L I V E – R E P O R T


Articolo e immagini sonore di Stefania D’Egidio

Giancane sta a Zerocalcare come il guanciale alla carbonara: i due si completano a vicenda dato che le canzoni dell’uno sembrano scritte apposta per i fumetti dell’altro e viceversa, quindi quale occasione migliore per presentare questo fantastico connubio se non un bel concerto?

Penso sia stata la prima volta che ho assistito ad un concerto disegnato e l’idea era così stuzzicante che ho affrontato ben volentieri anche le famigerate zanzare padane dell’Idroscalo, poi Zerocalcare è un mio pallino fisso da anni ormai, ogni volta mi ripromettevo di presentarmi ad un firmacopia, ma poi c’era sempre il lavoro di mezzo e rinunciavo. Occasione ghiotta quindi beccarli insieme in un’unica occasione, non potevo farmela sfuggire!

Ore 19.30 e sono già sotto palco ad aspettare l’apparizione dell’uno o dell’altro ed ecco che, come in una visione, mi sbuca dal tendone accanto al palco proprio Michele; attacco subito bottone (cosa davvero rara per me) con la scusa di un autografo, ma mi serve un bel due di picche: non si può per ovvi motivi, si creerebbe subito una coda ed ha ragione perché nel giro di un nanosecondo sono tutti in processione per lui, incasso il colpo, scambiamo due chiacchiere, un selfie e lascio il posto a quelli dopo di me. Una star atipica il ragazzo, disponibile e gentile con tutti, non si tira indietro proprio con nessuno, come se il successo non lo avesse nemmeno sfiorato, davvero una bella persona.

Dopo quasi quaranta minuti di strette di mani, foto e sorrisi, esce Giancane a recuperarlo perchè l’ora dello show si avvicina. Il sole piano piano se ne va lasciando il posto alle luci del palco, una birra e un panino e si parte. Atmosfera allegra, ma parole taglienti come lame nei testi dell’ex chitarrista del Muro del Canto, non le manda certo a dire e in questo forse è uno dei cantautori più illuminati della sua generazione, abilissimo a narrare, sempre con il sorriso sulla bocca, le ansie e il disagio della società. Si ripercorrono le tappe della sua carriera solista, dal primo EP Carne, del 2013, con Vecchi di merda e Ma tu, al primo album in studio, Una vita al top, con Hogan blu, La stessa estate e Pare che dorme, dedicata, manco a dirlo, alla recente dipartita di un illustre personaggio milanese, di cui non voglio fare neanche il nome, a Ansia e disagio del 2017, con Buon compleanno Gesù e Ipocondria, il singolo che aveva registrato con il rapper Rancore e per cui Zerocalcare aveva realizzato i disegni del videoclip.

I successi del passato quindi, ma anche i pezzi del nuovo album Tutto male, uscito lo scorso 9 giugno, come Sei in un paese meraviglioso, fedele specchio degli italici vizi, Papà Francesco, Strappati lungo i bordi e Voglio morire. Chitarre punk e suoni elettronici, mentre in un angolino Zerocalcare, avvolto dai fumi e tutto curvo sulla sua tavoletta grafica, disegna le immagini che scorrono sullo schermo. C’è spazio anche per i musicisti che accompagnano Giancane, con un momento di puro divertimento tutto ritagliato per il batterista: insomma una gran festa che si è conclusa a suon di discoteca.

Setlist:
Uomo
Hogan Blu
Come stai
Vorrei essere te
Papà Francesco
La vita
Limone
Disagio
Sei in un paese meraviglioso
Strappati lungo i bordi
Ipocondria
Non dormire più
Voglio morire
Pare che dorme
Vecchi di merda
Tuttuchatuttuttucha
Cadi poi cadi poi cadi di nuovo
Una vita al top
Buon compleanno Gesù
La stessa tenuta


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