I N T E R V I S T A

Intervista di Nadia Cornetti

È uscito lo scorso luglio per l’etichetta Music Force Webinar, l’ultimo disco del duo Mobili Trignani, al secolo Fabrizio Trignani e Nicola Modesti: i due ragazzi di Arsita sono giunti al quarto lavoro in studio, e in questi anni hanno intrapreso un’intensissima attività live, con tour che hanno toccato ogni parte della penisola; con il loro terzo album, PopArticolare, sono arrivati tra i finalisti di Musicultura 2023 e si sono esibiti presso il Tenco Ascolta. Abbiamo rivolto loro qualche domanda su Webinar, e ci siamo fatti raccontare qualche aneddoto sul loro intenso percorso musicale.

Ciao ragazzi e complimenti per il vostro quarto disco, l’ho trovato pieno di identità e ho percepito molta “coscienza di sé”: musicalmente vi sentite “arrivati” o pensate che il vostro sound potrebbe subire una virata?
Il nostro sound, come la nostra scrittura, va sempre a braccetto con la nostra crescita personale! Partiamo sempre da necessità personali nella creazione della musica, una riflessione su noi stessi, su chi ci circonda e cosa fa da contesto alle nostre vite. Il sound di Webinar è la fotografia più nitida possibile che siamo riusciti a scattare delle nostre vite, come musicisti e come abitanti di questo mondo provinciale e anche più ampiamente personale. Nulla ci vieta di virare altrove o andare a scoprire dove ci può portare il nostro PopArticolare.

Quali sono gli artisti che vi hanno maggiormente ispirato musicalmente e a livello testuale? Con qualcuno di questi vi è già capitato di lavorare, magari aprendo un loro live?
Musicalmente ci sono i Beatles, Rino Gaetano, qualche sprazzo di prog e canzoni di cantautori più altisonanti. Tutti molto “in alto” per poterci collaborare, o datati per aver avuto modo di aprirne un concerto. Poi ci sono il Duo Bucolico, Colapesce e Dimartino, i Nomadi, i Red Hot Chili Peppers, con cui abbiamo avuto modo di suonare (spesso per ora solo col Duo Bucolico!). Per la scrittura ci hanno ispirati i fatti della nostra vita quotidiana, poeti del nostro territorio (es. Manuel Di Mattia…), Pasolini, Flaiano, Carmine Valentino Mosesso, fino anche a Gino Bucci (aka L’abruzzese fuori sede). Il primo e gli ultimi due hanno parte attiva nel disco.

Ascoltando Webinar ho sentito molti “pezzi di vita”, raccontati con ironia a volte, ma anche molta credibilità e candore: per esempio, in Comete dite “quello che canta ne ha passate di cotte e di crude, ma non esclude minestre riscaldate”, o ancora, in Fragile cantate “dopo aver visto l’ennesimo squalo intento a nutrirsi con i tuoi sogni…”. Possiamo considerare il vostro ultimo disco come una sorta di terapia, immagino, anche osservando l’inequivocabile copertina: è corretto?
La musica può fungere da terapia, da cura, finanche un digestivo e lo è nel momento in cui ci serve per digerire le cose che la vita ci fa vivere, quello che ci rimane sullo stomaco!  In Webinar abbiamo condensato la nostra terapia personale e collettiva, provando a rimanere il più possibile fedeli a noi stessi. Se poi risuona (anche per una sola nota…) con tanta gente è sempre meraviglioso e soddisfacente…

Avete da sempre avuto l’aspirazione a lavorare nell’ambito musicale? Ci raccontate come si è concretizzata? Avete iniziato anche voi realmente con le cover come raccontate proprio nella divertentissima traccia “Cover”?
Abbiamo iniziato come chiunque su questa terra, con le cover, le canzoni degli artisti che ci piacciono di più. Una volta comprese le cose che ci piacevano nella Musica, abbiamo iniziato ad imitarle e dar loro il nostro volto e la nostra voce. In ogni brano c’è anche una fusione di tutte le influenze musicali, perciò dobbiamo molto anche alle cover, per quanto preferiamo di gran lunga suonare ciò che abbiamo da dire.

Sappiamo che il nome del vostro progetto è legato all’attività di famiglia di Fabrizio (e non solo, il primo singolo di Webinar si chiama Compra Mobili Trignani, senza mezzi termini, oltre ai vostri primi tour): questo ha aiutato a livello pubblicitario l’attività? Avete voglia di svelarci qualche aneddoto legato a questo aspetto?
I consigli per gli acquisti che sanno più di “lista della spesa” contenuti in Compra Mobili Trignani ci servivano come incentivo all’ascoltatore nell’iniziare il viaggio di Webinar, che dura più o meno un viaggio dal nostro sperduto paesino (Arsita – TE) al “mondo esterno”, una quarantina di minuti. Un modo come un altro per avvicinarsi alle anime affini che possono dare adito alle nostre illusioni e creazioni. Non può fungere da reclame per il negozio di Mobili perché a Fabrizio (Trignani) è rimasta solo l’insegna, e volendo proseguire l’attività di famiglia l’ha voluta mantenere viva in un altro campo artistico ed artigianale.

In che cosa questo vostro nuovo lavoro, “Webinar”, si caratterizza e si differenzia dai vostri lavori precedenti?
Parliamo comunque di un altro album PopArticolare, sempre autoprodotto e anch’esso pubblicato da Music Force come Webinar, con tutti i pro e i contro di questa indipendenza e libertà. C’è comunque un approccio più maturo in ogni fase creativa, questo perché lo diventiamo noi col tempo che passa e nuove consapevolezze che arrivano. Ci sono canzoni scritte in tandem, prodotte insieme, nate e/o quasi totalmente dopo il precedente disco. Nel lavoro siamo diventati più sensibili, cercando al massimo la totale sincerità e immersione nelle canzoni. Siamo cresciuti e lo sono anche i Mobili Trignani…

Come vi suddividete il lavoro nella composizione dei brani, e qual è l’aspetto – dalla nascita del brano all’incisione – che vi stimola di più?
Nicola, pardon, Paul Braneagade si occupa della produzione, del mix della finalizzazione per i vari supporti con cui ascoltare i nostri brani, poi ci sono Fabrizio e Nicola che scrivono i testi, registrano le parti negli arrangiamenti, discutono e si scambiano di ruolo in base alle canzoni, alla voce, ai testi, ai cori, alle chitarre, bassi, batterie e synth vari… Fabrizio sembra amare di più la parte della stesura dei testi, a Nicola piace far compagnia a Paul Braneagade nel reparto produttivo.

Nei vostri brani l’ironia e l’aspetto scanzonato sono decisamente molto presenti: per voi questo aspetto vira più verso il desiderio di realizzare musica scanzonata e ludica, oppure è più una “velatura” per rendere meno pesanti messaggi più profondi che desiderate trasmettere in musica?
Ci piace inserire contenuti nei nostri brani, dipende dai giorni. Essendo tutte le canzoni provenienti da un bisogno espressivo e terapico, può succedere a volte di nascondere bene i temi che potrebbero incupirci, altre volte riusciamo beatamente ad aggirare i veli e parlare chiaramente e senza fronzoli, rischiando anche di venire interpretati in maniera diversa dal messaggio che intendevamo trasmettere con la canzone.

Grazie!
Grazie a voi! Comprate Mobili Trignani!


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