R E C E N S I O N E


Recensione di Elena Colombo

Talk Is Cheap è il nome della band, ma anche del loro disco d’esordio: un EP fatto di sette brani, tra loro piuttosto diversi, che spaziano dalle atmosfere dreamy del post-punk ai riff del jangle pop. Il tutto accompagnato da un certo romanticismo decadente. Il disco d’esordio della band pugliese è uscito l’11 Ottobre 2024, pubblicato e distribuito dalla label indipendente Ciqala Records. Talk Is Cheap è disponibile in streaming, digital download e in formato fisico, sotto forma di musicassette in tiratura limitata.

«Le sette canzoni del nostro omonimo EP tracciano una linea temporale del nostro percorso musicale» spiegano i Talk Is Cheap. «Alcuni pezzi presenti sono nati durante la pandemia in totale solitudine, altri invece in periodi più spensierati e di estrema socialità. Eterogenea, strumentale ma fortemente pop, così amiamo definire la nostra musica, adorna di testi romantici ed autolesionisti che ben rappresentano la difficoltà della nostra generazione nel trovare fissa dimora per i sentimenti».

Il disco comincia con Silhouette, un brano dove la parte strumentale ha una certa rilevanza, ma non per questo oscura il testo, che è un brano romantico e nostalgico. Le parole giocano sull’illusione e l’immaginazione della figura – la silhouette, appunto – di qualcuno che non è presente: «If I focus I create your silhouette / Though is dusty in the dark / I just run to reach out for you / Then I realize it is all a game of lights». Segue Lady Smith, che mi ha incuriosito per il titolo: si parla di una lady, non di una semplice girl, accompagnata da Smith, uno dei cognomi più comuni nei paesi anglofoni. Sarà stato per quel lady, che dà alla donna a cui è dedicato il brano un tocco di maturità, ma a me è venuta subito in mente Mrs. Robinson di Simon & Garfunkel, un brano dai toni allegri le cui lyrics celano l’infatuazione di un ragazzo per una donna adulta. Stains è il singolo che ha anticipato l’uscita dell’EP. Le vibes di questo brano mi ricordano una persona in viaggio: chiudendo gli occhi e ascoltando la musica, immagino il paesaggio che scorre dal finestrino di un treno. In questo brano c’è anche una voce femminile a fare i cori: Francesca Cuoccio, che è anche la bassista. La voce principale rimane quella di Aldo De Cillis, che suona pure la chitarra. Alla batteria, Tommi Sgarangella, mentre Flavio Diaferia suona talvolta chitarra, talvolta basso. Questi i nomi dei componenti dei Talk Is Cheap, progetto musicale nato in Puglia provando in uno scantinato di campagna, di fronte a un caminetto acceso.

È interessante soffermarsi su un aspetto che mi incuriosisce sempre molto, e in questo caso ancor di più: la copertina. Qui vediamo una mano con un dito sanguinante – ma il sangue è colorato di viola brillante, a dare un tocco giocoso – e ogni dito ha due occhi e una bocca, oltre a qualche altra caratteristica buffa. È una copertina ironica, divertente, che viene spiegata dallo stesso Flavio Diaferia, che è anche il grafico della band: «La copertina rappresenta il nostro aspetto giocherellone e malinconico. Scattai la foto durante il brindisi di Capodanno 2021 e mi si ruppe il bicchiere in mano. Ci ho scarabocchiato sopra per esorcizzare il dolore e l’anno di merda appena trascorso».

Ma torniamo ai nostri brani. Dead or dead (milky vs) è una canzone che raccolta la paura di provare a fare qualcosa di nuovo, ed è caratterizzata da un tono energico e trascinante. Fu li cheng, nome di un ristorante cinese di Corato, città dei Talk Is Cheap, esprime invece con toni malinconici la nostalgia per qualcuno che se n’è andato. Segue J.F., titolo che richiama delle iniziali fittizie. Un brano musicalmente molto consapevole – mi sono piaciute molto le chitarre – carico di un romanticismo un po’ rassegnato, come ben esprime il testo: «And I know for sure that in the midnight hour / I’ll lose my soul / I know for sure, in the midnight hour / I’ll lose my soul soul ooh ooh». Energico l’inizio di Shivering, brano che conclude il disco. Di questa canzone ho amato soprattutto il basso e il modo in cui dà la carica all’emozione di “tremore” che accompagna tutto il brano: «Always been a fool at your eyes / Now is such an akward pleasure to see you cry / So i can see the fool in your eyes / Just saying goodbye / You’re shivering by, just saying goodbye».

Tracklist:
01. Silhouette
02. Lady Smith
03. Stains
04. Dead or Dead (milky vrs)
05. FuliCheng
06. J.F.
07. Shiveri



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