L I V E – R E P O R T
Articolo e immagini sonore di Daniela Pontello
PUGNI a Germi: quando la musica diventa cura
Nel caldo e vibrante Germi, Lorenzo Pagni – in arte PUGNI – ha portato in scena un concerto che è stato un invito a guardarsi dentro. In occasione della Giornata mondiale della salute mentale, PUGNI ha presentato Talento, il suo nuovo singolo pubblicato da Costello’s Records: un brano che parla di esclusione, di diagnosi, di visioni negate. Ma anche di luce, di possibilità, di riscatto.
“Quello della salute mentale è un tema che mi è molto caro e sul quale, nella mia doppia veste di artista e clinico, sento il bisogno di agire. Talento è nato da questa urgenza: dare voce a chi spesso non ne ha.”

“Talento è dedicato a chi è stato etichettato, a chi ha visto la propria voce spegnersi sotto il peso di una diagnosi,” ha detto l’artista dal palco, con la sincerità di chi vive ciò che canta. Psicologo e cantautore, PUGNI intreccia le sue due anime in un progetto che non cerca risposte facili, ma domande necessarie.
Il pubblico, composto da tesserati ACSI e affezionati del locale, ha accolto il concerto come si accoglie una confessione: in silenzio, con rispetto, lasciandosi attraversare. Germi, con la sua atmosfera raccolta e la sua vocazione alla contaminazione, si è rivelato il luogo ideale per un evento che ha unito musica, parola e cura.
La scaletta ha seguito un percorso emotivo preciso, una sequenza pensata come un viaggio interiore, dove ogni brano è una tappa, una ferita, una domanda.

- Orchestra di silenzi ha aperto la serata con un’atmosfera sospesa. Il brano evoca un paesaggio mentale fatto di pause e sospensioni. “Mi hai insegnato a stare zitto / ma io volevo solo fare rumore.”
- Pietro come fai ha dato corpo alla vulnerabilità quotidiana. “Pietro come fai a non scappare / quando il mondo ti chiama per nome?”
- Falco ubriaco ha portato ritmo e inquietudine. “Ho sbattuto contro il cielo / e non mi hanno nemmeno visto.” Il falco è simbolo di libertà distorta, di volo sbagliato.
- Amore bisturiL’amore come ferita, come taglio chirurgico. “Mi hai aperto in due / e non hai nemmeno guardato dentro.”
- Il segreto del mare.Il mare come luogo di verità sommerse. “Il mare non dice / ma sa tutto.”
- Troppo grosso ha ironizzato sul dolore che non si contiene. “Questo dolore è troppo grosso / per le tasche che ho.”
- Mazzo di aghi. “Ti ho portato un mazzo di aghi / perché non so fare i fiori.” Una metafora dell’amore che punge.
- Spigoli“Ci siamo tagliati / cercando di combaciare.” Relazioni che non si incastrano, ma lasciano cicatrici.
- Sadiche mareeLe maree come cicli emotivi che travolgono e puniscono. “Ogni volta che torno / mi fai pagare il viaggio.”
- 37 dentiIl numero diventa simbolo di eccesso, di deformazione. “Ho 37 denti / e nessuno serve a mordere.”
- Troppo pocoUna riflessione sull’inadeguatezza, sull’essere sempre al di sotto delle aspettative. “Ti ho dato tutto / ma era troppo poco.”
- Foglie morte ha evocato il tempo che sfiorisce. “Le foglie non muoiono / si lasciano andare.” Un omaggio implicito a Prévert, ma con voce propria.
- TalentoChiusura potente, manifesto del concerto. Un inno agli esclusi, ai visionari, ai “pazzi” che vedono oltre. “Il mio talento è non stare zitto / quando tutti fanno finta di dormire.” L’applauso finale è lungo, liberatorio, necessario.

La serata è stata arricchita dalla presenza del collettivo torinese D’Acqua, che ha portato sul palco una performance inclusiva. Il dialogo tra le arti ha reso il concerto un’esperienza immersiva, dove la vulnerabilità non era debolezza, ma forza condivisa.
PUGNI non è solo un cantautore: è anche psicologo. E questo doppio sguardo si sente. Ogni brano è attraversato da domande profonde, da tensioni emotive, da una ricerca di senso che non si accontenta di formule. Il suo live è un laboratorio di empatia, dove il pubblico non è spettatore, ma parte attiva di un processo di cura.
In un tempo che anestetizza, Talento è un risveglio. Talento parla di noi, delle nostre fragilità, delle nostre battaglie invisibili.













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