I N T E R V I S T A
Articolo di Haron Dini
Un’incursione nelle canzoni e composizioni di Druga, tratte da La Carne, concept album uscito nel 2022, che evoca il prog cantautorale anni ’70. Sul palco, il cantante e chitarrista Andrea “Druga” Franchi (collaboratore di Paolo Benvegnù) e il batterista Andrea Melani. Lo abbiamo incontrato al Kilowatt Festival durante la rassegna organizzata da Effetto K.
Ciao Druga, come stai?
Bene bene, grazie.
Come ti è sembrato il Festival?
Per ora ho visto poco del festival, anche prima del concerto non ho avuto modo di assistere agli spettacoli teatrali però mi sembra tutto quanto ben allestito e organizzato. Per quanto riguarda il mio concerto invece, è andato benissimo, non abbiamo avuto nessun intoppo.
Come prima domanda ti chiederei: Come e quando nasce Druga?
Il progetto nasce a seguito dei miei primi tre album (Lei o contro di lei 2012, Il topo 2013 e Tanz! 2015) con il nome di cantautore Andrea Franchi; dopo un po’ di tempo ho deciso di cambiare rotta, ho voluto cambiare identità, anche perché Druga lo trovo un progetto più ampio, di conseguenza con il tempo ho trovato molti collaboratori fra i quali: Paolo Benvegnù, Samuele Bertoldi e Donald Renda, che attualmente è il batterista di Vasco Rossi. Ad un brano ha anche partecipato mio figlio, Francesco. La Carne è un disco che passa dalla materia allo Spirito, ad un qualcosa di più sottile ed interiore. Questo concerto, dal nome Atomos è un qualcosa che ci porta avanti, l’ho chiamato in questo modo perché il suono e le vibrazioni che ci avvolgono sono un viaggio verso l’ignoto, verso quel qualcosa che non conosciamo. In futuro spero di continuare questo percorso perché voglio comprendere bene questo mondo sonoro.
Durante la performance ho notato che tutti quanti avete un approccio molto jazzistico…
Non hai sbagliato, perché i miei due collaboratori, Andrea Melani e Marco De Cotis, provengono da ambienti jazz, di conseguenza questo vuol dire anche da parte mia lasciare libero spazio alle loro idee e interpretazioni. Qui ognuno mette veramente del suo.
Cosa è cambiato dall’Andrea che collaborava con Paolo Benvegnù all’Andrea di adesso? Sono passati un bel po’ di anni…
È una domanda molto ampia, ci sarebbero tantissime cose di cui parlare. Ti posso dire, però, che io sono rimasto fondamentalmente lo stesso, quello che mi porta ancora a scrivere, fare musica e collaborare con gli altri, è sostanzialmente la ricerca profonda. Fare un album è davvero tanto difficile, il cambiamento va molto verso un approccio di ricerca; ultimamente, se devo dire la verità, trovo tanta difficoltà, vedo che qualcosa tra di noi si è disgregato, purtroppo il percorso di ognuno ci ha portato a fare così.

Sicuramente è cambiato anche l’approccio di fare musica, a differenza di come era negli anni ’90, oggi viviamo in un mondo molto più veloce, la musica ce l’hai sempre a portata di mano. Prima non era così.
Guarda, il mio commento può essere solo negativo: il dispositivo rimane dispositivo, un televisore rimane un televisore, come diceva Pasolini. Non è la realtà, ma è un qualcosa che esula dalla realtà. Credo che non siamo ancora pronti a questo tipo di informazioni, anche perché l’uso del telefono crea dipendenza, ed è tutto troppo veloce. Se una persona vuole veramente ascoltare si deve mettere lì e ascoltare. Come leggere un libro. Sennò assimiliamo tante cose così velocemente che è quasi da fast food.
Mi fa piacere parlare con te di questo argomento perché, con i vari artisti, faccio una sterzata verso questo tema per capire le visioni di ognuno.
E cosa dicono gli altri?
Ci sono vari dibattiti, uno di questi mezzi può essere Spotify, che tramite l’algoritmo sarebbe in grado di agevolare o meno le ricerche. Anche se io rimango dell’idea che la musica viene ascoltata più per intrattenimento che come vera arte.
Anzi ti dirò di più, secondo me se ne sente anche troppa di musica. Ora entri in un luogo e c’è la musica sparata. Come diceva Battiato: La musica è una cosa sacra e va ascoltata nel momento opportuno. Siamo invasi dal rumore. Siamo invasi dal rumore delle industrie e delle città. Sì, anche quello è suono ma è disturbante a livello psicologico e fisico. Per non parlare dell’omologazione del suono. Noi invece questa sera abbiamo suonato come 50/60 anni fa, in trio e con una verità.
Come ultima domanda ti chiedo: quali saranno i prossimi appuntamenti e progetti di Druga?
Il prossimo anno uscirà un mio album ambient strumentale di 97 minuti in 432 Hz e può essere usato anche in ambito olistico. Invece, per quanto riguarda i concerti, sarò a Siena; poi, in collaborazione con Altini Cose, che è una agenzia, stiamo programmando la scaletta dei concerti fino a Dicembre.
Grazie Andrea per questa chiacchierata.
Grazie a te e ad Off Topic, a presto!

Photo © Elisa Nocentini e Kilowatt Festival




![Sonia Spinello con Sonia Candellone – Time don’t move [anteprima video + intervista]](https://offtopicmagazine.net/wp-content/uploads/2026/04/Spinello_Candellone_ETEREA-©Riccardo-Botta.jpg)

Rispondi