R E C E N S I O N E
Recensione di Sabrina Tolve
Giulia Impache, artista torinese e polistrumentista, si presenta sulla scena musicale con IN:titolo, un disco di debutto che fonde elettronica, pop-rock e sperimentazione. Attraverso un linguaggio musicale ricco e audace, l’artista esplora temi personali e universali, creando un dialogo intimo con chi l’ascolta. L’album attraversa sfumature di luci e penombre, intrecciando suoni eterei, melodie stratificate e testi che si ispirano a frammenti di vita e riflessioni sociali.
Ogni brano, costruito con precisione artigianale, si presenta come un microcosmo che riflette la versatilità dell’artista, capace di spaziare tra influenze classiche e avanguardistiche. Il titolo stesso rappresenta una dichiarazione di poetica: un invito a immergersi nell’essenza di ciascuna traccia, andando oltre la superficie.

L’album si apre con Oh, Girl!, inizialmente concepito come un’introduzione, ma successivamente sviluppato in un brano completo che rappresenta un risveglio, un invito a farsi sentire dopo un lungo silenzio. Segue In The Dark che nasce come una riflessione sulla tragica morte di George Floyd nel 2020. Il brano è un rito funerario collettivo, una meditazione sull’ingiustizia, caratterizzato da una melodia dolce arricchita da glitch sonori. (I’m) looking (for) life emerge invece da un’innovativa combinazione di drum machine e armonie, con una melodia che richiama le colonne sonore di David Lynch e Robert Wyatt, affrontando temi di ricerca personale e introspezione. Quello che (Outside) utilizza la voce come strumento per abbattere barriere personali, affrontando temi di timidezza e insicurezza, con un cantato corale e ondeggiante che crea un’atmosfera misteriosa e profetica. Life is Short, ispirata dai Beatles, è una canzone pop che funge da mantra di accettazione. Irrompe poi Occhi, un avvicinamento alla musica antica e al madrigale, con testi in italiano e una struttura vocale complessa. Il brano esplora temi di comunicazione non verbale e introspezione. Ogni cosa dà una nuova sferzata all’album: è un brano sperimentale che combina elementi elettronici e suoni da club, creando un universo sonoro frenetico e variegato. Seguono Please, una rifessione su uomo e natura. Qui le sonorità liquide e fluide accompagnano una meditazione sulla speranza di una nuova terra. Sailor (for fin) chiude l’album con una narrazione drammatica e impattante, utilizzando metafore marine per rappresentare il viaggio dell’artista e la collaborazione con i suoi compagni di viaggio. La bonus track When my eyes è una collaborazione con Jacopo Acquafresca e Andrea Marazzi, che unisce produzioni elettroniche sperimentali e melodie eteree, offrendo una conclusione cinematica al disco.
IN:titolo si distingue per la sua capacità di armonizzare atmosfere elettroniche con una vocalità ammaliante, offrendo un’esperienza d’ascolto che richiede apertura e abbandono al flusso sonoro. Un debutto sorprendente che lascia presagire un futuro artistico promettente per Giulia Impache.
Tracklist:
01. Oh, Girl
02. In the Dark
03. (I’m) looking (for) Life
04. Quello che (Outside)
05. Life is Short
06. Occhi
07. Ogni cosa
08. Please
09. Sailor (for fin)
10. When my eyes (bonus track)
Photo © Stefano Mattea





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