R E C E N S I O N E
Recensione di Aldo Pedron
Due generazioni di maestri del blues si riuniscono. Taj Mahal e Keb’ Mo’ hanno già collaborato insieme sia dal vivo che su disco con l’omonimo TajMo, pubblicato nel 2017 sia su ellepì che in compact-disc dalla Concord Records.
Keb’ Mo’, nome d’arte di Kevin Moore (nato a Los Angeles il 3 ottobre 1951), è un cantautore e musicista californiano di musica blues. È anche un ottimo chitarrista di slide guitar. Ha fatto parte del progetto Playing for Change. Nel 1996 con il suo album Just Like You ha vinto il Grammy Award for Best Contemporary Blues Album come miglior album blues dell’anno. Di Taj Mahal (Henry St. Claire Fredericks Jr. nato il 17 maggio 1942) mi limito a dirvi che è in assoluto uno dei miei artisti preferiti. Una discografia enorme la sua con oltre 50 album da solista e centinaia di collaborazioni con gli artisti più importanti e di rilievo. Un musicista afroamericano, multistrumentista, un guru, un maestro, stravagante, leggendario, geniale, un mix di stili, godibilmente ondivago tra blues e mille altri ritmi, suoni, melodie, universi sonori di gran lunga in anticipo sulle mode della world music. Anello di congiunzione tra la tradizione del Delta e il blues contemporaneo e non solo. Il sound di Taj Mahal dà subito mostra di tutte le suggestioni giovanili che lo hanno colpito: il blues, il soul, il rhythm and blues, il folk-blues, il jazz, gospel, country, la musica hawaiana, il calypso, il reggae e la musica africana.

Questi due chitarristi, cantautori e cantanti di livello mondiale si divertono nell’intricata intimità di due amici seduti intorno al portico a fare musica e alla comunità che tali canzoni formano. In Room On The Porch (inciso a Nashville agli Stu Stu Studio di Franklin, Tennessee) in fondo la caratteristica principale è quella di presentare al pubblico un blues riveduto e corretto, che sia in grado di sedurre nuove generazioni di appassionati e di invogliare alla scoperta delle origini. Con una tracklist con più canzoni originali scritte a quattro mani, Room On The Porch (che vede Taj Mahal e Keb’ Mo’ anche come co-produttori) è la vetrina ideale per le due leggende.
La musica è calda e invitante, un inno positivo ai rapporti personali. Non c’è esempio migliore del brano che dà il titolo all’album, che unisce – in questi tempi tanto divisivi – il duo TajMo con l’artista e cantautrice Ruby Amanfu per un’ode all’amicizia. E non solo, la chitarra resonator e la voce di Taj sono in risposta alla voce di Ruby Amanfu e il violino di Jenée Fleenor ad impreziosire il brano. Suoni magnifici che ci riconciliano con il mondo intero.
My Darling, My Dear, introdotta con il banjo è una canzone d’amore scintillante con Taj Mahal che con la sua voce cavernosa fa il verso call-and-response (di chiamata e risposta) alla voce baritono di Keb’s Mo. La versione del duo del classico di Jimmy Cox Nobody Knows You When You’re Down and Out è un pezzo che oscilla tra gospel e jazz con organo lamentoso, cori maestosi e una chitarra swingin’ twang. She Keep Me Movin’ (she keeps me groovin’) ti fa muovere il piedino con le sue cadenze R&B da metronomo che rendono la canzone irresistibile. Make Up Your Mindè splendida, cristallina, suonata magnificamente, con le steel drum di Keb’ Mo’ e il vibrafono di K. Roosevelt a creare una melodia idilliaca. Junkyard Dog è una ballata che racconta una storia di un amore andato storto e di voltar pagina. Blues’ll Give You Back Your Soul, vede la magica ed esemplare interpretazione di Taj Mahal (… I know you like your rock and roll, jazz will give you back your mind, reggae will give you back your body but blues’ll give you your soul) con quel sax di Jeff Coffin a completare un piccolo capolavoro. Better Than Ever (… because my life with you it’s better than ever, we win together, is true, i’m in love with you) di oltre 5 minuti è un calypso, quasi pop con Wendy Moten alla voce solista. Taj Mahal conclude il brano cantando in francese… parce que tous les jours se ne pas la meme chose, c’est tres bien, tres bien, ca se bon, c’est formidable, c’est magnifique, c’est formidable. Rough Time Blues, del giovane Jontavious Willis, è un blues acustico che lamenta le difficoltà economiche dei tempi difficili.
Room On The Porch, suonato in modo esemplare, ti conquista subito per la sua semplicità ed una bellezza adamantina, cantato in maniera eccelsa da due voci armoniose e possenti. La brillantezza musicale di questi due musicisti e la loro capacità di trovare temi musicali epici in ogni canzone ma anche tanta spontaneità ti invogliano all’ascolto del disco più volte di fila! Un piccolo gioiello/capolavoro.
Tracklist:
- Room On The Porch
- My Darling My Dear
- Nobody Knows You When You’re Down And Out
- She Keeps Me Movin’
- Make Up Your Mind
- Thicker Than Mud
- Junkyard Dog
- Blues’ll Give You Back Your Soul
- Better Than Ever
- Rough Time Blues


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