R E C E N S I O N E
Recensione di Mario Corvino
Il Ciclo di Bethe torna con un nuovo progetto folgorante già nelle premesse: la band non è interessata a pubblicare un disco, ma a aprire un fronte.
Non è un EP. È un atto di accusa in sette tracce, il primo sferzante capitolo di una trilogia destinata a srotolarsi nel corso di un anno: Evo Barbarico Vol. 1: Memorie è un’opera di agit-prop sonica, dove il Post-Punk assume la funzione di trincea politica e il rumore industriale diventa il grido di battaglia. Questo collettivo rigetta il ruolo pacificato di band, scegliendo invece di aprire un fronte culturale contro la neutralità.

L’assalto si apre con Nazione, un manifesto prodotto con l’ausilio tattico di Cristiano Santini (Disciplinatha) e Riccardo Sabetti (This Eternal decay). La traccia è un rituale spietato che incrocia l’elettronica glaciale della New Wave con il serrato beat techno-punk. Non è una critica frontale, ma una demolizione interna della retorica nazionalista, che ne svela l’ipocrisia attraverso un sound distopico e claustrofobico. La saturazione e il frastuono non sono un vezzo estetico, ma la fedele rappresentazione di un paesaggio sociale inebetito.
L’urgenza politica cede momentaneamente il passo a una liturgia più intima in Cronacart. Qui, la voce di Andrea Chimenti introduce una dimensione epica e meditabonda, quasi CSI/Consorzio Suonatori Indipendenti. È la memoria che si fa preghiera laica, una ballata elettronica che, pur rallentando i BPM, intensifica la tensione emotiva, meditando sulla perdita e sulla consapevolezza storica in un lento, avvolgente abbandono.
La geopolitica dell’assurdo irrompe poi con NATO con le ore contate. Massimo Baiocco utilizza un canto monotono e distaccato, quasi brechtiano, su un substrato di frastuoni ferrosi e field recordings. Il gioco di parole tra l’essere “nato” e l’alleanza militare diventa il simbolo di una condizione umana e politica senza via di scampo.
L’apice del dinamismo corrosivo è La verità. Questa traccia è una vertiginosa commistione di funk, punk e elettronica dance che ricorda l’implacabilità del groove dei DAF. Andrea Ra al basso e Trinity alla voce costruiscono un vortice sonoro distopico, il brano più accessibile e al contempo il più tagliente: una denuncia diretta e agghiacciante del filtro mediatico che nega l’evidenza delle tragedie contemporanee. Il successivo Mantra (L’imponderabile elemento della pecora) apre invece linee sinuose di psichedelia orientaleggiante e stoner, un viaggio ipnotico sulla coscienza individuale nel contesto del gregge.
Le due cover finali non sono semplici tributi, ma pietre angolari identitarie. Die Beine von Dolores dei Pankow e Xaviera Hollander dei Diaframma riaffermano le radici del progetto: da un lato, l’anima industriale, corrosiva e rigorosa; dall’altro, quella decadente, poetica e profondamente italiana.
Prodotto da Verso Productions e Kulturjam, Evo Barbarico: Memorie è una dichiarazione di libertà radicale. È un’opera che, rifiutando la logica del consumo e della compromissione mercantile, insiste nel riportare la musica nel pericoloso, vitale spazio dell’opposizione. Non è un semplice ascolto; è un richiamo all’azione e alla resistenza, non un revival, ma una nuova avanguardia che usa la memoria come ponte verso il futuro.
Tracklist:
01. Nazione (feat. Cristiano Santini & Riccardo Sabetti)
02. Cronacart (feat. Andrea Chimenti)
03. NATO con le ore contate (feat. Massimo Baiocco)
04. Mantra [L’imponderabile elemento della pecora] (feat. Riccardo Sabetti)
05. La verità (feat. Andrea Ra)
06. Die Beine Von Dolores (live @ Circolo ARCI Ribalta, Vignola (MO), 02/03/2024) [bonus track]
07. Xaviera Hollander (feat. Riccardo Sabetti) [bonus track]




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