R E C E N S I O N E
Recensione di Aldo Pedron
No Jazz è il nuovo album omaggio a Natalino Otto, tributo al re dello swing italiano in occasione del 55° anniversario dalla sua scomparsa (4 Ottobre 1969 a Milano) e dei 100 anni compiuti dalla radio italiana. Una nuova e sentita operazione discografica a cura del Fidanza Jazz Combo, una rispettosa tela musicale creata da questo combo abruzzese. Una mini-orchestra con Fabio Fidanza (voce, chitarra e fiati vocali) e Dario Di Giammartino (batteria e cori) stregata dalla contaminazione tra la musica italiana e lo swing americano. Il progetto è stato autorizzato e caldeggiato da Silvia Codognotto Sandon (figlia di Natalino Otto e Flò Sandon).
Per saperne di più dovete conoscere la storia di Natale Codognotto (nato il 24 dicembre 1912 a Cogoleto in provincia di Genova) che nel 1932, a soli vent’anni, si imbarcò sul transatlantico Conte di Savoia come assistente del batterista di bordo nella rotta tra Genova e New York, attraversando l’Oceano Atlantico per ben 34 volte in un continuo e swingante scambio culturale, giorno dopo giorno alimentato dalla sua curiosità. Sbarcato definitivamente a Genova nel 1935, portò da noi il germe dello Swing continuando a suonare come batterista e, grazie ad un’assorbita esperienza, iniziò a cantare. Nel 1937 ebbe il primo incontro con Gorni Kramer, in quegli anni la personalità più attiva del Jazz italiano, che contribuì al debutto ufficiale di Natalino Otto con la prima incisione: Biriei, scritta dallo stesso Natalino.

Iniziò ben presto un percorso ad ostacoli proprio in quelli che erano anni di fermento e grandi evoluzioni per la canzone italiana. Un periodo arduo quello in cui andavano per la maggiore qui in Italia Natalino Otto, il Trio Lescano, Alberto Rabagliati o le orchestre come Gorni Kramer e Pippo Barzizza (con cui lavorava e incideva spesso Natalino Otto) dato che dal 1941 al 1945 la musica Swing e il Jazz nel nostro Paese venne censurata in tutti i modi dalle imposizioni all’EIAR, l’Ente Radiofonico di Stato, che non permetteva l’emissione di canzoni di derivazione americana, definendola “barbara anti-musica negra”.
Lo swing proposto da Natalino Otto, dal ritmo sincopato, era un eccellente antidoto per i tempi bui, elisir per celebrare la libertà di pensiero, di scrittura e di canto.
Natalino Otto non smise mai di incidere e di cantare e solo quando l’EIAR divenne RAI, alla fine del 1944 fu spesso invitato per concerti e trasmissioni radiofoniche. Con la fine della guerra arrivò finalmente anche l’attenzione di giornali e riviste e nel 1949 venne ufficialmente scritturato dalla RAI per poi proseguire la sua brillante carriera di cantante, autore ed editore, grande e poliedrico artista italiano.
Fabio Fidanza a proposito del nuovo album dichiara: «ad un certo punto mi chiesi chi fossero i nostri Frank Sinatra, Count Basie, Duke Ellington, Nat King Cole. E la ricerca mi portò a scoprire Natalino Otto, Gorni Kramer, Pippo Barzizza e gli altri pionieri dello swing».
Il repertorio di Natalino Otto, un cantante molto prolifico, è vastissimo (circa 2.000 brani). In questo disco si alternano brani ormai parte della cultura popolare italiana, come Op Op Trotta Cavallino, Mamma Voglio Anch’io la Fidanzata, Ho un Sassolino nella Scarpa ed opere meno note, come Benvenuto Mister Swing (bellissima versione con il giusto ritmo sincopato) o Perdoni Signor Bach, che sono autentiche perle di Swing nostrano. Non mancano brani che portano la firma di Natalino Otto come Che Ritmo, senti che ritmo (pubblicata a 78 giri dalla Fonit nel 1944)oppure Non ti posso Dar Che Baci.
Assai spensierate Birimbo Birambo (incisa a 78 giri su Elektroton nel 1943) o la celeberrima Ba Ba Baciami Piccina(…sulla bo bo bocca) e Signorina, se permetto l’accompagno, musica di Natalino Otto e parole di Ottavio De Santis (78 giri del 1946) con il complesso dei Gentlemen.
La conclusiva La più Bella Del Mondo è un brano musicale italiano del 1956, scritto e interpretato da Marino Marini, il più gran successo del cantautore; tuttavia, la maggior parte delle vendite fu ottenuta dalla versione di Don Marino Barreto Junior che superò le 100.000 copie. Nel 1981 pubblicò un album raccolta omonimo (Durium, LdA 6058). È una canzone d’amore nella fase culminante, dove l’amore è estatico, fuori dei propri sensi. Natalino Otto la incise in un suo album nel 1957.
No Jazz è un disco piacevolissimo, suonato in duo e in diretta, nello spirito dell’epoca, giocando con i suoni della voce che imita i fiati, a creare l’impasto di una piccolissima orchestra.
Tracklist:
- No Jazz
- Op Op Trotta Cavallino
- Suonatemi un Blues
- Hey! Ba-Ba-Re-Bop
- Birimbo Birambo
- Benvenuto Mister Swing
- Mamma voglio anch’io la Fidanzata
- Ho un sassolino nella scarpa
- Non ti posso dar che baci
- Che ritmo, senti che ritmo
- Signorina, se permetto l’accompagno
- Perdoni Signor Bach
- Ba Ba Baciami Piccina
- Un Bacio a Mezzanotte
- La più bella del mondo






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