R E C E N S I O N E


Recensione di Sabrina Tolve

Le sorelle Bianca e Sierra Casady, meglio conosciute come CocoRosie, sono da sempre aliene nel panorama musicale contemporaneo: creature ibride che mescolano folk sperimentale, hip-hop lo-fi e liriche da favola gotica. Con Little Death Wishes, il duo continua il proprio viaggio sonoro tra l’intimo e il surreale, ma con una nuova urgenza emotiva e tematica, affrontando traumi personali e collettivi attraverso una lente poetica e straniante.
Attive dai primi anni Duemila, le CocoRosie hanno costruito un universo musicale tutto loro, fatto di giocattoli sonori, melodie infantili e atmosfere oniriche. Con questo nuovo album, si addentrano ancora di più nella materia oscura dei ricordi e delle ferite, affrontando temi come la violenza domestica, la perdita e la ricerca di redenzione.

Little Death Wishes è un disco che si muove tra il confessionale e il mitologico, mantenendo quella loro tipica estetica fragile e straniante. L’album si apre con Wait For Me e la sua atmosfera e malinconica, in cui le voci eteree delle sorelle si intrecciano su un tappeto elettronico minimale. Il testo si fa introduzione perfetta alla narrazione del disco. Segue Cut Stitch Scar, uno tra i momenti più sinceri del progetto. Con un arrangiamento scarno e una melodia quasi infantile, il brano è stato utilizzato come singolo per promuovere Little Death Wishes. Yesterday esplora l’isolamento e la marginalizzazione, con un beat sporco e voci che si alternano tra rap sussurrato e canto stridente. Il pezzo suona come una filastrocca distorta, perfettamente in linea con l’estetica delle CocoRosie. La prima parte dell’album viene sottolineata da Luckless che ha un’ambientazione più calda, e noti dolci che ricordano i loro lavori più lirici del duo. Luckless è un po’ la speranza nel mezzo del caos e ce lo conferma Paper Boat, devastante. Il brano  affronta l’abbandono e il dolore della perdita, creando un effetto di struggente bellezza. Continua It Ain’t Easy, pop e ascoltabile, estremamente malinconico, che riesce a creare uno strato di intimità e riflessione. Nothing But Garbage invece mescola elementi folk e glitch elettronici, creando un contrasto tra delicatezza melodica e caos sonoro.  Questa tenerezza fragile si mantiene anche in Least I Have You nonostante la struttura decisa che anzi mette in risalto la contraddizione dell’essenza delle sorelle Casady. Girl In Town (feat. Chance the Rapper) segna un momento di svolta nell’album, grazie alla presenza di Chance the Rapper che aggiunge un tocco urban e un’energia nuova al sound delle CocoRosie. No Need For Money è un inno anti-materialista, giocoso e irriverente, che combina elementi di cabaret con un beat elettronico minimale. Chiudono l’album due brani potentissimi, Pushing Daisies, che indaga la violenza con testo dissacrante e feroce, mantenendosi su toni lo-fi, e Unbroken, che con un’atmosfera spettrale sembra dissolversi nel nulla, lasciando l’ascoltatorǝ in un limbo emotivo sospeso tra sogno e realtà.

Little Death Wishes è un lavoro che conferma le CocoRosie come artiste fuori dal tempo e dallo spazio, capaci di trasformare il dolore in arte e di mantenere la loro identità unica in un panorama musicale sempre più omologato. L’album è una raccolta di confessioni e filastrocche stregate, dove la sperimentazione sonora incontra un lirismo profondamente personale. Chi già ama le CocoRosie troverà in questo disco un ulteriore tassello nel loro mondo poetico e bizzarro, mentre chi si avvicina per la prima volta alla loro musica dovrà abbandonare ogni aspettativa convenzionale e lasciarsi trasportare dal loro incantesimo.

Tracklist:
01. Wait For Me (02:58)
02. Cut Stitch Scar (06:03)
03. Yesterday (03:40)
04. Luckless (00:28)
05. Paper Boat (03:53)
06. It Ain’t Easy (03:40)
07. Nothing But Garbage (05:39)
08. Least I Have You (03:03)
09. Girl In Town (feat. Chance The Rapper) (03:36)
10. No Need For Money (01:00)
11. Pushing Daisies (04:46)
12. Unbroken (04:12)

Photography by Ginger Dunnill

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