T E A T R O
Articolo di Daniela Pontello, immagini sonore © Natascia Caronte
L’amante di Harold Pinter è in programma fino al 10 maggio 2026 al Teatro Out Off di Milano. Questa messa in scena chiude la trilogia Pinteriana che lo storico teatro di via Mac Mahon ha dedicato al drammaturgo inglese per la stagione 2025/2026.
Il testo di Pinter è un classico del “teatro della minaccia” domestica, ma in questa edizione all’Out Off l’accento sembra posto sulla natura performativa del legame di coppia.
La trama ruota attorno a Richard e Sarah, una coppia della middle-class che vive un matrimonio apparentemente ordinario, ma scosso da un patto: entrambi accettano le visite dei rispettivi amanti. Il colpo di scena pinteriano risiede nel fatto che gli amanti non sono che loro stessi, travestiti o calati in nuovi ruoli erotici.

Di mattina sono i coniugi annoiati e composti. Di pomeriggio, Richard torna sotto le spoglie di un “mascalzone” in giacca di pelle e Sarah diventa una seduttrice spregiudicata. Il genio di Pinter qui sta nel ribaltare i cliché sull’infedeltà. Di solito l’adulterio serve a fuggire dalla realtà domestica; qui, la finzione serve a preservarla. I due protagonisti non riescono a gestire la complessità del desiderio all’interno dell’istituzione matrimoniale, quindi devono “compartimentare” le loro personalità. La tensione sale quando i confini tra le due realtà iniziano a sfumarsi. Richard, geloso del “personaggio” dell’amante (ovvero di se stesso), inizia a criticare Sarah per la sua condotta licenziosa. Richard cerca di riportare la realtà nel gioco, mentre Sarah lotta disperatamente per mantenere la finzione, perché teme che senza quelle maschere non rimanga nulla tra loro se non un vuoto insopportabile.

Pinter suggerisce che non siamo mai una persona sola, ma una collezione di maschere che indossiamo a seconda del contesto. La regia di Luca Fusi esplora questo gioco di specchi, mettendo in luce come la finzione diventi l’unico modo per mantenere in vita il desiderio. In linea con la tradizione dell’Out Off, la scena è essenziale, lasciando che siano le pause e il non-detto a dominare. La tensione non esplode quasi mai, ma resta sottopelle, filtrata da una recitazione volutamente controllata.
Le luci (curate da Massimo Guarnotta) sottolineano il contrasto tra la luce “educata” del mattino coniugale e le ombre dei giochi pomeridiani. Erika Maria Cordisco e Simone Debenedetti riescono a restituire la freddezza e, al tempo stesso, la vulnerabilità dei personaggi. La loro prova attoriale non cerca il realismo psicologico, ma lavora sulla fisicità dei ruoli, rendendo lo spettatore quasi un voyeur di un rito privato che si ripete all’infinito.

L’amante (The Lover) è un labirinto psicologico che esplora quanto possa essere bizzarro e ritualistico il matrimonio. È una riflessione affascinante (e a tratti disturbante) su quanto dobbiamo fingere di essere qualcun altro per poter continuare a essere noi stessi insieme a chi amiamo.
L’amante
di Harold Pinter
(Prima nazionale)
traduzione di Alessandra Serra
con Erika Maria Cordisco, Simone Debenedetti
luci Massimo Guarnotta
regia Luca Fusi
produzione Teatro Out Off, Farneto Teatro, BAS – Boffalora Acting Studio







Immagini sonore © Natascia Caronte




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