R E C E N S I O N E


Recensione di Sabrina Tolve

Uscito il 7 luglio, I Inside the Old Year Dying di PJ Harvey è il suo primo album ufficiale in sette anni.
Preceduto dall’opera poetica Orlam del 2022, è proprio la poesia a dare una direzione all’album: Prayer at the Gate – il primo brano – è composto dal primo capitolo del poema, cantato con delicatezza e fragilità nello stesso vernacolo rurale del Dorset catturato sulla pagina, che riempirà versi e canzoni dell’intero disco.

Se la poesia è il primo elemento che incontriamo, la perdita di stimoli e direzioni, e la necessità di ricrearsi, sono certamente i primi temi contro cui scontrarsi. Perché il cambiamento e il bisogno di avere una pelle nuova addosso sembra essere il cardine dell’opera.
E di fatto I Inside the Old Year Dying è un album che esplora nuove terre sia dal punto di vista sonoro che tematico. Ci sono però dei punti stabili: la produzione insieme ai suoi frequenti collaboratori John Parish e Flood, la voce come punto focale – che sembra vincere quasi sempre contro un accompagnamento musicale drammatico -, e alcuni richiami agli ultimi dischi come la traccia omonima I Inside the Old Year Dying.
La metamorfosi però appare necessaria. E qui il processo di trasformazione è connesso alla natura – come se il passato sia una foresta da cui uscire. «Slip from my childhood skin/ I zing through the forest» oppure «Ash trees gave their keys, yet none will set me free» sono alcuni dei versi che richiamano alla necessità di crescere e cercare la luce altrove, al sole.

Con questo album, Polly Jean è riuscita a dare a sé stessa una nuova direzione, svincolandosi dalle aspettative, e liberandosi in un viaggio vivido e intenso, in cui il passato non viene rinnegato ma viene sentito come un laccio.
I Inside the Old Year Dying si rivela trama di suoni e significati, dove il tempo si dissolve e si fa mosaico circolare: presente, passato e futuro si fondono insieme, si fanno memoria e ricordo, ed essenza – con sfumature ambigue in cui la disperazione si mescola al punk e alla rabbia adolescenziale. Ma appunto, bisogna guardare alla mescolanza e all’essenza con occhio nuovo se non si vuole essere trascinati indietro.

PJ Harvey ci regala un’esperienza unica e profonda, un incontro con le sfumature della nostra esperienza in quanto esseri umani. Con maestria e sensibilità, siamo guidati attraverso un universo di suggestioni e reminiscenze. Polly Jean ci regala così un ottimo album, e un lavoro che sembra essenziale proprio per la sua carica di passione e per la sua vocazione al desiderio e alla rivelazione.

Tracklist:
01. Prayer at the Gate (4:14)
02. Autumn Term (3:20)
03. Lwonesome Tonight (3:48)
04. Seem an I (3:06)
05. The Nether-edge (3:18)
06. I Inside the Old Year Dying (1:53)
07. All Souls (4:21)
08. A Child’s Question, August (2:46)
09. I Inside the Old I Dying (3:09)
10. August (2:41)
11. A Child’s Question, July (3:03)
12. A Noiseless Noise (3:58)

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