R E C E N S I O N E


Recensione di Aldo Pedron

Poliedrica, curiosa, multi-tasking, Rosalba Guastella è una brillante artista e cantante di Torino. Strumentista (chitarra acustica), cantante (contralto), compositrice, arrangiatrice e autrice dei testi. Nell’arco di soli cinque anni ha già pubblicato tre dischi: My Little Songs (febbraio 2020), Grace (giugno 2022) e il nuovissimo Dharma (maggio 2025).

Il suo terzo LP da solista come gli episodi precedenti è realizzato da Rubber Soul Records, un ricercato negozio di vinili da collezione che al tempo stesso è anche una pregevole etichetta discografica indipendente specializzata nel ristampare e valorizzare band storiche come i Sick Rose o gli Statuto e nuovi artisti emergenti nell’ambito dell’indie-rock. Negozio e pubblicazioni curati e gestiti da Claudio Belletti.

Rosalba è una sognatrice, dall’animo spirituale e romantico, tra canti di amore, libertà, protesta e preghiera, un’amante della cultura hippie che probabilmente sarebbe stata a suo agio negli anni ’60, magari proprio a San Francisco, durante la Summer Of Love, che è anche il mio sogno ricorrente dato che la mia musica preferita in assoluto è stata partorita proprio in quella città tra il 1964 e il 1969 (una lunga Summer of Love).

Il titolo Dharma in diverse tradizioni orientali ha molteplici significati, ma in generale, si riferisce a legge, dovere, verità, ordine cosmico, e a ciò che sostiene la realtà. Nel contesto buddista, Dharma si riferisce anche agli insegnamenti del Buddha e al percorso verso l’illuminazione. Dharma dalla copertina bizzarra, hippie, psichedelica con una grafica flower-power, i testi all’interno e il vinile color orange “marmorizzato” ossia multi-color con svariate sfumature, è l’ennesimo esperimento sonoro in cui abbraccia, a seconda del mood, i più svariati generi musicali che sono poi i suoi preferiti: la psichedelia indiana, la psichedelia della west-coast (San Francisco e dintorni), la musica celtica, il Paisley Underground (Dream Syndicate, Green On Red), il pop romantico anni ’60, il blues-jazz, il soul-gospel, l’electro trip-hop, il folk e la musica indie in generale.

Di che cosa tratta l’album Dharma, rigorosamente in vinile, è presto detto: i testi assai eloquenti spaziano dalla Summer Of Love (At Fillmore) agli zingari gitani (Gipsy), la comunicazione radiofonica (Radio), amori perduti (Julia e Don’t Stay Away) e gli arcobaleni di Over The Rain. Dieci canzoni cantate in un inglese davvero eccelso (a tratti dall’accento londinese). Un cammino lisergico il suo, in cui Rosalba conferma la sua grande fantasia musicale e artistica ma al tempo stesso assai espressiva e con una particolare bravura nella stesura dei testi che ben si sposano con la musica multietnica e multicolore.  Il disco è dedicato a Suryachandra che per quel che ne so io significa astrologia, yoga, tantra, pratiche e scienze spirituali e la riscoperta del proprio io interiore.

L’iniziale At Fillmore di oltre sette minuti con i suoni indiani, la tambura indiana ed una voce a ricordare Grace Skick, musa del movimento hippie e cantante dei Jefferson Airplane. The Green Valleydai suoni orientaleggianti ma con echi delle ballate tradizionali irlandesi, una voce alla Sandy Denny (Fairport Convention) con percussioni e il flauto suonato da Guido Rossetti. Gypsy coi suoi vocalizzi e le atmosfere idilliache ricorda ancora Grace Slick una cantante dalla voce contralto, potente e penetrante, capace di esprimere sia dolcezza che una forza quasi minacciosa. Waterè caratterizzata dalle tastiere alla Ray Manzarek (Doors), suonate da Stefano Chiappo. The Real Mecon la tromba di Stefano Chiappo e la chitarra solista di Dario Lombardo, chitarra solista in tutti i brani, quest’ultimo protagonista intorno alla metà degli ottanta “dell’asse Torino-Milano” (per sua testuale definizione), Dario è stato uno dei pionieri del Blues Made in Italy.

La seconda facciata inizia con Shape Of Waterfall, strumentale (a parte i vari Uh Uh Uh), astratta, sognante. Over The Rainè un brano composto e suonato con vari strumenti da Marco Milanesio con Rosalba voce solista, autrice del testo e ai cori. (electro-trip-hop).  Marco Milanesio è stato fondatore insieme a Roberta Ongaro e Cristiana Bauducco negli anni ’80 del progetto musicale DsorDNE e negli stessi anni fondatore della storica etichetta HAX. È inoltre un tecnico del suono e sound-designer attivo a Torino in numerosissimi progetti di produzione. Don’t Stay Away scritta da Claudio Belletti, che è anche alla chitarra, vede inoltre la partecipazione come chitarra solista di Stefano Danusso, altro torinese e polistrumentista attivo in numerose formazioni (Chomski), con i quali ha condiviso anni di attività in studio e dal vivo, sia in Italia che all’estero e collaborato e suonato tra gli altri nei dischi di Perturbazione, Niccolò Bosio, Fra Diavolo, Vittorio Cane. Julia dal facile lirismo, con il pianoforte suonato da Michela Marassi e Rosalba a ricordare Julia che se ne è andata senza nemmeno dire goodbye. Radio in chiusura è ipnotica, degna conclusione di un album variegato, intenso dalle atmosfere incantate, cosmiche, surreali.

Tracklist:

    1. At Fillmore
    2. The Green Valley
    3. Gipsy
    4. Water
    5. The Real Me
    6. Shape Of Waterfall
    7. Over The Rain
    8. Don’t Stay Away
    9. Julia Radio

    Una risposta a “Rosalba Guastella – Dharma (Rubber Soul Records, 2025)”

    1. Avatar Daniele Ferracin
      Daniele Ferracin

      Una piacevolissima scoperta. Era ora di tornare a fare musica di qualità. Bravissima

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