R E C E N S I O N E
Recensione di Aldo Pedron
Mafalda Minnozzi (Pavia, 21 settembre 1967) è una prestigiosa cantante italiana. In sintesi, la sua splendida carriera la si può rappresentare e raccontare così.
Cresce ascoltando i maggiori interpreti del jazz americano degli anni Trenta e Quaranta come Duke Ellington, Cole Porter, Billie Holiday e molti altri. Nel periodo dal 1987 al 1995 si esibisce spesso in pubblico e nei locali. Si esibisce anche in teatro ed è protagonista di due recital. È in finale al Festival di Castrocaro nel 1993 con la canzone Questo amore è di più. Nel gennaio del 1996 Mafalda arriva in Brasile, ed a fine anno pubblica il suo primo album intitolato Una notte al paradiso (Uma Noite no Paraiso II) per l’etichetta Som Libre. L’anno seguente realizza il suo secondo album Effetto azzurro sempre per la Som Livre e nel 1999 il terzo, intitolato Angelo blu. Sempre nel 1999 il produttore musicale Marcelo Barbosa la invita a collaborare con lui. Nel 2002 partecipa ad alcune telenovelas in una rete brasiliana. Nel 2001 riceve un altro riconoscimento come Personalidade brasiliana. Nel 2003 registra il suo quarto CD dal titolo Il tempo dell’amore. Nel 2004 collabora con Max de Tomassi nella trasmissione Brasil su Radio Uno e Isoradio. Nel 2005 collabora di nuovo con Marcelo Barbosa in un altro brano che è la colonna sonora di un film. Nel 2007 riceve il riconoscimento come Commendatore dal CICESP (Centro di Integrazione Culturale e Impresariale di San Paolo) e registra l’album Controvento. Dal 2012 al 2021 pubblica altri 11 album in studio per le etichette MPI o MAMA. Due invece i suoi dischi dal vivo Live in Italia (MPI del 2009) e Spritz dal Vivo (MPI) nel 2014.

Riassumere in poche righe l’attività artistica di Mafalda Minnozzi è quasi un’impresa titanica. Infatti, in oltre trentacinque anni di brillante carriera, la sopraffina cantante di origine marchigiana ha condiviso palco e studio di registrazione al fianco di uno stuolo di artisti blasonati in tutto il mondo, fra i quali Milton Nascimento, Dave Liebman, Leny Andrade, Gene Bertoncini, André Mehmari, Graham Haynes, Guinga, Lucio Dalla, Luca Aquino, Daniele Di Bonaventura, Gabriele Mirabassi, Giovanni Falzone, Giovanni Ceccarelli, Antonio Onorato, Filó Machado, Martinho da Vila, Toquinho. Grazie alla sua ammaliante presenza scenica, forte personalità, prorompente carisma e classe cristallina, ha incantato il pubblico a tutte le latitudini, in particolare in Brasile, Paraguay, Perù, Stati Uniti, Italia, Portogallo, Austria, Germania.
Il suo prestigioso curriculum è ulteriormente impreziosito da alcune importanti partecipazioni televisive e radiofoniche come Unomattina su Rai 1 (stagione 1994 e 1995) e Stereonotte-Brasil su Rai Radio 1 (dal 2003 a oggi).
Oltre ad aver pubblicato una ventina di dischi, due DVD, protagonista di colonne sonore di film e serie TV in qualità di cantante e compositrice, è stata presente nella Top Ten delle voci femminili su Jazzit, nonché inserita fra le nomination della Targa Tenco per l’album d’esordio del suo progetto eMPathia. Una delle sue moltissime produzioni discografiche, Sensorial – Portraits in Bossa & Jazz, vanta trentaquattro settimane di permanenza nella Jazzweek USA e oltre duemila esecuzioni nelle radio statunitensi jazz più ascoltate al mondo come WBGO, KUVO, WUCF. I suoi dischi e le acclamate performance al Birdland Jazz Club, Mezzrow e Zinc Bar di New York con musicisti di calibro internazionale hanno fatto sì che la comunità jazzistica della “Big Apple” abbracciasse il suo stile, riconoscendo il suo talento e consolidando la sua fama di raffinata interprete.
