R E C E N S I O N I


Articolo di Giovanni Carfì

Note di merito per album passati distrattamente in secondo piano, ma meritevoli di un loro piccolo spazio. Nell’impossibilità di raccontare tutto ciò che viene prodotto, una selezione di dischi con confronti senza vincitori, né punteggi; ma con la presunzione di restituire una sensazione il più immediata possibile, attraverso un’analisi che va oltre le solite stellette.

Liela Moss

Lavoro uscito ormai quest’estate, nel quale la scrittura e produzione viene condivisa in ambito familiare, cercando un sound diverso dai precedenti. Per farlo, vengono suonati e stratificati synth e drum machine vintage, cercando attraverso “le macchine”, di riproporre e catturare una sorta di istantanea, nella quale la società in primo piano, si staglia su uno sfondo melanconico e viscerale.

St. South

Curioso l’approccio della produttrice e polistrumentista australiana, riconosciuta per una ricercatezza sonora etichettata come electronic-soul, attraverso la quale senza mai aver portato live una sola traccia, è riuscita a costruire un discreto seguito. Suoni marcatamente pop, smorzano le tematiche relazionali non troppo felici dei brani.

Morgan Harper Jones

Giovane e sublime, questo l’esordio della 23enne narratrice che vogliamo immaginare a suonare e passeggiare nel nord dell’Inghilterra; mentre fotografa in modo sincero e schietto attimi di vita e relazionali per trasporli attraverso la sua magica voce in musica. Potrebbero sembrare parole già sentite, ma la sua musica ed interpretazione, no di certo; per ricredervi anche una cover di Whitney Houston.

Another Sky

Un lavoro corposo e contemporaneo, soprattutto per quanto riguarda le tematiche e i loro protagonisti. Una capacità cinematica rilevante, un viaggio fatto di immagini e sensazioni che nascondono speranza, per quel che concerne il futuro, per quel che concerne il nostro domani. Un sound a tratti epico, prog, definitelo come volete, ma ascoltatelo nella sua interezza.