R E C E N S I O N E


Recensione di Elena Colombo

Suoni afrobeat e sfumature funk: una sonorità tutta da ballare a occhi chiusi, quella del nuovo disco degli Erin Collective, gruppo di musicisti bolognesi riunitisi in un ensemble nel marzo 2022, a partire da un’idea di Gionata Lazzari, sassofonista alto. Il nuovo disco, dal titolo Alternative Positive, costituisce il loro primo LP, e segue la pubblicazione dell’Ep Same Blood del 2023. Il disco, uscito il 7 giugno 2024 per Irma Records, contiene otto brani originali, tre dei quali strumentali, scritti da Valentino Pirino, alla chitarra, e il già menzionato Lazzari. Gli altri componenti del gruppo, che hanno contribuito ad arrangiare i brani, sono Filippo Cassani, al sax baritono, Francesco Antico, alla chitarra, Andrea Lazzari, alla tastiera, Federico Magazzeni, al basso, Giuseppe Sardina, alla batteria, e Marcello Pala, alla batteria e percussioni. Un ospite extra, a suonare le congas, strumenti musicali molto comuni nella musica afrocubana, e le percussioni, è stato Yado Aiden Uzun.

Il primo brano ha lo stesso titolo del disco: un invito a cercare una positività alternativa, accompagnati da un ritmo che suscita allegria. Non per caso, il nome stesso del collettivo rievoca la parola ÈRÍN, che in lingua Yoruba (parlata in Africa occidentale) significa sorriso, risata. È attraverso un atteggiamento di leggerezza, – la stessa che ci porta ad accennare un sorriso quando si è sereni – che si possono superare le barriere fatte di differenze culturali, le paure che portano ad erigere muri e l’odio per ciò che non è conosciuto. Infatti, tutti i brani di Alternative Positive hanno anche una valenza di tipo sociale. La musica per gli Erin Collective è uno strumento per schierarsi contro le disuguaglianze di ogni tipo. Con la musica, l’ensemble bolognese esorta ad impegnarsi per abbattere i confini e ad impegnarsi per il diritto alla pace. Come ben esprimono le parole del brano Resistance:

“They make you fighting against one another make you see your fellow man as the enemy
I say we know who be tif and who be robber
Oluwa pour fire on the enemy
I no go fight you na you be my Broder”

L’invito a non combattere con il proprio fratello non è solo presente nel testo, ma trapassa tramite il ritmo e le sonorità dei brani, tanto che, pur non capendo esattamente tutto il significato delle parole, il messaggio di positività e pacifismo è chiaro. In fondo, nonostante le differenze, abbiamo tutti “lo stesso sangue”, come ben esprime Same Blood, brano dove l’amore viene definito una forza unificante contro tutte le barriere. Qui, la voce dell’artista nigeriano Devon Miles, che canta anche in altri tre brani, si esprime in tutta la sua potenzialità.

L’ altro cantante che ha collaborato in Alternative Positive è l’artista marocchino Reda Zine, che canta in Kalam Layl: il testo è in arabo e parla del pericolo delle armi nucleari, e all’ipocrisia di chi le possiede. La notte, invece è il momento per fare esperienza dell’intensità della musica in un clima di libertà. Concludo con le parole di Macumba, che parla ancora di libertà, in questo caso quella di ballare e cantare senza nulla che distragga o interrompa il nostro “ritmo dello spirito”:

“So dance to the music – Woya
Nothing interrupting- woya
This is not a gimmick- woya
Na so we dey erupting – Woya
”

Tracklist:
01. Alternative Positive

02. Same Blood
03. Kalam Layl
04. Macumba
05. Alafia
06. Resistance
07. Microcosmo
08. Fela Chill (Kpata Kpata)


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