R E C E N S I O N E
Recensione di Sabrina Tolve
Compost, settimo album in studio di Paolo Rig8, è un’opera che affronta il tema della decadenza personale e collettiva con un mix di ironia, profondità e sperimentazione musicale. Concepito durante quattro anni di gestazione (2020-2024), l’album esplora la crisi di mezza età, il deterioramento umano e sociale, e la possibilità di rinascere attraverso una metaforica “compostazione”. Musicalmente, Compost si muove tra new wave e progressive, rimanendo fedele allo stile peculiare e autorale dell’artista. Paolo Rigotto, noto come Paolo Rig8, è un poliedrico musicista torinese nato nel 1973. Con una carriera che spazia dalla batteria jazz alle produzioni soliste, Rig8 ha collezionato premi e riconoscimenti grazie alla sua capacità di innovare e reinterpretare i generi musicali. Tra i suoi lavori precedenti spiccano Corpi Celesti (2010) e Hikikomori (2020), in cui già emergeva la sua attenzione per i temi sociali e personali.

L’album si apre con Solo Se Mi Va, un manifesto di libertà artistica e personale. Rig8 dichiara di suonare per piacere, non per conformarsi al mercato musicale, con versi sarcastici e ritornelli incisivi. Una riflessione sull’autenticità e il rifiuto delle logiche commerciali che si lascia seguire in maniera coerente da Spacca Tutto, un inno alla rabbia giovanile e al desiderio di cambiamento. Cambia il tono Binari che è invece un viaggio nostalgico e malinconico, in cui appare però il desiderio di tracciare nuovi percorsi. Respiro è un’ode al gesto più semplice e vitale, il respiro, qui celebrato come metafora di resilienza. La melodia minimalista accompagna un testo che unisce ironia e consapevolezza. Arriva poi il Momento Onirico, un’immersione nel surreale, tra visioni erotiche e sogni senza peso, l’invito ad abbandonarsi alla fantasia mediante sonorità sospese e testi evocativi. Segue L’Ultima Poi Basta che parla della difficoltà di mettere un punto, sia nella musica che nella vita. L’arrangiamento vivace contrasta con il testo riflessivo, creando un mix irresistibile. Compost, la title track, è il cuore concettuale dell’album. Rig8 ragiona sulla trasformazione e sulla rinascita attraverso la decomposizione. Il compost diventa simbolo del ciclo vitale, accompagnato da arrangiamenti sperimentali e profondi. Senza Un Fine è un pezzo che esplora l’intimità e il desiderio, con immagini delicate e sensuali. Le sonorità morbide e avvolgenti rendono questo brano uno dei più introspettivi dell’album. Chiudono Ancora In Tempo, una ballata che celebra il coraggio di rimettersi in gioco, e Ho Fatto Un Dio, in cui Rig8 racconta la creazione di una divinità personale come antidoto alla mancanza di risposte. La leggerezza del testo maschera una riflessione esistenziale.
Compost è un album che riesce a mescolare ironia e introspezione, offrendo uno spaccato autentico e pungente della condizione umana. Con la sua capacità di giocare con i temi profondi e le sonorità ricercate, Paolo Rig8 dimostra ancora una volta di essere un artista fuori dagli schemi, capace di rinnovarsi senza perdere la propria identità.
Tracklist:
01. Solo Se Mi Va
02. Spacca Tutto
03. Binari
04. Respiro
05. Momento Onirico
06. L’Ultima Poi Basta
07. Compost
08. Senza Un Fine
09. Ancora In Tempo
10. Ho Fatto Un Dio




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