R E C E N S I O N E
Recensione di Sabrina Tolve
Con Femina, Ginevra ci porta in un viaggio profondo e sensibile, intrecciando suoni e parole che esplorano l’essenza del femminile in tutte le sue sfaccettature. Artista dalla voce inconfondibile e dallo stile personalissimo, Ginevra conferma il suo talento nel fondere liriche intime e produzioni moderne, abbracciando sonorità che si muovono tra elettronica e cantautorato. L’album si presenta come un racconto coerente, dove ogni traccia è parte di un dialogo con sé stessa e con chi ascolta, affrontando temi di identità, fragilità e rinascita. Femina si distingue per la sua delicatezza e profondità. Ogni canzone svela una storia, un frammento di vita o una riflessione che, pur partendo dall’esperienza personale dell’artista, riesce a parlare a un pubblico ampio. La produzione musicale è essenziale ma curata, lasciando spazio a una voce che domina la scena con intensità e autenticità.

L’album si apre con my baby!, un’apertura che è una dichiarazione di forza e vulnerabilità insieme. Il brano accoglie l’ascoltatore con un’atmosfera ipnotica e parole che scavano nelle radici dell’identità, celebrandone la complessità. Segue ragazza di fiume, un brano dalle atmosfere quasi cinematografiche, in cui la natura del fiume diventa parte identitaria e istintuale della protagonista. cupido è invece una riflessione malinconica sul sentirsi fermi mentre le altre persone avanzano senza troppi problemi. Troviamo poi FEMINA, una ballata di denuncia contro la violenza di genere, un brano crudo e rabbioso, con un testo diretto e sincero. Il brano, che dà anche il titolo all’album, è ispirato al libro Femina di Janina Ramirez, che parla delle donne cancellate dalla memoria storica della nostra società patriarcale. cosa voglio cosa vuoi parla invece delle complessità delle relazioni, la difficoltà di riconoscersi e affermarsi in un rapporto. La canzone mescola folk e rock, con chitarre distorte che supportano quasi un flusso di coscienza senza filtri. Abbiamo poi 30 anni che indaga l’età dei 30 anni come un periodo di transizione e riflessione. La confusione e le aspettative sociali accompagnano questo periodo, in cui si alternano momenti di euforia ad altri di smarrimento. Il brano si apre con una chitarra acustica e si sviluppa in un’esplosione di suoni con percussioni e cori. Chiudono l’album verità (feat. Colombre), un duetto che esplora l’accettazione di sé e la ricerca della verità. La canzone affronta le difficoltà di trovare un equilibrio in una relazione e il desiderio di accettarsi completamente, nonostante i conflitti e le differenze. La collaborazione con Colombre aggiunge un tocco speciale al brano, arricchendo la sua delicatezza folk con la sua voce evocativa; e la fonte dove la ricerca della verità e della consapevolezza si fa tema centrale. Il brano è un inno alla bellezza della natura incontaminata e una riflessione sulla necessità di abbracciare ciò che ci fa bene. Ispirata dal libro La profezia della Curandera di Hernán Huarache Mamani, la canzone esplora il tema del viaggio interiore verso la consapevolezza, sfidando i propri limiti e superando le difficoltà. La natura diventa così un elemento fondamentale nel percorso di guarigione e liberazione.
Femina si rivela un lavoro maturo e profondo, dove Ginevra si presenta sotto una nuova luce. Con una scrittura personale e intensa, l’artista affronta temi universali come l’autodeterminazione, l’identità e la lotta contro le ingiustizie. L’album è una dichiarazione di forza e vulnerabilità, che mescola sonorità rock, folk e trip hop, con un’attenzione particolare alla dimensione emotiva e sociale. Un disco che segna una tappa importante nel percorso di Ginevra e che sicuramente continuerà a risuonare con chiunque cerchi nella musica un mezzo di riflessione e cambiamento.
Tracklist:
01. my baby!
02. ragazza di fiume
03. cupido
04. FEMINA
05. cosa voglio cosa vuoi
06. 30 anni
07. verità
08. la fonte
Photo © Giulia Gatti


![Sonia Spinello con Sonia Candellone – Time don’t move [anteprima video + intervista]](https://offtopicmagazine.net/wp-content/uploads/2026/04/Spinello_Candellone_ETEREA-©Riccardo-Botta.jpg)



Rispondi