I N T E R V I S T A


Articolo di Alessandro Tacconi

Al termine di un concerto davvero intenso e divertente, che ha fatto ballare il pubblico, abbiamo il piacere di parlare con Camilla Barbarito del suo ultimo album Cargo Sentimento Popolare d’Assalto, il terzo con la casa discografica Felmay.
A differenza dei due precedenti che vedevano un gran numero di ospiti e musicisti, in questo l’ensemble è composto solamente dalla cantante e percussionista, dai chitarristi Fabio Marconi e Alberto N.A. Turra, e dal batterista Stefano Grasso.
L’aspetto che emerge dalla dimensione live è innanzitutto l’affiatamento, l’inventiva e la potenza sonora del gruppo. La cantante e performer, con un passato anche di attrice nel teatro sperimentale, regala a ogni brano un tocco e un’interpretazione impressionanti. L’interplay tra i due chitarristi è sorprendente ed elettrizzante: tanto può risultare delicato l’uno quanto energico l’altro e viceversa. E che dire della sezione ritmica: la batteria non è più solo lo strumento che segna il tempo, ma suona come uno strumento in tutto e per tutto assai espressivo.

Si legge sul booklet: “Cargo sentimento popolare d’assalto è il fortunato incontro di quattro musicisti sognatori che hanno incrociato le rotte per guardare al meticciato del domani, con uno sguardo deferente alle culture di matrice popolare e tradizionale, ciascuno con il proprio bagaglio di ricerca e sperimentazione in disparati ambiti musicali ed espressivi”.
Altro dettaglio assai apprezzabile sono le note scritte da Barbarito riguardo i brani scelti: dalla provenienza geografica alla loro composizione. Queste permettono all’ascoltatore curioso di seguirne i fili rossi, perdendosi in ulteriori scoperte musicali.

Cargo sentimento popolare d’assalto è un progetto che spinge sull’acceleratore dell’impegno politico grazie a una scelta di canzoni che spaziano geograficamente dalla Spagna all’Albania al Mali, dal Portogallo alla Francia, dal Lazio all’Ungheria a…
È un album che valica di continuo i confini, che racconta di ladri e sfruttati, di intellettuali come Pasolini e operai annichiliti dal lavoro in fabbrica.
Camilla Barbarito sceglie di cantare la complessità dell’essere umano, le mille contraddizioni che lo abitano e lo formano, rinunciando a qualsiasi giudizio morale. Lo fa scegliendo brani che mettono alla prova le sue doti canore e le permettono di approcciare di volta in volta differenti tecniche di canto tradizionale. Per supportare un simile impegno, l’inventiva dei musicisti scelti è fondamentale. E tutto ciò si sente sul disco come nella dimensione del concerto. 

E allora salutiamo Camilla Barbarito e l’uscita di questo prezioso album con l’augurio di percorrere ancora tanta strada e di fare altri incontri stimolanti per un prossimo lavoro, sia dal vivo che in studio.

Tracklist:
Medley intro
01. Besa Shqiptare – Zef Beka, Camilla Barbarito – 2:00
02. Basavaievatanam – Bollsamad Andalibi – 4:30
03. Si ’na goccia – Enzo del Re – 2:35

Medley afro balkan
04. Amandiath – Khaira Arby – 4:50
05. Keckes – Tradizionale ungherese – Ungheria – 1:55
06. Tutti frutti – Tradizionale Rom – Romania – 2:00
07. A Megfogom Az Ordogod – Sidoo Attila – Ungheria 2:25
08. Duj Duj -Tradizionale Rom – Repubblica Ceca – 1:26

09. Lamento per la morte di Pasolini – Giovanna Marini 5:21
10. Ai Solidom – Tradizionale portoghese – Portogallo 4:53
11. Historia de Juan Castillo – Los Chichos – 3:28
12. Dema Dae Mol Te Peau – Trad. Rom Romania – 5:14
13. Le rififi – Michel Philippe-Gerard/Jacques Larue – 6:00
14. Accusato di tradimento – tradizionale romano – 2:46
15. Medley del padronato – 4.28

Photo © Laila Pozzo

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