I N T E R V I S T A
Articolo di Haron Dini
Occhilucidi è una band formata da tre giovani musicisti: Mattia Borghi, Alessandro Giombini e Giulia Maggesi. Insieme esplorano vari stili e generi, dall’hyper pop al cantautorato, con un’importante presenza elettronica. Abbiamo incontrato i protagonisti del progetto per una chiacchierata al Dopo Festival di Kilowatt Festival di Sansepolcro (AR), all’interno della rassegna musicale organizzata da Effetto K.

Ciao ragazzi, benvenuti su Off Topic Magazine. Come nasce e quando nasce il collettivo Occhilucidi?
Il collettivo nasce a Gennaio 2023. Sostanzialmente perché, banalmente, ci stavano arrivando delle date dove suonavamo tutti e tre, e da lì è nata la voglia di metterci insieme. L’idea di collaborare c’era già da prima. All’inizio era solo un featuring, ma poi ci siamo detti: “facciamo tutto un live insieme nello stesso palco, così ci divertiamo di più”.
Come nasce questo nome così particolare del progetto?
Il nome ci ronzava un po’ in testa, e inizialmente non sembrava avere un significato ben preciso. In realtà, quando abbiamo cominciato a scrivere i pezzi, il nome acquisiva più significato; questo perché i nostri testi sono sempre un po’ tristi e improntati sul piangere. Alla fine tutti gli artisti sono un po’ depressi, no? Però noi come persone, indipendentemente, siamo molto allegri.
Ho apprezzato tantissimo il connubio tra hyper pop, l’elettronica con elementi di cantato in autotune, cantautorato e chitarra. Ditemi: è stato difficile trovare un compromesso nell’unire tutti questi generi?
In realtà no, anche perché a me (Giulia, ndr.) il suono dell’autotune piace molto, nonostante molta gente mi dica di usare la mia voce naturale però a me convince l’effetto che ha. Invece aggiungere la chitarra rende il tutto un po’, passami il termine, “più alternativo”. Ci sono dei momenti di vuoto durante le composizioni quindi la chitarra rende il tutto più corposo. La uso sempre in pulito quindi ti dà anche quel senso di attesa per poi partire con la grandezza dell’elettronica.

Come ultima domanda vi chiedo: quali sono i progetti futuri di Occhilucidi?
Allora, c’è l’alone dell’EP collaborativo ma ancora dobbiamo lavorare sull’idea e sul trovare un’impronta, perché il progetto è fresco. Noi tre per ora abbiamo date separate ma non appena ci ritroveremo in un momento di pausa cominceremo a lavorare. Anche perché questa di oggi è la data zero e bisogna dire che c’era tanta ansia. Il contesto era anche piuttosto particolare, l’esserci dei tavoli con gente che cenava ci ha un attimo scombussolati; alla fine, però, abbiamo visto tutti quanti molto coinvolti e questo non può farci altro che piacere.
Grazie ragazzi per questa piacevole chiacchierata. In bocca al lupo per il progetto.
Grazie a te, e crepi il lupo!
Photo © Kilowatt Festival




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