L I V E – R E P O R T
Articolo di Alessandro Tacconi, immagini sonore © Daniela Pontello
Interessante ma… è una musica difficile.
Le composizioni sono curiose ma… quelle di Bach, Mozart, Beethoven.
Sarà anche bella, ma io non ci ho capito niente.
Queste di solito le obiezioni che vengono mosse alla musica contemporanea colta, e infatti di esecuzioni musicali di questo genere in Italia se ne ascoltano davvero poche, a differenza di altri Paesi europei, dove il pubblico si è abituato a certi tipi di sonorità strumentali e vocali.

Ricordo con grande emozione, alla fine degli anni Novanta, un’esibizione a cui assistetti per caso in una chiesa nel centro di Praga: un ensemble eseguì un concerto composto prettamente da musica sacra contemporanea. Il luogo era gremito di spettatori attenti e partecipi. Segno che la cosa è possibile.
E veniamo al concerto (sarebbe meglio dire ai concerti e ne spiegherò il perché) del Coro Cantiere, che si è svolto a metà giugno nella chiesa Maria Madre della Chiesa a Milano. Una formazione di cantori dalla consolidata esperienza corale. Il nome “Cantiere” rimanda al desiderio condiviso dei membri di sviluppare progetti aperti all’intersezione e dialogo con diverse espressioni creative: arte, architettura e ovviamente musica.
La formazione si è costituita nel 2019 con la finalità di accompagnare la promozione dell’itinerario delle chiese contemporanee della Diocesi di Milano.
Come ha spiegato Carlo Penati, membro del coro e promotore della rassegna Chiese contemporanee: un percorso tra musica, arte e architettura, prima dell’inizio del concerto: “Dalla metà del secolo scorso, sono state costruite circa 300 chiese in tutta la diocesi del capoluogo lombardo. Il nostro impegno come coro riguarda una cinquantina di questi luoghi”.
Tradotto significa: 50 appuntamenti di musica sacra contemporanea nelle chiese milanesi periferiche e non!

Ogni volta l’esibizione viene introdotta da un architetto, da uno studioso di storia dell’arte o da un referente della chiesa, che illustra le caratteristiche del luogo. In questo modo vengono svelati alcuni aspetti suggestivi e singolari, che hanno portato alla realizzazione di quell’edificio.
Il progetto in cui è impegnato da qualche anno il Coro Cantiere rappresenta quindi una sfida e un’occasione per far risuonare questi luoghi con sonorità scritte in un periodo coevo alla loro costruzione.
Ho avuto la fortuna di assistere ad altri due concerti, e ho rilevato che il riscontro da parte del pubblico è sempre stato tra il sorpreso e l’entusiasta. Le persone non si aspettavano di ascoltare un repertorio simile, che mantenesse al tempo stesso una tensione così intima e spirituale.

Il direttore del Coro Cantiere, Roberta Mangiacavalli, spiega: “Musica contemporanea è una definizione che si è soliti usare per il repertorio che parte dai primi decenni del secolo scorso e si estende fino ai giorni nostri. Ha preso differenti direzioni e ha dato vita a esperienze musicali molto interessanti. Perché risulta ‘strana’ questa musica? Perché il nostro orecchio è abituato ad ascoltare brani tonali, con una cantabilità che risulta ‘riconoscibile’. I brani che proponiamo hanno ovviamente una propria cantabilità, ma siamo musicalmente in altri ambiti, atonali, modali, ecc., qualche volta anche con ‘richiami tonali’ ma essenzialmente si tratta di musica libera dalle strutture che regolano il linguaggio musicale occidentale dei secoli precedenti”.
I compositori dei brani del programma del concerto sono Bruno Bettinelli, Andrew Smith, Ola Gjello, Maurice Duruflé, Arvo Pärt, Luciano Grassi (membro del coro), Urmas Sisask, Giorgio Federico Ghedini, Elaine Hegenberg, Vytautas Miskinis.
La ragione per cui abbiamo deciso di citare tutti gli autori, è che ci auguriamo che il lettore curioso voglia cercarli e ascoltarli.
Sempre che le piattaforme siano ferrate sulla musica contemporanea sacra!

















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