R E C E N S I O N E


Recensione di Alessandro Tacconi

In che modo ha luogo una rivoluzione? Una che contenga le parole umanità e rispetto? Creatività e utopia? Ovvio, si tratta della rivolta di chi impugna le armi dell’arte: un sax, una macchina da scrivere o fotografica, una bottiglia di birra (anzi migliaia!), la propria voce o un paio di piedi nudi pieni di calli e vesciche. Rivoluzionari come Fela Kuti, the father of afrobeat, Pina Bausch, Sebastião Salgado, Dino Buzzati, Charles Bukowski e David Sylvian.
Il nuovo album di Elisabetta Antonini e Alessandro Contini, (R)Evolution, riflette, ragiona e suona intorno al concetto di cambiamento, grazie alle mille sfaccettate dell’arte e dei suoi interpreti. Oggi qui compaiono questi sei, ma chi quanti altri potrebbero stare qui dentro. Tante le ispirazioni e le visioni del mondo create dagli artisti di cui si canta e suona nel CD. Intanto questo nuovo lavoro è frutto dell’unione professionale e umana di Elisabetta Antonini e Alessandro Contini. Che la loro riflessione abbia tratto spunto e ispirazione da esseri umani in apparenza tanto distanti è l’aspetto più intrigante di (R)Evolution.

Come è possibile coniugare il nichilismo alcolista di un Bukowski con la concezione “rivoluzionaria” della danza della Bausch? Come possono stare le immagini spesso crude, così tremendamente concrete, di Salgado accanto al mondo letterario di uno scrittore immaginifico e surreale come Buzzati? Se è arte, e questo album lo è, allora è in grado di assimilare visioni anche molto distanti che si producono nell’anima umana.
Musica e voci portano lontano, si strutturano in raffinate architetture. Gli spazi vengono dilatati grazie all’impiego, sempre estremamente misurato, di synth ed effetti elettronici. Ogni brano produce un particolare stato dell’anima, che guarda alla possibilità di un cambiamento profondo (forse radicale).
È un album tracciato vocalmente dall’esempio di David Sylvian, di cui viene proposta una rilettura di Nostalgia dall’album Brilliant Trees del 1984. In questo caso, l’introduzione dei nostri si sviluppa sul contrappunto delle voci, cui segue l’interpretazione piuttosto fedele all’originale della voce di Alessandro Contini. Alla tromba vi era all’epoca Kenny Wheeler, qui e in altri brani vi è un altro gigante del calibro di Nils Petter Molvaer. Da decenni questo musicista utilizza l’elettronica per ampliare le possibilità espressive del proprio strumento. In diversi episodi di (R)Evolution, ci ha ricordato un altro dei pionieri della musica elettronica applicata proprio alla tromba: Jon Hassel (che peraltro collaborò all’album appena citato di Sylvian! Ah, i fili rossi che vanno, vengono e si intrecciano, individuarne qualcuno, vedere dopo ci portano, che soddisfazione impagabile).
Dicevamo, vocalmente debitori al cantante britannico: misurati, poetici e sperimentali al contempo. Non si eccede in virtuosismi tecnici, preferendo il pathos e la creazione di una precisa atmosfera, che faccia da specchio a quanto afferma il testo.
È il caso, ad esempio, di Paradox. Il brano è la composizione per progressive successioni di parole che compongono la frase, alla fine piuttosto ironica: “I am not afraid of not being afraid”. Questo, peraltro, è l’unico testo composto dalla coppia, tutti gli altri, a parte Nostalgia, sono stati scritti da Micheal Rosen. Saremmo ingenerosi se non citassimo gli altri due preziosi collaboratori di questo album: Michele Rabbia alla batteria e Alessandro Gwis al piano. Entrambi utilizzano anche gli effetti elettronici, arricchendo e implementando le possibilità espressive dei propri strumenti.

Lo ripetiamo, (R)Evolution è talmente misurato e cesellato, che ogni elemento trova il proprio posto senza fatica apparente. Eppure, una volta terminato il terzo ascolto dell’album, ci si rende conto di quanto sia stato calibrato ogni elemento al millesimo, nonostante vi siano anche parti improvvisate. Evoluzione costante per promuovere una rivoluzione che non sia dirompente, ma profonda e permanente. Album oltre-confine: oltre il jazz, oltre il pop, oltre l’ambient, oltre la musica elettronica.  

Tracklist:
01. Genesi (2.33)
02. Suite for Pina Bausch (6.12)
03. For Fela (6.57)
04. Sebastiao (7.05)
05. Bluebird (5.33)
06. Paradox (2.25)
07. Damned Old Moon (6.33)
08. I Now Recall (6.37)
09. Nostalgia (6.48)

Photo © Paolo Soriani Sorianasky 

One response to “Elisabetta Antonini e Alessandro Contini – (R)Evolution (MusicVox, 2024)”

  1. […] scrive l’album di Elisabetta Antonini e Alessandro Contini (R)Evolution, di cui abbiamo parlato qui qualche tempo fa. L’assonanza tra questi due lavori riguarda in primis la scelta della qualità […]

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