L I V E – R E P O R T


Articolo di Daniela Pontello, immagini sonore © Marco Cassé

Kaki King in concerto a Milano: un viaggio tra corde, visioni e rinascite.

Kaki King ha aperto la sua mini-tournée italiana con un racconto intimo fatto di suoni, luci e silenzi. La chitarrista e compositrice statunitense, acclamata da Rolling Stone come “a genre unto herself”, ha presentato dal vivo i suoi due nuovi EP, Tutto Passa e Stop Sometime, nell’ambito del tour mondiale Sound & Vision.
La serata si è aperta con un’atmosfera sospesa, quasi meditativa. Kaki è salita sul palco sola, circondata da giochi di luce che l’hanno accompagnata come pennellate visive. Il pubblico, raccolto e silenzioso, ha seguito con attenzione ogni movimento delle sue mani, ogni vibrazione delle corde, ogni respiro musicale.

Kaki non suona la chitarra: la reinventa. Le sue mani non si limitano a pizzicare corde, ma le percuotono, le accarezzano, le trasformano in superfici ritmiche e melodiche. Il suo approccio è fisico, viscerale, quasi coreografico. Ogni gesto è parte di una grammatica sonora che lei ha costruito nel tempo, mescolando tecnica fingerstyle, tapping, percussioni sul corpo dello strumento e accordature alternative. La sua chitarra diventa un’orchestra tascabile: basso, batteria, arpa, sintetizzatore. In brani come Playing With Pink Noise o Wife & Child, si percepisce chiaramente come il suono non nasca solo dalle corde, ma dal contatto con il legno, dal respiro tra le note, dal silenzio che le circonda. È una musica che non si limita a essere ascoltata: si osserva, si sente sulla pelle. Nei suoi live, la chitarra è al centro di un dialogo tra suono e immagine, tra gesto e luce, tra intimità e spettacolo. Il suo stile è inclassificabile: non è solo jazz, né solo folk, né solo sperimentazione. È un linguaggio personale, fatto di intuizioni, di rotture, di ritorni. Suonare, per lei, è raccontare senza parole. E ogni nota è una frase che non ha bisogno di traduzione.

Kaki King ha collaborato con una sorprendente varietà di artisti, registi e compositori, attraversando generi e linguaggi con una libertà rara: Dave Grohl (Foo Fighters); Eddie Vedder; Michael Brook & Sean Penn – Ha composto parte della colonna sonora di Into the Wild (2007); August Rush – Ha prestato le mani per le scene di chitarra del protagonista, creando le sequenze musicali del film. Kaki King è una musicista che non si limita a suonare: costruisce ponti tra mondi. Le sue cooperazioni riflettono questa attitudine: unire, contaminare, esplorare.

La scaletta ha alternato brani dei due EP a composizioni storiche del suo repertorio, in un equilibrio perfetto tra novità e memoria:

  1. Things We Do
  2. Wife & Child
  3. Path 555
  4. Carmine Street
  5. Magazine
  6. Tutto Passa
  7. Playing With Pink Noise
  8. Stop Sometime

Kaki ha dimostrato di essere più di una chitarrista: è una narratrice silenziosa, una visionaria che trasforma il suono in emozione. A Milano mentre le luci si spegnevano, il pubblico sembrava portare via con sé non solo la musica, ma un frammento di qualcosa di più grande: la possibilità che, davvero, tutto passa.

Photo Ⓒ Marco Cassé

One response to “Kaki King @ Arci Bellezza – Milano, 22.09.25”

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