Fra le voci italiane più apprezzate sulla scena internazionale, Mafalda Minnozzi riesce a creare un suggestivo mélange comprendente jazz, samba e bossa nova – ed è riconosciuta come una fra i massimi esponenti del latin- jazz in ambito mondiale.
L’album Natural Impression continua nella sua miglior tradizione e sulla linea dei dischi precedenti. Mafalda Minnozzi racconta e descrive così il suo mood nell’album: «…comporre e scomporre le misure di ogni singola battuta, entrare in ogni verso e parola per trovarne il suo significato più intimo, in simbiosi con l’autore di quella canzone che ha stravolto la mia vita, e poi calcolare il ritmo come parte integrante dei miei stessi passi, respirare profondamente l’odore, il colore e la natura di un paese come il Brasile che mi ispira e mi fa sognare e infine improvvisare nella più totale libertà nuove note che corrono e si intrecciano nel cielo del mio mondo musicale. Questo e molto altro è stato cantare “Natural Impression”».
La cantante protagonista del progetto è coadiuvata da alcune stelle del jazz: Paul Ricci (chitarra), Helio Alves (pianoforte), Eduardo Belo (contrabbasso) e Rogerio Boccato (batteria e percussioni). Inoltre è da segnalare la presenza del leggendario Roberto Menescal (duetto in Bruma).
Nel disco appaiono ospiti illustri, special guests come Joe Locke al vibrafono in Carnival, Doug Beavers (uno dei principali trombonisti della sua generazione) al trombone in Mas Que Nada, Michael Wolff (pianista e compositore di colonne sonore) alle tastiere in Coraçao Vagabundo.
Don Byron che ridefinisce ogni genere di musica che suona è al clarinetto in Ne Me Quitte Pas e l’immenso John Patitucci in prima linea nel mondo del jazz da oltre 30 anni al basso acustico in Coraçao Vagabundo.
Un repertorio classico cantato in maniera esemplare con l’iniziale Aquas De Março di oltre 4 minuti, una composizione di Antônio Carlos Jobim del 1972 e di cui Jobim aveva scritto il testo sia in portoghese, sia in inglese. Da Ne Me Quitte Pas di Jacques Brel si passa a Mas Que Nada una samba-bossa nova composta nel 1963 da George Ben Jor successivamente ripresa e resa celebre da Sergio Mendes. Useless Escape (titolo originale Inusil Paisagem) è l’ennesima composizione di Antonio Carlos Jobim in questo caso con il contributo di Aloysio (Louis) de Oliveira e Ray Gilbert e arrangiata dal Nelson Riddle nel 1965.
Chicca inaspettata dell’album è l’esecuzione di Estate di Bruno Martino qui in una versione lenta lenta, soffusa (un classico italiano, un evergreen composto dal cantante e pianista Bruno Martino con testo di Bruno Brighetti, pubblicato nel 1960 come Lato A del 45 giri Estate/Ed è subito sera). Un pezzo diventato presto uno standard del jazz, dapprima con una interpretazione ironica e dissacrante di un altro grande jazzista italiano, Lelio Luttazzi, poi entrato a far parte del repertorio di numerosi artisti illustri come Milva (nel 1964), Chet Baker (nel 1983 e 1988), Mina (1984), João Gilberto, Shirley Horn, Jon Hendricks, Eliane Elias, Joe Pass, Toots Thielemans, Chris Botti, Arturo Sandoval, Claude Nougaro (1981), Michel Petrucciani, Plácido Domingo, Giulia Ottonello, Helen Merrill, John Pizzarelli, Mia Martini (1991) e più di recente Ornella Vanoni (2001), Andrea Bocelli (2005), Sergio Cammariere (2007), Irene Grandi (2007), Orietta Berti (2008), Vinicio Capossela e decine e decine di altri interpreti.
