R E C E N S I O N E


Recensione di Simone Catena

Il progetto Lucero nasce nel lontano 1998 a Memphis, creando un movimento alternative rock, con molte influenze country che sfociano nell’indie rock. Alle loro spalle hanno la bellezza di ben 9 album in studio, assai diversi tra loro sulle sonorità. Un collettivo storico che nell’arco di tutti questi anni, dopo alcuni cambi di formazione si sono ritagliati un posto decisivo sulla scena indie americana. In questo decimo lavoro When You Found Me tornano in maniera prepotente al passato, creando un suono classico carico di sentimenti e stati d’animo, trovando un buon equilibrio tra la nostalgia e il sound contemporaneo. Registrato al Sam Phillips Recording Studio per la loro etichetta Liberty & lament, è un disco che parla di esperienze personali del frontman Ben Nichols che inserisce il tutto nel processo di scrittura dei brani. Nei testi si cerca di raccontare una favola misteriosa con eroine immaginarie, toccando nel profondo dell’anima.

Have you Lost Your Way apre questo racconto con un riff energico che apre una battaglia di colori fiabeschi. Il tappeto di un pianoforte sensibile, si scontra con il timbro vocale sporco e unico. A seguire Outron the Moon cavalca l’onda geniale di un luogo inesplorato, il tiro del brano in chiave moderna, esplode in maniera decisa con l’aggiunta di un synth e un piccolo solo di chitarra acido. Il ritornello commerciale è di grande fattura. Coffin Nails parla di una banshee, che si libera nell’aria su un’atmosfera magica, il suo vestito verde avvolto da un velo surreale si culla dolcemente sul giro acustico dal timbro country, un brano da saloon western impreziosito dalla voce calda. L’arpeggio dolce di Pull Me Close Don’t Let Go apre gli occhi su un mondo addormentato, la take è di livello superiore rispetto alle precedenti composizioni della band, il sound maturo si completa con il giro quasi noise nel finale, il timbro vocale risulta un po monotono ma non guasta. Good as Gone ha un cambio radicale sul tempo diretto e di grande valore emotivo, una traccia ruvida molto interessante. Le influenze a progetti come Steely Dan e Little Feat sono evidenti.
Sulle note magnetiche di All My Life ci spostiamo su un percorso mistico, dalle tinte luminose. Una take che trascina nel suo sogno distopico. The Match si basa su un racconto popolare irlandese, la struttura orecchiabile è un viaggio nella natura nascosta. Il pianoforte contagioso di Back in Ohio è basato su una storia vera, che sembra surreale. L’artista cerca conforto su temi ed elementi di amori perduti e storie crepacuore con grande sintonia. Prima di arrivare alla fine ci soffermiamo su A City on Fire un brano macchinoso e particolare, nella parte centrale un grido alla libertà per un messaggio perduto. Chiudiamo con la title track When You Found Me, il primo singolo rilasciato come d’incanto nel mese di dicembre scorso, il punto più alto nella carriera della band. Un opera stupenda che chiude questa incantevole storia, ricca di fantasia e di buone speranze.
Un disco da pelle d’oca nelle ballate e nel modo di prendere questa vita, con la giusta carica e voglia di non arrendersi mai, adatto per tornare indietro nel tempo a ricordi importanti.

Tracklist: 
01. Have You Lost Your Way?
02. Outrun The Moon
03. Coffin Nails
04. Pull Me Close, Don’t Let Go
05. Good As Gone
06. All My Life
07. Good As Gone
08. Back in Ohio
09. A City on Fire
10: When You Found Me