R E C E N S I O N E
Recensione di Aldo Pedron
Richard Meyer è uno dei più attivi e apprezzati artisti del Greenwhich Village di New York, soprattutto negli anni ’80 e ’90. Folk singer, cantautore, pittore, scultore, scenografo, bibliotecario, archivista nato nel 1952. Dopo essere stato quattro anni a Los Angeles ritorna a New York. Coinvolto nel cosiddetto Songwriters Exchange i cui membri erano indirizzati a scrivere una canzone alla settimana, una sorta di laboratorio settimanale. Uno dei leader nella cooperativa del Village dove scrittura, sprona e propone i vari musicisti che si esibiscono allo SpeakEasy. Editore della rivista Fast Folk Musical Magazine (1986-1997). Scrive e recensisce per diverse riviste, tra cui AllMusic. Uno dei membri chiave della scena del Greenwhich Village a partire dal 1982. Richard Meyer è anche un socio, amico e partner di Jack Hardy. Editore della rivista Fast Folk pubblica 105 numeri e compilation con oltre 2.000 canzoni di più di 600 artisti/autori tra cui Suzanne Vega, Tracy Chapman, Dave Van Ronk, Lyle Lovett, Tom Intondi, David Massengill, Shawn Colvin, Steve Forbert, John Gorka, Jack Hardy, Lucy Kaplansky, Rod MacDonald.

Una discografia essenziale la sua con sei album, tutti di valore: The January Cold (1984), Laughing / Scared (Old Forge Records, LP, 1987), The Good Life! (Shanachie, CD, 1992), A Letter From The Open Sky (Shanachie, CD, 1994), First Aid For The Choking Victime il doppio CDStrange Generosity / Bitter Moon(Old Forge Records, 2001). Nel 2002 con Jack Hardy e Jeff Place ha prodotto un doppio CD per la Smithsonian Folkways intitolato Fast Folk: A Community Of Singers And Songwritersper un totale di 36 canzoni e altrettanti cantautori / artisti di spessore. Una sua apparizione e testimonianza la si trova anche in un video Richard Meyer At Cabin Concerts un’ora di un house concert a Wayne nel New Jersey del 10 marzo 1996. Dall’estate del 2008 il morbo di Parkinson che lo colpisce gli rende la vita quasi impossibile e passa i suoi ultimi anni in una casa di cura nell’area di New York. È deceduto a soli 59 anni il 14 maggio del 2012.
Viene ora pubblicato dalla New Shot Records di Renato Bottani e Marco Melzi, il cui catalogo ora spazia nel proporre e documentare il meglio del cantautorato mondiale, Bitter Moon, una preziosa testimonianza di questo sfortunato ma eccelso folksinger americano. Bitter Moon è l’album mai realizzato inciso nel 1999 ai World Studio di New York, tredici canzoni, oserei dire inedite. Con Richard Meyer (voce, chitarra) ci sono ad accompagnarlo grandi musicisti tra cui Seth Farber (già con Odetta, Mink De Ville, Alejandro Escovedo, John Prine, Lucinda Williams) all’hammond B3, Mark Dann (basso acustico e basso Fretless, mixaggio, chitarra acustica e elettrica, percussioni), Lisa Gutkin (violino), Richard Julian (chitarra acustica e elettrica), Steve Holly alla batteria, Howie Wyeth (batteria) e Andrew Hardin alla chitarra elettrica in Wood Hollow Road.
Richard Meyer con canzoni come Jealousy Burns, Guilty Pleasures, Parasol, Strange Generosity, dimostra di essere un grande cantastorie, un menestrello di grande sensibilità, con narrazioni musicali precise, riflessive ma ancora pungenti e attuali al giorno d’oggi.

Tracklist:
- Jealousy Burns
- Bitter Moon
- The Driver
- Parasol
- Guilty Pleasures
- The Hill
- Previous Girl
- Wood Hollow Road
- Hi Hat
- Fool’s Last Mile
- Strange Generosity
- Love Was Sweet Hay Is Waving





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