L I V E – R E P O R T


Articolo di Alessandro Tacconi, immagini sonore © Daniela Pontello

Oltre un migliaio di persone radunate all’Alcatraz a Milano l’8 ottobre, per ascoltare le storie agrodolci della provincia emiliana degli Offlaga Disco Pax. Dopo undici anni, la reunion è stata accolta da un calore e una partecipazione, considerati i sold out di diverse date, che hanno colto di sorpresa gli stessi membri della band.
Il tour, Vent’anni di Socialismo Tascabile, festeggia il ventennale del primo album degli Offlaga Disco Pax, Socialismo tascabile (Prove tecniche di trasmissione), un lavoro seminale per quella che sarebbe stata la carriera del gruppo. Spoken word miscelata con musica elettronica, ispirata dai suoni della no & new wave di derivazione anglosassone, questa la ricetta risultata efficace per il trio.
Undici anni dallo scioglimento, nel 2014, a seguito della dolorosa scomparsa di Enrico Fontanelli. All’inizio del concerto proprio Max Collini deve abbandonare il palco per qualche minuto a causa della commozione ricordando la prematura scomparsa dell’amico. Daniele Carretti, altro membro fondatore del gruppo, si avvale della preziosa presenza del giovane e talentuoso Mattia Ferrarini, polistrumentista di Reggio Emilia, per ricreare quelle atmosfere elettroniche così stranianti, che si integrano perfettamente con la recitazione dei testi.

Il Cinnamon era il vero gusto da Black Panthers,
Da Malcolm X.
Il Cinnamon è la cannella,
Ma non vale.
Il Cinnamon
Quando è arrivato il riflusso,
Lo hanno abolito.
Evaporato, sparito.
(Cinnamon)

Da quella prima importante registrazione, forse un po’ monotono nel recitato dei testi, Max Collini ha saputo dare dal vivo maggiore varietà interpretativa. Gli anni sul palco e gli album registrati nel frattempo hanno fornito al frontman un maggior ventaglio di possibilità espressive.
Storie e ideologie che inneggiano ai valori di tempi andati, soppiantate troppo presto dai (dis)valori a partire dagli edonisti anni Ottanta e da quelli sempre più nichilisti degli anni Novanta, osservati con l’ingenuità e la passione di uno sguardo adolescenziale.

La scaletta ha soddisfatto le centinaia di fan presenti all’Alcatraz, iniziando con il super classico Kappler, dedicata al prof di agraria del cantante e al suo modo di vestire, cui è seguita Cinnamon, le mitiche chewin gum alla cannella. 
Khmer Rossa racconta della prima infatuazione per una ragazza che avrebbe voluto cambiare il mondo e Tono metallico standard è uno di quelli che oggi chiameremmo dissing tra nerd appassionati di musica (certe storie non passano mai di moda!).  

Alle spalle del gruppo, durante la generosa performance, dalla metà del set in poi, le proiezioni video accentuavano e caricavano di progressivo straniamento i racconti.
In alcuni momenti del concerto è stata illuminata anche la sala, perché il pubblico potesse sentirsi parte dei testi appena declamati sul palco.

Il docente di agraria era un omone vestito di nero
Ultracinquantenne ed anche ultraconservatore
Ti terrorizzava solo a guardarlo
Lo avevamo ribattezzato, visto l’abito e lo stile
Kappler
(Kappler)

Nota finale, partendo dal principio.
Il concerto è stato aperto dal duo Miglio. Ha suonato per una mezz’ora canzoni che parlano sia della difficoltà dei giovani di trovare un senso profondo nei sentimenti, e della necessità di un maggiore impegno politico.
Il set si è concluso con un’elaborazione elettronica del grido di milioni di cittadini in tutto il mondo che in questi mesi inneggiano: “Free free Palestine!”.
Il pubblico ha risposto con un partecipato coro e un sentito applauso.

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