C I N E M A
Articolo di Alessandro Tacconi
Ma con musica musica
Sempre dietro ti sarò
Con la musica musica posso dirti anche no
Per la musica musica
Quanto ho pianto non lo so
Ma la musica musica
È tutto quel che ho
(Musica Musica – Pino Daniele)
Martedì 25 marzo, presso il cinema Anteo a Milano, a 70 anni dalla nascita e a 10 anni dalla scomparsa, abbiamo visionato l’anteprima del film documentario Pino di Francesco Lettieri dedicato al cantautore partenopeo Pino Daniele. Il progetto è stato prodotto da Grøenlandia, Lucky Red e Tartare Film, in collaborazione con Netflix e Timvision.
Un omaggio e un atto di amore per un uomo che ha dato tanto alla sua città, Napoli. A mostrare allo spettatore i momenti salienti della carriera del musicista è Federico Vacalebre, giornalista e critico musicale, che è riuscito a recuperare anche grazie al figlio di Pino Daniele, Alessandro, numerosi documenti audio e video inediti, in backstage e in sale d’incisione, foto di famiglia, appunti tratti dal diario.

Pino emoziona anche grazie alle numerose voci e testimonianze di colleghi e amici, che hanno suonato con lui e gli hanno voluto bene: Tullio De Piscopo, Joe Amoruso, Rino Zurzolo, Tony Esposito, James Senese, Eric Clapton, Pat Metheny, Enzo Avitabile, Fiorella Mannoia, Jovanotti, Vasco Rossi, Loredana Bertè, Rosario Fiorello, Rosario Jermano, Chick Corea, Massimo Troisi…
Napule è mille culture
(Napule è mille paure)
Napule è nu sole amaro
(Napule è addore è mare)
Napule è na’ carta sporca
(E nisciuno se ne importa)
Napule è na’ camminata
(Int’ e viche miezo all’ate)
(Napule è – Pino Daniele)
Pino Daniele è la voce di una città che diventa per qualche tempo anche la voce di una nazione. Il suo spirito delicato e poetico che nel suono della musica trova la propria ragion d’essere. Un racconto che dura il tempo di un amore, quello che il musicista ha sempre avuto per la propria città e che la gente ha ricambiato con calore e passione fino a quando…
-Uh, ma che delusione…
-Uh, ma come gli viene di suonare “quella roba”?
-Uh, ma si è venduto alla musica pop!

Oggi, molto più di ieri, la critica è sempre a portata di tastiera. Quando si pretende di giudicare un artista, in questo caso un grande artista, che affronta il palcoscenico, si dovrebbe ricordare che si tratta comunque di un essere umano, che lì sopra si gioca tutto se stesso. Soprattutto quando ti confronti con la musica pop in cui i brani devono essere orecchiabili e immediatamente fruibili. Pino Daniele, però, ha affrontato anche questo genere con la vena autoriale che gli è propria, a cui non ha mai saputo né voluto rinunciare.
Già, ci sono i momenti difficili, quelli che mettono alla prova la tua coerenza, il tuo percorso artistico, la volontà di mettere sempre al primo posto la passione che ti muove, anche quando sono in troppi a volerti sempre uguale, riconoscibile e ripetitivo. E invece un artista deve rischiare, come ha fatto lui, con progetti che hanno guardato all’Africa e alla musica rinascimentale, regalando molte sorprese a chi abbia voglia di stupirsi.
Pino è un ritratto tenero e appassionato, un atto d’amore per un artista che emoziona da quasi cinquant’anni.






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