R E C E N S I O N E


Recensione di Silvano

Hopium, recente pubblicazione di Dayna Stephens, è stato accolto con entusiasmo dai critici musicali d’oltre oceano. Il compositore e band leader si è avvalso della collaborazione degli stessi musicisti presenti nella realizzazione del precedente album dal vivo del 2021, Right NowLive at the Village Vanguard, anch’esso valutato molto positivamente. Oltre a Stephens (incontrato di recente anche nei lavori di Emiliano D’Auria – leggi qui – e di Tom Harrell – qui) al sax, nel disco troviamo quindi Aaron Parks al piano (di lui abbiamo già scritto qui), Ben Street al basso (già incontrato qui) e Greg Hutchinson alla batteria; il chitarrista Charles Altura partecipa al brano As Truth Rises Above Power. Le nuove sette tracce sono tutte composizioni originali di Stephens ad eccezione di Hard-Boiled Wonderland, creata da Parks.  

La maturità musicale e interpretativa degli strumentisti è alla base della riuscita comunicazione del messaggio artistico di un album che desidera fornire argomenti emozionali a supporto di propositi tesi a creare un futuro migliore. Il tutto a discapito di atteggiamenti, negatività e accadimenti che sembrano pervadere l’animo delle umane genti. A tale scopo il titolo Hopium deve essere interpretato come una sintesi delle parole Hope (speranza) e Opium (oppio). Le sonorità, morbide e calde, quasi rassicurano l’ascoltatore, avvolgendolo in un ambiente positivo, confortevole e amicale. In particolare il suono del sax di Stephens risulta coinvolgente, lontano dalla natura aggressiva del suono tipico dello strumento.

Il disco inizia con Drive To North To Find Oranges Out West, un titolo metaforico, scelto per mostrare come sia possibile trovare percorsi possibili e alternativi guardando avanti. L’autore stesso ha dichiarato che “Il viaggiare su una strada è stato sovente motivato dal desiderio di fuggire verso territori ed esperienze non famigliari”. La seconda traccia, Jump Start è un omaggio al brano di Herbie Hancock A Jump Ahead. Dal punto di vista musicale rappresenta una reattiva condizione della band che sceglie in tempo reale di seguire le linee proposte dal bassista. Ogni 32 misure Street segnala alla band e all’ascoltatore la conclusione della sequenza e il principio di una nuova. Trust è una melodia ‘pensierosa’, che riflette su un elemento centrale, intorno al quale ruotano tutte le relazioni umane. Stephens vuole trasmettere “la vulnerabilità e la forza con la quale viene posta fiducia negli altri e in noi stessi e quanto risulti fragile in alcuni casi questa condizione”. Un pezzo a cui riservare particolare attenzione è Hopium. Posizionato a metà del programma, fornisce la pietra di volta tematica che sostiene il messaggio dell’intera produzione, “un senso di euforia e negatività”. Il brano termina intenzionalmente con un accordo irrisolto che lascia una porta molto aperta per il futuro. Occasionally Cynical trasmette sensazioni legate al momento in cui il dubbio compare pesantemente sulla scena, accompagnando la durezza della realtà ed inquinando gli idealismi della speranza. Il flusso di note è intenso e traina le armonie che pervadono interamente il brano segnalando all’ascoltatore in quale parte dello stato emozionale il compositore si stia trovando. Hard Boiled Wonderland, composta da Aaron Parks, trae ispirazione dalle riflessioni dello scrittore giapponese Haruki Murakami circa l’esistenza di realtà che vengono alternate. Musicalmente prende riferimento dal suono di Cyclic Episode di Sam River e da Humpty Dumpty di Chick Corea. Appoggiandosi ai due brani e ai mondi duali-doppi contenuti nei racconti di Murakami, il pezzo esamina la linea di confine tra conscio e subconscio attraverso la fuga dalla realtà e l’introspezione individuale.

L’album si conclude con As Truth Rises Above Power, che consente al chitarrista ospite Charles Altura di creare un panorama musicale celebrativo sottolineato da toni di resistenza e integrità. Stephens a proposito sottolinea che il brano “è un promemoria del fatto che la verità non importa in quale modo venga mistificata o soppressa, emergerà comunque sempre vittoriosa”. In modo simile al brano che dà il titolo all’album, anche questo termina armonicamente non risolto. Tuttavia, mentre Hopium consente la possibilità che il cinismo entri in modo metamorfico, questo propone un finale aperto, facendo sì che l’ascoltatore venga stimolato ad andare avanti, proseguendo nella ricerca della verità.

A detta dell’autore, lo scopo delle sue composizioni non sembra essere una ricerca musicale o un’edonistica forma di compiacimento, bensì il desiderio di fornire lo stimolo per un impegno sociale teso a rendere migliore sia l’ambiente in cui viviamo che le relazioni interpersonali, un modo veramente inusuale di creare. Partendo da questa premessa, il contenuto musicale risulta di alta qualità data l’ottima prestazione dei musicisti che usano la loro strumentazione in modo libero da una qualsiasi prevenzione formale e senza limite tecnico di esecuzione. L’ascoltatore viene investito da sonorità anche complesse che comunicano stati d’animo sovrapposti. La sensazione finale che se ne trae è di una certa inquietudine confortata da un tranquillizzante calore sonoro, teso a stemperare l’incertezza generata. Il genere utilizzato è quello di una “musica informale” (non legata alla forma – un’astrazione), ovvero una melodia che trasmette sensazioni, stati d’animo o immagini mentali non avendo come sorgente di riferimento il reale. Allo stesso modo nell’arte pittorica la tecnica astratta sceglie come ispirazione solo il mondo del pensiero e delle sensazioni; con questa scelta si generano immagini che possono non avere riscontri nel mondo concreto, divenendo così un’astrazione. Se chi crea riesce a produrre la condizione di reciprocità, diviene concreta la possibilità di trovarci in presenza di una personalità in grado di produrre una forma d’arte, ossia un “artista”.

Dayna Stephens ha già connotato sé stesso come un potente punto fermo nella scena jazz contemporanea, pubblicando album carichi di virtuosismo e suggestioni ipnotizzanti. Con Hopium si conferma sia un poeta-filosofo, che un musicista in grado non solo di padroneggiare la sua arte ma abile nel guidarla verso il più alto grado di articolazione del cuore e dell’anima, usando tutte le varianti di gentilezza e il fervore stesso dell’umanità.
That’s All Folks.

Musicisti:
Dayna Stephens | sax alto e tenore
Aaron Parks | pianoforte
Ben Street | basso
Greg Hutchinson | batteria

Charles Altura | chitarra (traccia 7)

Tracklist:
01. Drive North to Find the Oranges Out West (6:20)
02. Jump Start (4:57)
03. Trust (5:14)
04. Hopium (6:46)
05. Occasionally Cynical (7:22)
06. Hard-Boiled Wonderland (4:23)
07. As Truth Rises Above Power (6:57)

Photo © Chris Drukker

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