che si è ed in ciò che si vuole, ci si può sempre rialzare, tornare a correre, anche più veloce di prima. E scrivere questo pezzo mi ha aiutato, davvero. Da quel momento ho ritrovato il coraggio di essere felice, che prima un po’ mi mancava. Per me Zanardi è un inno alla vita, ed il fatto che esca adesso rappresenta per me una speranza che possa diventarlo per tutte le persone che stanno soffrendo in un momento difficile come questo.

La copertina è un’alba su una pista aeroportuale, molto simbolica. È un’immagine che avevi ben chiara per il brano oppure è stata una proposta esterna ma collimante col tuo sentire?
Per la copertina, inizialmente cercavo una foto di una strada che svanisce nell’orizzonte, o qualcosa del genere. Poi però ho trovato questo scatto fatto da un bravissimo fotografo australiano, dove l’alba e la pista dell’aeroporto mi hanno subito colpito tantissimo. È un’immagine che rappresenta perfettamente l’inizio di un nuovo giorno e l’invito a “prendere il volo”.

Il 4 dicembre uscirà anche il video, puoi raccontarci qualcosa?
Il videoclip è nato da un’idea mia e di un mio caro amico. Ci sono io che corro per tutto il video, poi succedono delle cose nel frattempo. Preferisco non rivelare altro, o ve lo racconterei tutto.

Zanardi è il tuo terzo singolo quest’anno. A luglio è uscito Finalmente, a maggio Questi siamo noi, brano che hai scritto per l’emergenza Coronavirus e alla quale è stata collegata una raccolta fondi per la Croce Rossa Italiana. In un periodo di rabbia, in cui gli artisti sono stati oscurati e trascurati, tu procedi oltre le emozioni per rendere utile e tangibile l’arte, un procedere peculiare, ci parli di questa iniziativa?
Per la precisione è il quarto: a febbraio è anche uscito il singolo Supereroe. Comunque sì, in un momento del genere gli artisti devono essere collaborativi e non ostili. Il non poter lavorare, almeno dal vivo, è molto grave, ma di fronte a questa emergenza bisogna essere maturi e capire che più rispettiamo le regole, più contribuiremo a far finire tutto il prima possibile. E l’arte adesso può essere un veicolo per aiutare chi ne ha più bisogno e chi può fare qualcosa per queste persone. Ho scelto di collaborare con la CRI del Piemonte, la mia regione, perché sono persone molto disponibili e umane, ma soprattutto perché in questo momento sono i nostri veri eroi. Sono loro ad agire in prima linea, a guarire le persone. Aiutarli con una raccolta fondi collegata alla mia canzone, per me è un onore, una prova di senso civico.

Che previsione hai per le tue canzoni, hai una data per l’uscita di un Ep, un album oppure aspetti la possibilità di presentarle live?
Sto lavorando ad un nuovo album, che potrebbe uscire il prossimo anno. Nel frattempo, sto continuando a scrivere nuovo materiale. Suonare dal vivo adesso è impossibile, ma se la situazione non cambia, sicuramente parteciperò dei concerti in streaming e ad altre iniziative.