Dois Pra Là, Dois Pra Ca è puro jazz: piano, chitarra pizzicata, voce e sezione ritmica sul pezzo.
Altra versione inaspettata è E penso a te di Mogol-Battisti resa in chiave jazz e un tocco R&B. Bossa-nova, samba, jazz di grande classe ed una voce raffinata con una dizione portoghese (brasileria) invidiabile.
L’album è inciso all’Acoustic Recording Studio di New York con un classico quintetto jazz, ognuno di loro intenzionato a mettere a disposizione degli altri tutta la loro esperienza e con Paul Ricci, produttore, direttore musicale e autore degli arrangiamenti originali del progetto.
Il repertorio dell’album e gli arrangiamenti creati insieme a Paul Ricci mostrano la profonda affinità di Mafalda Minnozzi con la bossa-nova e la musica popolare brasiliana (MPB), la chanson francese, gli standard italiani, il jazz americano e con vari altri sapori della world music. Il suo è un sapiente equilibrio tra il virtuosismo e l’eclettismo del jazz con la sensibilità cosmopolita della world music. Il suo canto richiama legami ancestrali con il melodramma italiano e il cabaret francese in una miscela stilistica in cui usa la voce come una abile strumentista.
Natural Impression rappresenta un caloroso omaggio ai grandi successi della musica internazionale, speziato con i variopinti colori del latin-jazz di matrice brasiliana, autentico tratto distintivo dell’intero disco.
Resta la sua voce potente e flessibile, ricca di mille sfumature. Un lavoro elegante, di gran classe, in cui una lunga serie di classici (dal jazz alla canzone d’autore) vengono rivisitati dalla splendida voce di Mafalda Minnozzi.
Il risultato è gradevolissimo allo stesso modo in cui gli arrangiamenti e l’esecuzione sono di primissimo livello tecnico e creativo.
Mafalda Minnozzi canta in quattro lingue: portoghese, inglese, francese e italiano, a testimonianza della disarmante naturalezza con cui affronta repertori differenti con eclettismo e classe cristallina.
Tracklist:
01. ÁGUAS DE MARÇO (A.C. Jobim) 4’11”
02. COMEÇAR DE NOVO (V. Martins/ Ivan Lins) 4’52”
03. MAS QUE NADA (Jorge Ben Jor) ft. Doug Beavers 4’09”
04. USELESS LANDSCAPE (INÚTIL PAISAGEM) (A. De Oliveira / A.C. Jobim / R. Gilbert) 4’26”
05. SAMBA DE VERÃO (Marcos Valle / Paulo Sérgio Valle) 3’22”
06. NE ME QUITTE PAS (Jacques Brel) ft. Don Byron 4’24”
07. CARNIVAL (MANHÃ DE CARNAVAL) (G.D. Weiss / H.E. Peretti / L. Creatore / Luiz Bonfá) ft. Joe Locke 3’57”
08. CORAÇÃO VAGABUNDO (Caetano Veloso) ft. Michael Wolff and John Patitucci 4’16”
09. ESTATE (B. Brighetti / B. Martino) 4’20”
10. DOIS PRA LÁ, DOIS PRA CÁ (Aldir Blanc / João Bosco) 4’54”
11. E PENSO A TE (Mogol / Lucio Battisti) 4’36”
12. ESTAMOS AÍ (D. Ferreira / M. Einhorn / R. Werneck) 4’23“
13. SÓ TINHA DE SER COM VOCÊ (A. De Oliveira / A.C. Jobim) 3’46”
14. BRUMA (Bruna R. Da Fonte / Roberto Menescal) ft. Roberto Menescal 4’06
15. SAMBA DE UMA NOTA SÓ (N. Mendonça / A.C. Jobim) 2’53”
Photo © Murilo Alvesso


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