R E C E N S I O N E


Recensione di Elena Colombo

La musica e il sogno sono due ambiti da sempre intersecati. I suoni liberano la nostra immaginazione e sono in grado di aprire le porte di un mondo onirico dalle tonalità inaspettate e sorprendenti. Allo stesso modo, i sogni possono generare suggestioni e persino ispirare nuove melodie. Consapevole del legame tra musica e sogno, il trio milanese PCM ha deciso di dedicare un intero album a questo tema, creando una vera e propria colonna sonora dedicata alle diverse fasi del sonno. Il titolo, Dreamland, non necessita di ulteriori spiegazioni.
Ma restiamo ancora un attimo svegli per conoscere qualche dettaglio in più sul trio. Il nome PCM ricalca i cognomi dei suoi componenti: Francesco Perra (P), musicista ambient noto anche come Perry Frank; Matteo Cantaluppi (C), produttore di indie pop e già musicista per album ambient; Matteo Milea (M), sound designer, che crea rappresentazioni visive dei suoni della band. I PCM hanno già alle spalle due album: Attraverso (2019) e Macro (2021). I loro differenti background e le molteplici influenze artistiche arricchiscono le loro composizioni di elementi originali.

È il momento di addentrarci nel mondo del sogno. Dreamland inizia con Unsleep, un brano dove si ode una voce lontana, un po’ meccanica: si tratta di alcuni estratti di una lezione del fisico Richard P. Feynman, che ritornano anche nell’ultima traccia. Sono parole incomprensibili, che ricordano i suoni confusi provenienti dal televisore, che si sentono quando capita di appisolarsi sul divano mentre si guarda un film. Segue Dreamland, traccia che porta lo stesso nome dell’album, caratterizzata da suoni bassi che ci accompagnano nel nostro viaggio, quasi fossimo su un’astronave. Anche la successiva Astral Walk mi ha ricordato lo spazio, non solo per il titolo evocativo, ma anche per la ritmicità crescente, che fa pensare proprio a una camminata sul suolo lunare, che comincia lentamente e prosegue con più rapidità, finché non ci troviamo a volteggiare tra le stelle. R.E.M. Phase ci accompagna in un’atmosfera misteriosa e quasi sospesa. Ci troviamo nel momento più profondo del nostro sonno, quando i muscoli sono rilassati, ma l’attività cerebrale è attiva come quando si è svegli. È in questa fase che prendono forma i sogni: gli strati sonori si sovrappongono e creano una sinfonia eterea che avvolge l’ascoltatore.

Siamo a metà album con Coma, caratterizzata da suoni a mio parere più piacevoli e delicati. Ascoltando Crystal Hypgnosis con gli occhi chiusi, è facile – quasi impossibile non farlo – lascarsi trascinare dall’immaginazione e visualizzare paesaggi tanto vasti da apparire senza confini. Dopo Awakened, che sembra accompagnarci gradevolmente al risveglio, ripiombiamo improvvisamente nel sogno – o peggio, dell’incubo, con un sonoro gong che si ripete e scandisce gli spaventosi suoni dell’inquieto Nightmare Alley. La penultima traccia, Moonlight sequence, mi ricorda la precedente Astral Walk, forse per il riferimento al nostro satellite, forse per la ritmicità che contraddistingue entrambe le tracce. Ma ecco che la nostra camminata spaziale si interrompe con il suono della sveglia: Alarm Clock Lullaby conclude l’album, ma non lo fa in modo brutale, come forse ci si aspetterebbe. È pur sempre una ninna-nanna, dove ritorna la voce confusa del fisico Richard P. Feynman che si fa sempre più vicina. Riusciamo a cogliere alcune delle sue parole con chiarezza crescente, finché non ci rendiamo conto che siamo perfettamente svegli e che i sogni di stanotte, che avremmo tanto voluto ricordare, stanno velocemente sparendo dalla memoria. Pazienza: basterà aspettare stasera, oppure, se si ha fretta di rivivere le emozioni provate, riascoltare l’album da capo.

Tracklist:
01. Unsleep
02. Dreamland
03. Astral Walk
04. R.E.M. Phase
05. Coma
06. Crystal Hypgnosis
07. Awakened
08. Nightmare Alley
09. Moonlight Sequence
10. Alarm Clock Lullaby

Photo ©Laura Serra


One response to “PCM – Dreamland (n5MD, 2023)”

  1. […] 15 settembre è uscito Dreamland, nuovo disco dei PCM (leggi la recensione qui), un concentrato di musica ambient ed elettronica che ci porta in viaggio nel mondo del sogno. Ho […]

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