L I V E – R E P O R T


Articolo di Daniela Pontello

Morrissey al Vittoriale – 23 luglio 2025. Una serata sospesa tra poesia, sarcasmo e rock baritonale, in uno dei luoghi più suggestivi d’Italia.

L’anfiteatro del Vittoriale degli Italiani, incastonato tra il verde e il blu del Lago di Garda, ha accolto la prima data italiana del tour europeo di Morrissey. Dopo una serie di concerti annullati in città come Stoccolma, Belgrado e Istanbul, il ritorno di Moz in Italia ha assunto un valore quasi simbolico. Il pubblico, composto da fedelissimi in camicia button-up e nuovi fan cresciuti tra vinili e streaming, ha riempito ogni angolo del teatro, trasformando la serata in un evento da ricordare.
Nonostante i posti numerati, in molti ci siamo alzati e avvicinati alle transenne, creando un’atmosfera più da club che da teatro. Qualcuno ha protestato, ma l’energia era troppo forte per restare seduti.

La scaletta ha mescolato brani iconici degli Smiths e pezzi della sua carriera solista, con un equilibrio che riflette la sua evoluzione artistica. Solo cinque brani dello storico gruppo britannico:

  • “Shoplifters of the World Unite”
  • “How Soon Is Now?”
  • “Please, Please, Please Let Me Get What I Want”
  • “I Know It’s Over”
  • “Last Night I Dreamt That Somebody Loved Me”

Il resto del set ha incluso:

  • “Suedehead”
  • “EverydayIs Like Sunday”
  • “Sure Enough, The Telephone Rings”
  • “Life Is a Pigsty”
  • “Rebels Without Applause”
  • “All You Need Is Me”
  • “The Loop”
  • “All the Lazy Dykes”

Ogni brano è stato interpretato con intensità teatrale, alternando lirismo struggente a graffi punk. Morrissey ha cantato con una voce baritonale in ottima forma, accompagnato da una band precisa e potente.

Moz non ha mai smesso di provocare e riflettere. Alcune delle sue frasi più memorabili della serata:

  • «Come sapete, la trascuratezza sessuale può generare grande poesia» – prima di “How Soon Is Now?”
  • «Nella vita ho pagato per ogni pensiero che ho avuto, e le cose non andranno affatto meglio. Ma voi rendete tutto più dolce. Per questo vi amo, e non potete farci niente» – prima del bis
  • «Non vi interessa, ma in Inghilterra la libertà di parola è stata bandita. Ma non siamo in Inghilterra» – introducendo “All You Need Is Me”
  • «Tutte le canzoni sono una richiesta d’amore tranne questa» – per “The Loop”

Sul maxischermo scorrevano immagini dei suoi eroi: Bruce Lee, James Dean, David Bowie, Lou Von Salomé. E sulla grancassa della batteria campeggiava la scritta: “War is old, art is young”.

Il suono è stato potente, a tratti eccessivo, con casse troppo alte che hanno messo a dura prova le orecchie di Moz “God save my ears”.

È stato un finale silenzioso e intenso. Dopo “Last Night I Dreamt That Somebody Loved Me”, Morrissey ha lasciato il palco senza eseguire “Irish Blood, English Heart”, prevista in scaletta. Il concerto si è chiuso con l’immagine disturbante di un uomo che si spara alla testa, un trucco cinematografico d’epoca che ha lasciato il pubblico in silenzio…

Photo Ⓒ Davide Mombelli

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