L I V E – R E P O R T – D A N Z A
Articolo di Annalisa Fortin
Wayne McGregor, direttore della Biennale Danza di quest’anno, da pioniere della danza moderna quale è, ha individuato nel titolo Altered States un tema perfettamente calzante con il mondo in rapida evoluzione in cui viviamo, caleidoscopio di stati di alterazione globale.
Ho avuto la fortuna di approcciarmi alla Biennale Danza quest’anno assistendo a BLKDOG, per la coreografia di Botis Seva e interpretato dalla compagnia Far From The Norm, guidata dal coreografo stesso.
[versione audio dell’articolo, letto da Annalisa Fortin]
Questa visione mi ha perfettamente calata negli “stati alterati” che il festival vuole celebrare. In BLKDOG è la coscienza ad essere l’artefice di tale alterazione. La coscienza è uno dei tratti determinanti delle nostre vite, se non IL tratto determinante. È quello che ci rende diversi dai semplici oggetti, pur essendo sorprendentemente difficile da definire con precisione. Eppure, a livello intuitivo sappiamo tutti che cos’è. Svanisce quando sprofondiamo in un sonno senza sogni o subiamo un’anestesia totale; ritorna quando ci svegliamo la mattina o ci risvegliamo in una sala di rianimazione. Botis Seva stesso afferma che “BLKDOG è per tutti coloro che hanno affrontato il trauma e il dolore, per chiunque abbia dovuto assistere alla depressione o alla perdita di un famigliare. Viviamo in una società in cui parlare delle nostre emozioni potrebbe non essere mai compreso; ho passato l’infanzia tacendo le mie emozioni e ora, a trent’anni, posso finalmente far sentire la mia voce. Lascio alla mia arte la sua funzione. Dobbiamo dimostrare l’un l’altro più amore e umiltà.”

Con queste parole Botis spiega l’essenza della sua creazione.
Il linguaggio di questo talentuoso coreografo britannico è ormai inconfondibile e spazia dalla cultura hip hop alla danza contemporanea. Soprattutto però, facendo uso di tecniche cinematografiche, letterarie e di altri linguaggi coreutici, l’obiettivo di Seva è fare la differenza nell’ambito artistico e utilizzare le proprie esperienze personali come filo narrativo nelle sue coreografie. Nel 2019 ha ricevuto un Olivier Award per la miglior nuova produzione di danza proprio con BLKDOG, oltre a numerosi altri riconoscimenti e premi in tutto il mondo.
La compagnia Far From The Norm, guidata da Botis Seva stesso, non può che mettere in scena esecuzioni sincere, stimolanti, che rispecchiano la generazione attuale, decostruendo i vocaboli della street dance e mettendo in discussione i preconcetti sull’hip hop. Botis Seva con la sua Far From The Norm crea quindi dei lavori che danno voce ad una sorta di emarginati, di bravissimi emarginati. Tutto il lavoro della compagnia è originale, coraggioso e vitale e invita al dibattito. Gli artisti del gruppo portano il contributo di una vasta gamma di stili di danza: dal popping al breaking, dal krump all’house. È grazie a questa polivalenza che Seva è in grado di indagare, sperimentare ed estendere il suo campo di azione il più possibile.

In BLKDOG sono presenti diverse emozioni. Lo stato di alterazione è dominante ma tutto sembra la rappresentazione di un sogno. Piccoli e grandi eventi coesistono nell’opera come in un mondo onirico. Palese è il lavoro interiore. Emerge lo spazio d’introversione di Seva, il cui pensiero viene stimolato da pratiche e idee del tutto innovative.
La musica è colma di accenti e battiti (spesso con la medesima frequenza di quelli cardiaci). I movimenti ideati da Seva si amalgamano ad essa contribuendo a creare una sorta di trance. Lo spettatore ad un certo punto non capisce più se i danzatori seguano il ritmo della musica, o viceversa. Tutto è talmente sincronizzato da perdere la cognizione causa-effetto. A volte incappucciati, a volte interamente vestiti, a volte a torso nudo. I corpi degli artisti creano pulsazioni vivide, intense. La loro atleticità è sorprendente, come sorprendente è l’armonia che riescono a mantenere in un fluttuare tra alto e basso, tra movimenti laterali, a volte addirittura in bilico.
Alla fine del balletto la platea è palesemente ancora adrenalinica, ammutolita per un attimo per poi lasciarsi andare ad uno scroscio di applausi e di acclamazioni. Ognuno ha trovato la sua chiave di lettura di un lavoro dal forte impatto emotivo, che non può lasciare indifferenti. Ogni spettatore è attraversato dall’intensità, dalle vibrazioni e dal cuore di Botis Seva e dei suoi splendidi artisti, e l’eco di quanto ha visto rimarrà nei suoi ricordi per molto tempo.
Questo ed altri balletti della compagnia Far From The Norm saranno presentati in Germania, Olanda, Regno Unito, Francia, Svezia nei prossimi mesi fino al 2024 inoltrato. A chi nei prossimi mesi dovesse viaggiare in uno di questi paesi consiglio di non perdere uno spettacolo ideato da Botis Seva ed eseguito dalla splendida Far From The Norm. Piacerà a tutti, anche ai non appassionati di danza e soprattutto ai giovanissimi. Ne sono certa.
Photo Credit © Camilla Greenwell


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