R E C E N S I O N E


Recensione di Alessandro Tacconi

Taca, Zaclèn!

Carlo Brighi, detto Zaclèn, secondo diverse fonti è il fondatore del genere liscio e in questo album viene proposto il suo Valzer numero 1. Che gusto e che elegante divertimento ascoltare una dopo l’altra le musiche di questo lavoro danzerino. Senza che ce ne accorgiamo le spalle iniziano a muoversi, seguite dalle piante dei piedi e dal bacino, mentre le braccia si sollevano stringendo un invisibile partner. Eccoci a volteggiare per la sala, indossando un elegante completo e stringendo una dama dall’abito vaporoso. Ci vuol poco perché i piedi inizino a strusciare sul pavimento, a “lisciarlo”, e anche se i passi non si conoscono così bene non importa, basta guardarsi intorno e imitare le coppie più esperte che sembrano volare leggiadre, così al nostro divertimento si aggiunge la contemplazione della loro grazia. Non abbiamo velleità da gran ballerini ma solo il desiderio di un divertimento genuino. E allora…

Attacca, Zaclèn!


La casa discografica Egea produce, a trent’anni dalla prima, una seconda serata dedicata al ballo liscio con un’orchestra di tutto rispetto: Riccardo Tesi organetto, Claudio Carboni sax soprano, sax alto e flauto, Massimo Tagliata pianoforte e fisarmonica, Maurizio Geri chitarre e voce, Nico Gori clarinetto, Roberto Bartoli contrabbasso, Gianluca Nanni batteria e percussioni, Quartetto Alborada con Anton Berovski violino I, Sonia Peana violino II, Nico Ciricugno viola, Piero Salvatori violoncello, Tosca voce (Romagna mia e Cielo Azzurro), Paolo Fresu tromba (Laguna addormentata), Francesco Savoretti percussioni (Verdeluna e Laguna addormentata), Fabio Galliani ocarine (Quadriglia 2 e Valzer di mezzanotte).
Che cosa ci propone il programma di questo prestigioso gruppo di musicisti? Alcune perle del repertorio del genere liscio rivisitate per l’occasione in maniera mirabile: da
Romagna Mia a Gramadora, da Scabrosa a Verde Luna, da Laguna Addormentata a Valzer Di Mezzanotte… per chiudere con un brano originale di Riccardo Tesi e Claudio Carboni, Quadriglia 2, che riecheggia di pub irlandesi.
Eh sì, con questa musica si va molto lontano!

Il liscio e la balera. Il liscio e le sagre paesane. Il liscio con un unico musicista, il tastierone elettronico e terribili basi. O nel più fortunato dei casi: un’orchestra con musicisti dai gilet multicolore tutti uguali e una cantante dai capelli cotonati anni Ottanta. Questo l’immaginario legato al genere e infatti il labbro s’alza a contenere un sorrisetto canzonatorio. E invece no! Il liscio ha origini tutt’altro che popolane perché vanta tradizioni colte: fine Ottocento, scuola viennese di Johann Strauss (quello del concertone del primo dell’anno? Già proprio lui!) dove si compongono e ballano valzer, polke e mazurke che hanno sostituito minuetti e danze di corte. Il brano Scabrosa, ad esempio, riecheggia certe atmosfere mitteleuropee con virtuosismi di pianoforte e sassofono che si inseguono giocosamente. Un certo gusto per l’esotismo orientaleggiante, tipico della cultura tardo romantica, lo si ritrova nell’incipit di Verde luna, cantata da Maurizio Geri. Delicata, invece, la melodia del Valzer di mezzanotte connotata dal suono delle ocarine di Fabio Galliani. Piccoli ritratti che ci dicono di una composta sapienza compositiva.
Il liscio prende piede come musica da ballo di coppia in contrapposizione ai balli collettivi che si era soliti fare all’epoca, dove il contatto fisico, almeno nelle occasioni ufficiali, doveva essere ridotto al minimo.


-Ma io li ho visti?
-Chi?
-Quelli che ballano tutti in fila e fanno gli stessi movimenti.
-È vero, accade che danzino tutti insieme, ma a Vienna non era così frequente nella seconda metà dell’Ottocento.
-Nei film li ho visti che ballano in coppia.
-Sì, nei film  si vede dove tutto ha inizio.

Dagli ambienti borghesi e urbani questa musica discende in quelli rurali e proletari, dove la voglia di svago è necessaria a controbilanciare una quotidianità spesso frustrante ed estremamente faticosa. Nel nostro paese prendono vita tante tradizioni di liscio: da quello romagnolo alla Filuzzi di Bologna, dalla scuola ambrosiana a quella tirolese, da quella calabrese a quella toscana… È tutto un volteggiare sulle piste da ballo di tutta Italia, seguendo ad esempio il ritmo ironico de Il singhiozzo-L’ubriacona oppure quello spagnoleggiante di Espana Cani.

Una musica dalle molte anime rappresentate con grande maestria da questa singolare orchestra capeggiata da Riccardo Tesi e Claudio Carboni.
Pronti per il prossimo ballo?     

Tracklist:
01. Romagna Mia (Secondo Casadei)
02. Chimere (Carlo Venturi)
03. A Gramadora (Domenico Martuzzi – Aldo Spallicci)
04. Scabrosa (Antonio Frazzi)
05. Laguna Addormentata (Eric Coates)
06. Il Singhiozzo (Germano Montefiori) – L’ubriacona (Tiberio Marani)
07. Valzer Di Mezzanotte (Frank Amodio)
08. Verde Luna (Vicente Gomez)
09. Primavera (Germano Montefiori) – Federico (Germano Montefiori)
10. Cielo Azzurro (Joe Rixner)
11. Espana Cani (Pascual Marquina Narro)
12. Autunno (Mauro Lenzi)
13. Mazurka Lomax (Tradizionale Appennino Bolognese)
14. Valzer Numero 1 (Carlo Brighi)
15. Quadriglia 2 (Riccardo Tesi/Claudio Carboni)

Foto © 1 Daniele Franchi

One response to “Riccardo Tesi Claudio Carboni – Un Ballo Liscio vol. 2 (Egea Records, 2024)”

  1. Avatar Riccardo Talamazzi
    Riccardo Talamazzi

    Bellissimo album e altrettanto bella la recensione!

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