R E C E N S I O N E
Recensione di Elena Colombo
Cinque sono i brani che compongono l’EP di Anna Nata: ognuno è una sfumatura di una storia d’amore, che ne racconta la passione, la rabbia, la gioia e la tristezza. Mattoni Rossi è il suo EP di debutto, coprodotto con il musicista Angelo Brillante. Come si potrà presto intuire, le canzoni non illustrano la storia d’amore in ordine cronologico. Anna Nata, nome d’arte di Anna Natalicchio, è una cantautrice di origini pugliesi che vive a Milano, con la passione per la scrittura e per la musica. Il suo progetto artistico, nato nel 2022, si è concretizzato con il suo esordio con questo interessante EP, dove il suo canto è accompagnato dai suoni della chitarra (acustica ed elettrica), che la cantautrice definisce come la propria seconda voce.

L’EP inizia con un brano omonimo al suo titolo: Mattoni rossi, gli stessi che troviamo ripetutamente anche nel video che accompagna la canzone. La voce di Anna è calda, in certi momenti si trascina tra un verso e l’altro, con quello stile che a me un po’ ricorda Madame, e che può piacere o meno. È un testo che racconta il momento appena successivo alla separazione da un amore: la tristezza si traduce in rabbia, perché la decisione dell’altra persona sembra irragionevole, insensata. Nel video, girato con un clima estivo, la ragazza protagonista cammina, si scatta una foto, si accende una sigaretta, si siede su una panchina. Azioni quotidiane, semplici, in cui il dolore tuttavia emerge, un po’ velato, dallo sguardo perso, dal vagare della ragazza, mentre i mattoni rossi tornano spesso nell’inquadratura.
Segue Pisa di notte, che descrive il momento in cui le due persone si incontrano e incominciano a conoscersi passeggiando per la città toscana. C’è un desiderio di vedere l’altra persona, di conoscerla meglio, il tutto mentre la relazione è ancora priva di legami e limiti: “non voglio stabilire nulla”, canta Anna, mentre la chitarra accompagna con delicatezza queste parole. Comincia inoltre a emergere da una serie di usi del femminile che si tratta di un amore saffico. Musicalmente, il finale che sbiadisce leggermente l’ho invece trovato un po’ banale.
Sette mesi racconta il momento del ricongiungimento tra la coppia dopo una lunga separazione. La protagonista si arrende al suo amore ritrovato, che è spontaneo e naturale. Si chiede e subito si risponde: “Ancora la amo? Ma certo che l’amo”. Ricorda tutti i dettagli della donna amata ed è felice di averla finalmente ritrovata. Questa gioia non è priva di una sfumatura di oscurità che incombe: quella che ricorda del dolore provato in quei sette mesi di lontananza, a riprova della nota ambiguità del sentimento amoroso.
Segue Voglio vederti, pezzo energico sul momento dell’innamoramento – fase che un po’ tutti e tutte, prima o poi, abbiamo vissuto – in cui la persona amata è l’oggetto di ogni attenzione, il desiderio di toccarsi è tanto forte da non essere mai soddisfatto: “Vieni più vicino perché voglio vederti. Tu contro le mie labbra dicevi: così è vicino abbastanza?”.
Infine, Le voci racconta il momento della separazione, quella in cui la rabbia di Mattoni rossi se n’è andata ed è rimasto lo sconforto, la sofferenza, la nostalgia per ciò che era e non è più. Il brano è molto dolce, per certi versi anche molto passionale ed esplicito nel ricordare i momenti più intimi della coppia. La voce canta disperata il proprio desiderio di stare vicino all’amante perduta, ossessionata da quest’ultima, mentre annulla sé stessa colpevolizzandosi e rinnegandosi. Mentre Anna ripete in un crescendo “Voglio vivere solo attraverso di te”, il suono delle chitarre si fa più forte, aggiungendo alla canzone una carica di energia che fa un bel contrasto con la delicatezza iniziale.
Questo è il brano che ho personalmente preferito in tutto l’EP, e anche quello che conclude questo viaggio nelle sfumature dell’amore.
Anna Nata esprime sé stessa, in tutte le declinazioni possibili: quella della voce, calda e intonata, delle chitarre, soprattutto quella acustica, e infine quella della narrazione, tramite la scrittura dei brani. Per lei scrivere è una necessità più che un desiderio: attraverso il racconto restituisce un senso agli eventi, sia quelli felici, sia quelli dolorosi. E scegliendo un sentimento forse banale, ma così comune e universale, come quello dell’amore, aiuta anche i suoi ascoltatori a rielaborare le proprie storie personali, dando loro un significato.
Tracklist:
01. Mattoni rossi
02. Pisa di notte
03. Sette mesi
04. Voglio vederti
05. Le voci
Photo © Andrea Franchino




![Sonia Spinello con Sonia Candellone – Time don’t move [anteprima video + intervista]](https://offtopicmagazine.net/wp-content/uploads/2026/04/Spinello_Candellone_ETEREA-©Riccardo-Botta.jpg)

Rispondi