L I V E – R E P O R T
Articolo e immagini sonore di Stefania D’Egidio
Quando a marzo era uscito Canzoni Per Anni Spietati avevo detto che sarebbe stato il disco italiano più bello del 2025 e, a distanza di mesi, ad anno quasi finito, resto ferma nella mia convinzione: un concept album maturo, con dei testi che descrivono con lucidità i tempi cupi che stiamo vivendo sia dentro che fuori dall’Italia. Non compravo un vinile da secoli, ma i Negrita sono riusciti a risvegliarmi dal torpore dello streaming e, per questo, pur essendo una gelida serata autunnale con fastidiosissima pioggerella, ho voluto essere presente alla tappa milanese del tour 2025, a ripercorrere i trent’anni di carriera della band aretina, in un contesto intimo quale può essere solo quello di un teatro.

Al Dal Verme ho visto tanti concerti e ne ho sempre apprezzato la dimensione, oltre che l’acustica, perchè puoi vedere l’artista da vicino, puoi cogliere ogni sfumatura del suono con la sensazione di essere quasi in un club… beh, l’avrete già capito, non sono un amante degli stadi e dei palchi visti con il binocolo attraverso maxi schermi, mi piace il calore degli spazi piccoli, vederli riempire piano piano dalle persone che, come tante formichine, cercano affannosamente il loro posto prima che lo show abbia inizio, l’odore del legno e le luci avvolgenti.

Per l’occasione Pau, Drigo e Mac, accompagnati da Giacomo Rossetti al basso e cori, Guglielmo Ridolfo Gagliano alle tastiere e Cristiano Dalla Pellegrina alla batteria, hanno pensato ad uno spettacolo in due atti, anziché il solito concerto con bis finale, rigorosamente in elettrico, invece che in acustica come avrebbero potuto optare, vista la location. Dunque non il classico unplugged, tanto caro ai figli degli anni ’90, ma un elettrico riarrangiato a misura di teatro, per gustare al meglio le tracce dell’ultimo lavoro, ma anche gli storici successi. Si parte con In Blu (Lettera ai Potenti della Terra), con il palco davvero ammantato di luci blu, quelle che tanto fanno disperare noi fotografi in postproduzione, per poi proseguire con Radio Conga: c’è un bel feeling tra i componenti della ciurma, si naviga tra chitarre tirate a lucido, con un Pau padrone della scena e il pubblico che fa la sua parte di membro onorario. In platea gente adulta, ma anche tanti genitori con giovane prole al seguito, come in un ideale passaggio di consegne, perché, si sa, anche l’amore per la musica e l’arte necessita di un’adeguata educazione.

Dopo le note croccanti di Radio Conga di nuovo fuoco sulle corde con Il libro in una mano, la bomba nell’altra e stavolta l’atmosfera si tinge di rosso. La serata prosegue verso la perfezione con il mio brano preferito: Noi Siamo Gli Altri, solo questo pezzo vale il costo del biglietto, un vero e proprio inno generazionale, che pone l’accento sui mali della nostra società e sulla politica dei governi, che, invece di unire, divide le persone, ma sempre con un messaggio di speranza e di resistenza celato tra le note. L’assolo di chitarra poi è da pelle d’oca e non può che suscitare negli spettatori una spontanea standing ovation finale.


Un rock solido e autentico, quello proposto da Pau e soci, che si snocciola attraverso le pietre miliari del loro repertorio, da In Ogni Atomo a Che Rumore fa la Felicità, giustamente amalgamate nella prima parte dello show con le più recenti Song To Dylan o Non Si Può Fermare, a chiudere il primo atto le rocciose Cambio e Mama Maè. Dopo una breve pausa il racconto della loro storia va avanti, nel secondo atto, con la bellissima Non esistono innocenti amico mio, sempre dall’album Canzoni per Anni Spietati, seguita dalle vecchie hits Brucerò per te, Ho imparato a sognare, Magnolia, Rotolando verso sud, A modo mio e Gioia infinita. Alla fine saranno due ore e mezza di musica ad altissimo voltaggio: il freddo di Milano è già dimenticato, nel teatro l’aria è bollente e l’alchimia delle melodie ci rende impermeabili a tutto.





Set 1:
- Nel blu (lettera ai padroni della terra)
- Radio Conga
- Il libro in una mano, la bomba nell’altra
- Noi siamo gli altri
- Il gioco
- In ogni atomo
- Provo a difendermi
- Che rumore fa la felicità?
- Song to Dylan
- Non si può fermare
- Cambio
- Mama maè
Set 2: - Bambole
- Lontani dal mondo
- Sale
- Malavida en Bs. As.
- Brucerò per te
- Ho imparato a sognare
- Magnolia
- Rotolando verso sud
- A modo mio
- Gioia infinita

















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