R E C E N S I O N E


Recensione di Elena Colombo

Scirocco: un nome che evoca immagini di mare e di vento caldo che colpisce il volto mentre si è in barca, in balìa delle onde. Scirocco è anche il nome che il cantautore Luca D’Agostino ha scelto per il suo alter-ego artistico, per la sua complessa relazione con le onde, che accarezza e contemporaneamente tenta di domare. A un anno e mezzo di distanza dall’album di debutto, Neppure la pioggia ha mani così piccole, è uscito il 7 luglio 2023 Le cose più pericolose, il suo nuovo EP, composto da sette canzoni e anticipato dai singoli Va tutto bene e Sei venuta soltanto per andare via. Il titolo suscita subito un interrogativo: quali sono le “cose più pericolose”? Ascoltando l’album, non è facile trovare una risposta omogenea. Le cose pericolose sono quelle che si tacciono, quelle che è meglio non menzionare, che vanno nascoste.

L’album inizia con Per favore: non mi consumare, un brano delicato, dove due voci (una sola in realtà, quella di Scirocco, inizialmente sfumata e lontana, poi più forte e decisa) sembrano parlarsi e chiedersi a vicenda di non logorarsi. Le particelle pronominali si confondono, e dall’iniziale “Per favore non ti consumare” si finisce con un “Per favore non mi consumare”: un’eco che parla a sé stessa. Seguono Anticorpi e Va tutto bene, dove la chitarra acustica si fa più ritmata ed energica, ma rimane intatta la malinconia che traspare dai suoni e dai testi. L’EP è il racconto dell’interiorità di Scirocco, è una raccolta che parla di un cambiamento vissuto con nostalgia e con qualche rimpianto, tipico del genere indie di cui Scirocco è un rappresentante.

È il quarto brano, Capire marzo, la chiave di volta che fornisce una risposta all’interrogativo che ci siamo posti inizialmente. “Quando la sera tu torni e mi guardi negli occhi, penso non esista una cosa più bella, che starsene zitti e guardarsi negli occhi e dirsi le cose più pericolose, perché stare zitti è una rivoluzione.” Marzo è un mese strano: a metà strada tra l’inverno e la primavera, non si sa mai se pioverà o come bisognerebbe vestirsi. Per Scirocco, capire questo mese significa comprendere il gelo dell’inverno che si conclude, ma anche capire il tempo, e le ragioni del gelo e del tempo. I suoni che accompagnano questo brano sono delicati, come le parole dolci e malinconiche del cantato.

Anche in Sei venuta soltanto per andare via c’è un tu con cui Scirocco sembra dialogare, che qui si fa più presente: il tema è un amore passato e il suo ricordo. I toni si fanno più forti, il testo si arricchisce di imprecazioni che esprimono la memoria sofferente di qualcuno che se n’è andato. Un breve intermezzo in terza persona testimonia questo dolore: “Allora chiese al Padreterno di cambiargli il cervello. Con il cervello nuovo si scordò il Padreterno, ma non si scordò mai di lei”.

Il sesto e il settimo brano hanno in comune il tema della felicità e della paura della fine. In Io mi perdono, Scirocco si interroga su quale sia la data di scadenza della felicità, se insomma esiste un limite allo stare bene. Anche in La fine, che conclude l’EP, si parla di confini, e la metafora di una casa senza un tetto è la risposta incompleta alla domanda “che cosa sono diventato”. La chitarra acustica accompagna delicatamente la voce di questo brano, che conclude il viaggio immaginario nell’interiorità del cantante.

Tracklist:
01. Per favore: non mi consumare
02. Anticorpi
03. Va tutto bene
04. Capire marzo
05. Sei venuta soltanto per andare via
06. Io mi perdono
07. La fine


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